lunedì 3 aprile 2017

SOUND SOMMELIER, LA MUSICA IN UN CALICE

La figura del sommelier è ben conosciuta, apprezzata e ricercata. Negli ultimi tempi accanto a questo protagonista del mondo dell’enogastronomia è apparso un altro interprete dell’arte gastronomica ovvero il Sound sommelier. Quest’ultimo elabora il miglior abbinamento possibile tra un vino (birra, distillato) e una composizione musicale. Uno dei massimi esperti del settore in Italia è Paolo Scarpellini.
Dove e come si incontrano musica e vini?
"Musica e vino si possono sposare a meraviglia ovunque. Ancora di più quando ogni intenditore vuole approfondire al massimo la conoscenza di quella determinata bottiglia. Attraverso una degustazione multisensoriale in cui oltre ai sensi dell'olfatto e del gusto (prima infatti annusiamo il vino, poi lo assaporiamo sul palato) coinvolga anche quello dell'udito. Perché la nostra percezione del vino, come hanno stabilito le ultime ricerche delle neuroscienze applicate all'enologia, rappresenta il risultato di una vera e propria immagine cerebrale che viene generata da tutte le sensazioni multimodali in arrivo dai cinque sensi, udito compreso. Abbinando un determinato vino al sound, alla canzone che sposa meglio le sue caratteristiche, viene amplificata ogni minima percezione di aromi, complessità o retrogusti presenti nel bicchiere". 
Lei è dj, giornalista, consulente musicale e molto altro come le è venuta in mente l’idea del Sound sommelier? "Ho alle spalle due decenni di cultura musicale.  Come giornalista specializzato in enogastronomia, turismo e lifestyle ho avuto modo di conoscere a fondo vigne e cantine, enologi e produttori di vino, assaggiando le migliori etichette (anche di birra e distillati) internazionali. L’idea di cimentarmi come Sound sommelier l’ho avita  in California, durante una degustazione di svariati vini con un unico e piacevole (ma non così azzeccato per tutte quelle bottiglie) sottofondo musicale. E' lì che mi sono chiesto: possibile che nessuno abbia mai pensato di abbinare una composizione sonora a un determinato vino e solo a quello, in modo da far combaciare al meglio le rispettive caratteristiche?".
Come si abbina un vino a una determinata traccia, quali gli elementi che vengono presi in considerazione? "Il processo dell'abbinamento segue da vicino quello che nei migliori ristoranti consente al sommelier di trovare quella particolare bottiglia che si sposi nel migliore dei modi con quel determinato piatto nel menu. In quel caso, il sommelier evidenzia le materie prime, la loro origine e la loro eventuale cottura, come pure i sapori prevalenti, dal dolce all'amaro, dall'acido al salato, dallo speziato al piccante. Dopo di che, sceglie in cantina quel vino che possieda aromi, gusto, struttura, complessità, persistenza e invecchiamento più adatti alla portata in questione. Il Sound sommelier invece parte dalla bottiglia, valutando le sue caratteristiche naturali e organolettiche (territorio, vitigno/blend, tipicità, invecchiamento, colore, aromi, struttura, intensità, acidità, corpo, armonia). Quindi, nella sua "cantina musicale", inizia la ricerca  fra classica, operistica, jazz, pop, rock e  blues ecc, per trovare quel brano (strumentale o meno) che presenti le migliori similitudini. E questo basandosi su parametri tipo genere, ritmo, struttura e tessitura, tipicità territoriale, atmosfera". 
Le propongo tre vitigni, abbini in maniera indicativa  (visto che per le sue degustazioni sonore prende in esame ogni volta una singola bottiglia)  le musiche adatte. Partiamo dal Grillo: "Babbaluci" di Roy Paci. Una scelta che parte doverosamente dal territorio, con un brano cantato in dialetto dal cantautore e trombettista di Augusta: in questa allegra filastrocca popolare, il veloce ritmo ska si abbina al meglio con la freschezza, la solarità e il colore giallo paglierino di questo vino.

L'atmosfera da sagra popolare della canzone poi, riflette appieno i caratteristici aromi di pera, melone e foglia d'ortica, mentre la struttura sonora, a base soprattutto di fiati, ricorda molto da vicino consistenza e persistenza del Grillo". Cannonau: "'Hotel Supramonte' di Fabrizio De Andrè. Anche qui, una scelta che parte dal territorio: il cantautore genovese infatti, è sempre stato molto legato all'isola sarda. Canzone solo in apparenza delicata, si caratterizza per un cantato soft che ben si sposa con i profumi di frutta rossa e le note floreali, mentre gli accordi di chitarra acustica e gli archi formano una piacevole armonia con la morbidezza intensa di questo vino e il suo colore rubino chiaro. L'importanza e la malinconia del testo infine, fanno bene il paio con la struttura, la tannicità e la persistenza del Cannonau".

Cirò: "'Voglia 'e turnà' di Teresa De Sio. Per un vino del Sud, una canzone del Sud cantata in partenopeo, dal ritmo sexy e sinuoso che ricorda molto il color rubino intenso e gli aromi di mora e ciliegia mischiati a quelli di spezie e caffè. Il calore e la modulazione della voce invece si sposano bene con eleganza e morbidezza del Cirò, mentre ritmo soft e struttura quasi jazz si abbinano perfettamente alla morbidezza e all'eleganza dei suoi tannini, soprattutto dopo un lungo affinamento in bottiglia".


È una figura di nicchia oppure il Sound sommelier ha una sua fetta di mercato di riferimento? "Attualmente, in Italia il Sound sommelier sta facendo ancora i primi passi, ricercata solo da intenditori e addetti ai lavori. Questo però non toglie che possa diventare in breve personaggio di riferimento per degustazioni sia dilettantesche sia professionistiche, data la possibilità di vedere, anzi "sentire" come non mai, caratteristiche olfattive e gustative dei vini".

Come si diventa Sound sommelier ? "Con una lunga esperienza enologica e musicale, che consenta cioè di possedere allo stesso tempo un vasto archivio di dati riguardanti qualità naturali e organolettiche dei vini nazionali e internazionali, come pure le caratteristiche intrinseche di un'enorme mole della produzione nazionale e internazionale di musica classica o leggera dall'Ottocento a oggi. Il tutto, miscelato a un gusto e una sensibilità spiccati, che possano quindi armonizzare al meglio la comprensione di vini e musica, come pure ad abbinare questi due elementi nel modo più corretto e armonioso".


Antonella Chirico 

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