lunedì 6 marzo 2017

LA LUNGA BATTAGLIA DI FACEBOOK ALLE "FAKE NEWS"

Si annuncia come una vera e propria rivoluzione quella avviata da Facebook sul fronte, caldissimo, delle cosiddette "fake news". In attesa che il sistema del "bollino rosso", partito qualche mese fa entri pienamente a regime, il primo caso di smascheramento di una notizia bufala ha fatto il suo esordio con un bersaglio d’eccezione, ovvero il presidente americano, Donald Trump.
Falsa la notizia di una fuga di informazioni contenente dati sensibili provenienti dalla Casa Bianca che sarebbe partita direttamente dal suo smartphone. Il triangolino rosso con tanto di punto esclamativo, immediatamente riconoscibile dagli utenti della piattaforma di Menlo Park, ha fatto la sua prima vittima all’interno del mainstream delle bufale ingabbiando nelle maglie del “fact checking” il povero “TheSeattleTribune.com”. Con l’ormai noto istinto innovatore che da sempre ne anima idee e azioni, il colosso di Mark Zuckerberg è dunque passato subito dalle parole ai fatti, raccogliendo il grido d’allarme lanciato dall’intero universo web su questo complesso problema e creando le dovute contromisure.
Il fenomeno delle “fake news”, d’altro canto, ha assunto dimensioni inquietanti imponendosi come vero e proprio fattore di distorsione dei media tradizionali e della capacità stessa che l’opinione pubblica ha, di formulare un’idea chiara e corretta su tutto ciò che accade nel mondo.
Non sarà battaglia una facile né, tantomeno, breve. Gli effetti del nuovo sistema di difesa si vedranno solo nei prossimi mesi e, inevitabilmente, Facebook sarà chiamato a perfezionarlo ulteriormente. La stessa notizia del fasullo hackeraggio ai danni dello smartphone del presidente Trump è circolata per alcuni giorni prima di essere classificata come “Disputed”, a testimonianza di quanto sia pervasivo e (incredibilmente) efficace il circuito messo in piedi dai professionisti della bufala.

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