martedì 2 maggio 2017

VIOLENZA ONLINE E FAKE NEWS, GOOGLE CAMBIA L'ALGORITMO

Non solo il bollino per le notizie verificate e l'intelligenza artificiale che riconosce commenti violenti e offensivi, ora Google affila le proprie armi  nella lotta alle fake news e all'odio online dichiarando guerra a tutti i contenuti di bassa qualità, offensivi o fuorvianti mostrati nei risultati del motore di ricerca.
Cambiamenti strutturali sono stati già annunciati per modificare l'algoritmo che decide cosa mostrare e provare così a dare un peso maggiore all'autorevolezza delle pagine web. Altra novità riguarda poi il rapporto stesso con gli utenti le cui segnalazioni saranno tenute sempre più in considerazione per individuare e rimuovere eventuali abusi.
In questa direzione gli utenti hanno la possibilità di intervenire su due funzione di Google, la prima è il completamento automatico delle ricerche, finito sotto i riflettori per aver dato anche suggerimenti razzisti e sessisti e la seconda interessa i cosiddetti "snippet", letteralmente frammenti, che estrapolano dal motore di ricerca brevi informazioni non sempre da siti pertinenti o autorevoli. Saranno proprio gli utenti a segnalare direttamente i contenuti che compaiono nei suggerimenti di ricerca e negli "snippet" indicando se li reputano violenti, offensivi, sessualmente espliciti, inutili, falsi o inaccurati. Questo nuovo tipo di feedback non avrà conseguenze immediate sui contenuti segnalati, ma servirà a Google per dare informazioni sempre più precise agli algoritmi, in modo da mostrare in futuro sempre meno suggerimenti simili. 
"I nostri algoritmi aiutano a indeitifcare fonti affidabili tra i miliardi e miliardi di pagine del nostro indice", spiega Ben Gomes, vicepresidente di Google Search. Tuttavia lo 0,25% del traffico giornaliero continua a restituire risultati con contenuti offensivi o chiaramente ingannevoli. Abbiamo migliorato i metodi di valutazione dell'indicizzazione delle pagine e aggiornare continuamente i suoi algoritmi. Miglioramenti che mettono al centro l'elemento umano perché la ricerca è fatta per le persone e l'intelligenza artificiale non è una bacchetta magica".

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