venerdì 14 aprile 2017

TECNOLOGIA D'ALTRI TEMPI IN MOSTRA IN CALABRIA E SICILIA

Non solo il nord. Non solo il Piemonte ha il suo Museo dell’informatica. Tra Calabria e Sicilia sorgono due poli dedicati all’evoluzione tecnologica dei computer e ai “reperti” informatici degli scorsi decenni. Il Corriere Innovazione del Corriere della Sera dedica un servizio a queste realtà nate tra la fine degli anni ’90 e i primi anni del nuovo millennio, caratterizzato da una innovazione che va a velocità doppia. Ecco, quindi, che “antichi” software e vecchi computer diventano presto pezzi da museo, utili ad allestire una vera e propria composizione museale. E’ accaduto a Moncalieri, al MuPIn, dove sono esposti oltre 5000 pezzi: dai mainframe agli home computer dalle workstation alle console, nonché oltre 10000 tra volumi e numeri di riviste.
Allo stesso modo, in Sicilia, a Palazzolo Acreide (a circa 40 chilometri da Siracusa) esiste il Museo dell’Informatica Funzionante. Istituito nel ’97 da un’intuizione di Gabriele Zaverio, il MusIF è pian piano cresciuto fino ad ospitare un patrimonio di quasi 2mila computer storici, risalenti fino agli anni ’60. Molti di questi sono stati restaurati e riportati in vita nel laboratorio del museo. Il Museo propone eventi, come mostre a tema, e diversi cosi che riguardano elettronica di base, informatica, conservazione e restauro dei media, dell’elettronica, dei sistemi e materiali non convenzionali e il recupero dati.
L’informatica vintage è di casa anche in Calabria, precisamente a Cosenza, dove in quindici
anni si è sviluppato il “Museo Interattivo di Archeologia Informatica”, realtà strettamente connessa con il MuIF siciliano. Il MIAI “è un’esposizione permanente di calcolatori storici, strutturato in sezioni che descrivono l’evoluzione del computer attraverso i decenni”. Le macchine sono messe a disposizioni dei visitatori che possono utilizzare le apparecchiature esposte e i vecchi software, compresi i videogiochi. Il museo vanta oggi centinaia di sistemi tra cui il primo enorme mainframe VAX dell’Università della Calabria, vecchi cloni IBM, workstation UNIX, i primi computer prodotti da Apple, Olivetti ecc. e si arricchisce ed implementa ogni giorno grazie alle donazioni di privati e di istituzioni.

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