giovedì 30 marzo 2017

LA VITA AI TEMPI DEL MULTITASKING

Siete tra quelli che riescono a scrivere contemporaneamente sms, mail o status su Facebook in ufficio, al supermercato o magari al cinema? Siete convinti di poter seguire un telegiornale mentre state chattando su whatsapp e, nel frattempo, cucinando un uovo al tegamino? Quando guidate e siete nel bel mezzo di un incrocio, non vi fate scrupoli nel mettere un like o (peggio) commentare l'ultimo, argutissimo e imperdibile, post di un vostro contatto? Bene, se avete risposto affermativamente ad almeno uno di questi interrogativi, sappiate che siete anche voi affetti da multitasking. Ovvero la grande illusione del nostro tempo, svolgere più cose e bene nello stesso momento.
Il fenomeno, come tutto ciò che riguarda la mente e i comportamenti quotidiani, è più serio di quel che sembri a giudicare dai numerosi interventi sul tema ad opera di scienziati, esperti e studiosi da ogni parte del mondo, dalle università di Stanford e Londra, fino ai recenti studi condotti dai neuroscienziati Kep Kee Loh e Daniel J. Levitin. Impossibile, secondo questi ultimi, che il nostro cervello possa gestire simultaneamente e con risultati apprezzabili una quantità eccessiva di informazioni e stimoli. 
Le evidenze scientifiche emerse in numerose ricerche certificano che abbandonarsi al
multitasking estremo significa, di fatto, aumentare enormemente la produzione di cortisolo, l'ormone dello stress, indispensabile, fra le altre cose, per il giusto funzionamento della pressione sanguigna e del metabolismo. Il nostro organismo in altre parole reagisce come se ci trovassimo in una condizione di pericolo o stress. Ma in realtà, spesso, è solo un eccesso (ingiustificato) di tab aperte sul nostro browser a scatenare un vero e proprio cortocircuito neuronale. E il superamento del livello di guardia del cortisolo non incide, negativamente, solo sulle funzioni muscolari e del sistema circolatorio ma anche sulle capacità cognitive e sui processi decisionali. Il nostro cervello funziona male, si abbassa persino lo stesso quoziente intellettivo e i risultati, negativi, possono incidere in misura rilevante sul lavoro o su qualsiasi altra attività quotidiana. Combattere il lato oscuro del multitasking è possibile, basta organizzare la propria giornata in maniera più ordinata e funzionale, selezionando l'ordine delle priorità ed evitare che l'ansia di controllare le mail ogni cinque minuti o la smania lanciare un'invettiva su Facebook contro la scomparsa delle mezze stagioni, ci rendano, sostanzialmente, persone meno intelligenti.

LDA

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