venerdì 5 maggio 2017

IL LINGUAGGIO DELLE "EMOJI"

Un linguaggio capace di ricreare le sfumature di una comunicazione face-to-face e di veicolare all'interlocutore virtuale il nostro stato d'animo o il nostro pensiero, con la stessa efficacia delle parole. Si tratta delle emoji o "faccine", come in maniera gergale vengono definite, usate quotidianamente nelle chat. Uno "strumento" sempre più utilizzato e cliccato sulla tastiera dei nostri smartphone. A sostenere questa tesi sono i ricercatori del Dipartimento di Linguistica dell’Università dell'Illinois che hanno studiato questi simboli, ormai, riconosciuti universalmente. In particolare, gli studiosi hanno misurato l'attività cerebrale degli studenti universitari madrelingua inglese durante la lettura di frasi che terminavano con emoji positive, negative o ironiche. Gli studenti hanno risposto, poi, a domande sull'interpretazione delle frasi. "È come se il cervello, abituato a leggere le frasi in un modo, quando vede l'emoji aggiornasse la sua interpretazione per adattarla alle nuove informazioni", ha detto Benjamin Weissman, uno dei linguisti coinvolti nella ricerca.

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