domenica 30 ottobre 2016

REGGIO CALABRIA, LA DUE GIORNI DEL VII CONGRESSO DELLA “RETE DIABETOLOGIA PEDIATRICA CALABRESE”

REGGIO CALABRIA - Si è svolto al “Grande Hotel Excelsior” di Reggio Calabria il settimo congresso della Rete diabetologica pediatrica calabrese. Un’occasione di confronto tra figure professionali eterogenee e di alto profilo scientifico che hanno animato il dibattito, nella consapevolezza del necessario approccio multidisciplinare verso la cura del paziente. La due giorni congressuale, organizzata dall'associazione Giovani con diabete Locride in stretta collaborazione con il Centro di diabetologica pediatrica dell'ospedale di Locri, si è articolata in diverse sessioni di lavoro incentrate su temi specifici quali, tra gli altri, le prospettive dell'assistenza diabetologica, la sindrome metabolica pediatrica, l’obesità, le nuove tecnologie e il diabete mellito tipo 2. Fari puntati soprattutto sull’aspetto della “relazione” che risulta fondamentale per facilitare la presa in carico  dei bimbi in età evolutiva. Largo spazio è stato dato, quindi, agli aspetti pedagogici e psicologici da considerare durante il percorso di cura, affiancandoli ai metodi tradizionali che rimangono imprescindibili. 
Oltre al parterre di illustri relatori, la due giorni congressuale ha visto la partecipazione anche di rappresentanti delle istituzioni, tra cui il presidente del Consiglio regionale, Nicola Irto, che ha concesso il patrocinio all’evento assieme alla società italiana di Pediatria, la società italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica e l’ordine dei Medici della provincia di Reggio Calabria. “E’ fondamentale – ha detto il presidente Irto – lavorare in sinergia per ridisegnare un nuovo modello di equità sociale e sanitaria”. Lo stesso Irto ha poi messo in rilievo il valore “dei campi scuola per i bambini diabetici e della creazione di posti di lavoro specialistici”. 
La dottoressa Mariella Bruzzese, componente del Comitato scientifico della Rete diabetologica pediatrica calabrese, ha chiarito subito che “il diabete di tipo 1, quello del bambino, è una patologia diversa quello di tipo 2, presente nell’adulto. Questo tipo di diabete – ha spiegato – ha una gestione molto più complessa perché siamo di fronte a una persona in età evolutiva”.  Accanto alla terapia insulinica occorre un’educazione che diventa terapia: “Non solo pediatri e diabetologi, ma anche psicologi e pedagogisti, dietisti e infermieri – ha aggiunto – devono educare i bimbi e le loro famiglie”. Per la dottoressa è di necessaria importanza quindi “stabilire una relazione, un’alleanza terapeutica tra famiglia, scuola e operatori sanitari per far sì che il bambino, che poi diventerà adolescente e uomo, possa realizzare tutti i propri progetti e avere la possibilità di avere il mondo aperto, come tutte le altre persone”. 

Secondo la pedagogista  Natalia Piana la cura dei bambini diabetici deve essere “integrata”. “Oltre all’'aspetto medico e fisiologico – ha tenuto a sottolineare – bisogna concentrare l’attenzione anche sugli  aspetti emotivi e psicologici legati alla malattia, non solo perché importanti, ma soprattutto perché condizionano fortemente la capacità di gestione della malattia stessa”. Per Piana la vera sfida oggi in un intervento educativo è “provare ad aprire da competenze prettamente tecniche e scientifiche a competenze relazionali che tengano assieme la complessità dell'esperienza legata alla malattia cronica”.
Nella seconda giornata, dopo le relazioni incentrate sulla sindrome metabolica pediatrica, le nuove tecnologie e il diabete mellito tipo 2, il pediatra diabetologo Stefano Zucchini ha relazionato su obesità, sulla problematica dei bimbi che mangiano cibi ipercalorici e pieni di sale e sui Larn che – ha spiegato –  “sono dei nuovi parametri con i quali bisogna bilanciare i pasti nei bimbi e negli adulti che danno delle regole molto strette e questo stride un po’ con la realtà. Oggi da un lato ci sono i giovani che mangiano sempre peggio, dall'altro gli esperti che creano parametri sempre più stretti a cui dovremmo adeguarci”.

Labecom
Reggio Calabria, 30 ottobre 2016

IMMIGRAZIONE, SOCIOLOGI ITALIANI A CONFRONTO CON SINDACATI, ASSOCIAZIONI, SCUOLA E ISTITUZIONI

Da sinistra Franceschiello, Caccia, Manoccio,
Latella, Mammoliti, Biondo e Pititto
REGGIO CALABRIA - Un confronto a più voci su un tema delicato e di forte attualità come quello dell’immigrazione; un dibattito aperto, in cui i diretti interessati hanno svolto la parte di attori protagonisti e non di meri ascoltatori. A questo è servito il seminario-convegno organizzato dall’Associazione sociologi italiani, svoltosi nell’auditorium della scuola di Polizia di Vibo Valentia.
All’incontro - aperto e moderato dal presidente nazionale Antonio Latella - hanno preso parte sindacati, associazioni di volontariato, istituzioni, gli stessi ospiti stranieri. Il senso della giornata lo ha sintetizzato con una frase il presidente Latella, che ha citato Papa Francesco: “Gli immigrati non sono un peso ma una risorsa”.
Maurizio Bonanno, giornalista e dirigente nazionale Asi, ha fornito alcuni numeri significativi del fenomeno: “L’Italia è tra i Paesi che più accolgono. Le ricadute positive, anche in campo lavorativo, sono evidenti, se si pensa che ad esempio nel settore edile il 54% del personale è straniero, mentre tra le colf il 50% sono donne straniere”. Giuseppe Raffa, presidente della Provincia di Reggio Calabria, è giunto a Vibo come segno di “vicinanza a questa lodevole iniziativa che affronta una delle tematiche più importanti dell’attualità”.
Successivamente ha preso la parola Raffaele Mammoliti, dirigente della Cgil, il quale ha rivendicato le tante battaglie che il sindacato “ha condotto per l’affermazione dei diritti degli immigrati”, come ad esempio quella per prolungare la scadenza a due anni per il permesso di soggiorno in attesa di occupazione.
Concetti ripresi anche da Sergio Pititto, Cisl, che ha rimarcato l’esigenza di “accorciare i tempi della burocrazia e dell’accoglienza. È assurdo - ha detto - che la gente che sbarca nei nostri porti debba attendere anche 20 giorni in un palazzetto dello sport”. 
Santo Biondo, segretario generale della Uil, ha poi parlato dell’esigenza di un “osservatorio sull’immigrazione, sul modello dell’Emilia Romagna, in modo tale da istituzionalizzare un metodo ed una problematica per meglio risolverla, senza improvvisazione”.
A portare la testimonianza della condizione di immigrato in territorio italiano, quotidianamente a contatto con tutte le problematiche del caso, è stato un docente, Ibrahim Diop, senegalese, il quale ha portato il caso del matrimonio “misto”, con le difficoltà di una coppia per le reazioni degli altri, le tensioni che si creano per l’affrontarsi di due culture differenti anche nella scelta del nome da dare ad un figlio. 

All’origine del “vero problema” ha puntato invece Davide Franceschiello, dell’Asi: “Il punto non è l’immigrazione in sé, ma è la miseria che ha spinto milioni di persone a lasciare i loro Paesi, e quindi dovremmo domandarci cosa ha fatto l’Occidente per risollevare le sorti di intere popolazioni”. 
Marco Talarico, della Monteleone Protezione civile, parlando davanti agli studenti delle scuole vibonesi, ha proposto che i ragazzi italiani assistano alle operazioni di sbarco, per vedere da vicino la sofferenza dei migranti e magari guardarli, successivamente, con occhio più benevolo.
È stata poi la volta di Giovanni Manoccio, delegato della Regione Calabria all’Immigrazione: “Sul tema si fa molta “geopolitica della paura”, ma la realtà è differente. In Calabria, ad esempio, c’è una bassa presenza rispetto al resto d’Italia. Nessuna invasione. Ciò che noi oggi stiamo facendo è portare a Bruxelles gli esempi positivi che abbiamo, come Riace, Caulonia, Acquaformosa, ed illustrare all’Europa i nostri progetti che vorremmo trasformare in un sistema virtuoso dell’accoglienza e dell’integrazione. Su questo stiamo lavorando e serve la partecipazione di tutti”.
A concludere una giornata proficua, ricca di proposte e che ha dato voce a tutti, gli interventi di Franco Caccia, presidente deputazione Calabria Asi, e Shyama Bokkory, dell’associazione Alone, su integrazione e interazione.

Labecom
Vibo Valentia, 30 ottobre 2016

martedì 25 ottobre 2016

“CAPRI STARTUP”, FURFARO: “IMPRESA GIOVANILE CHIAVE PER SUPERARE LA CRISI”

Da sinistra Samuele Furfaro e Angelo Marra
REGGIO CALABRIA - Si è svolta nell’ambito del 31° convegno nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria, “CapriStartup”, la competition delle startup e pmi del made Italy giunta quest’anno alla seconda edizione e promossa da Angelo Marra, referente territoriale Confindustria Reggio Calabria sezione Terziario innovativo e Itc e past president del Gruppo Giovani Imprenditori di Reggio Calabria che ha preso parte a ai lavori, con una propria delegazione guidata dal presidente Samuele Furfaro.
L’evento, che ha visto la partecipazione fra gli altri del presidente dei Giovani di Confindustria, Marco Gay, ha messo al centro i temi economici e sociali e le connesse sfide dello sviluppo, dell'innovazione e della crescita che il tessuto imprenditoriale italiano giovanile intende intraprendere.
I lavori sono stati coordinati da Angelo Marra, referente territoriale Confindustria Reggio Calabria sezione Terziario innovativo e Itc e componente del comitato GI Sud e dal giornalista Antonio Prigiobbo. Alla gara hanno partecipato 12 startup provenienti da tutt’Italia e che operano nelle quattro diverse categorie della competition (Tourism, Smart manufacturing, Agrifood e eHealth). I team hanno presentato i loro progetti di business davanti ad una platea composta da investitori, imprenditori ed esperti del settore. Durante la competition sono stati illustrati anche i trend di sviluppo dei principali settori e le sfide da affrontare nel futuro prossimo.
Un momento del workshop
La presenza del Gruppo Giovani di Confindustria Reggio Calabria è stata particolarmente significativa non solo per l’organizzazione di ‘CapriStartup’ (ovvero uno dei tre workshop che hanno caratterizzato il convegno nazionale), ma anche perché ha consentito, come rimarcato Furfaro, “di ribadire un concetto per noi basilare e cioè che l’unico modo, oggi, per superare la crisi è puntare sulla classe imprenditoriale giovanile. Il sistema di rappresentanza che fa capo al Gruppo Giovani di Confindustria sta investendo, con coraggio e determinazione, ogni energia su innovazione e sviluppo e su un più generale agire imprenditoriale capace di generare benefici, in termini di crescita e occupazione, nel contesto socio economico di riferimento. Sono molto soddisfatto – ha proseguito Furfaro - del lavoro che sta svolgendo la territoriale reggina, in ogni sua componente, e il ruolo di primissimo piano svolto in occasione del convegno nazionale lo testimonia ampiamente. Adesso però – ha sottolineato Furfaro – ci aspettiamo un segnale forte e incisivo anche da parte della politica e della classe dirigente. Non vogliamo sentire solo ricette miracolose o mere dichiarazioni d’intento ma azioni concrete. Anche su un tema strategico quale le grandi opere, come opportunamente evidenziato dal presidente Gay, occorre superare, definitivamente, la stagione delle facili promesse. In questo contesto - ha concluso Furfaro - il Gruppo Giovani di Confindustria Reggio Calabria intende rafforzare il proprio ruolo di interlocutore, forte e credibile, mediante una serie di iniziative e proposte che verranno definite di qui a breve”.
Soddisfazione è stata espressa al termine della due giorni caprese da Marra che ha parlato di “grande onore per il Gruppo Giovani Imprenditori di Reggio Calabria, poter estendere le attività di promozione dell'innovazione sviluppata tramite lo sportello ImprendiReggioCalabria che, peraltro, ha fatto da partner alla startup competition di Capri. Si tratta – ha aggiunto il past president dei giovani imprenditori reggini – di un attestato di fiducia che conferma il brillante e proficuo lavoro portato avanti in questi anni con l’obiettivo di stimolare l’autoimprenditorialità e far emergere e affermare le tante idee innovative e i progetti imprenditoriali più interessanti che il nostro territorio è in grado di esprimere”.

Ufficio stampa Confindustria Reggio Calabria
l.d./Labecom
Reggio Calabria, 25 ottobre 2016

sabato 22 ottobre 2016

IL GRUPPO GIOVANI IMPRENDITORI PRESENTA "MIMPRENDO"
L’IMPRESA INCONTRA L’UNIVERSITA’

Un momento dell'incontro
REGGIO CALABRIA - Prosegue il programma di iniziative e incontri organizzato dal Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Reggio Calabria, presieduto da Samuele Furfaro, con l’obiettivo di promuovere tra i più giovani le tematiche che riguardano la legalità e la cultura d’impresa. L’ultimo appuntamento ha visto impegnato il vicepresidente dei giovani imprenditori reggini, Umberto Barreca, nell’ambito di un incontro con gli studenti del corso di “Business plan e creazione d’Impresa” tenuto dal professor Domenico Nicolò presso la facoltà di Giurisprudenza, corso di laurea in Scienze economiche, dell’università “Mediterranea” di Reggio Calabria.
L’iniziativa ha acceso i riflettori sulle opportunità che possono scaturire da una sempre più stretta sinergia tra il mondo dell’impresa e l’università, con particolare riferimento alla valorizzazione del capitale intellettuale universitario e ai benefici che esso può determinare, in termini di innovazione e creatività, per il tessuto produttivo locale.
Nel corso dell’incontro, inoltre, sono state illustrate le nuove prospettive imprenditoriali e occupazionali per gli studenti e i connessi canali operativi per aderire ad uno dei 32 progetti proposti da imprenditori e manager per il 2016 nel quadro del progetto “Mimprendo” e rivolti proprio a studenti universitari dal terzo anno e fino a 12 mesi dopo la laurea di tutti i corsi e atenei italiani.
Per iscriversi è necessario consultare i progetti della propria regione sul sito www.mimprendo.it,  scegliere quello di maggiore interesse e registrarsi per partecipare ai colloqui di selezione. La Calabria concorre con un’idea innovativa relativa al recupero del PVC proposta dalla Redel srl di Reggio Calabria.
“Siamo molto soddisfatti di come si sta sviluppando il percorso informativo che abbiamo avviato – afferma Umberto Barreca - . Stiamo registrando una partecipazione fattiva e un grande interesse da parte del mondo universitario e degli studenti. Attraverso il progetto “Mimprendo” riusciamo a stabilire un collegamento diretto tra l'università, la ricerca e il tessuto produttivo. Per quest'ultimo, questa relazione rappresenta un fattore decisivo per arricchire e sviluppare i diversi progetti imprenditoriali. Elemento chiave di questo prezioso strumento – sottolinea il vicepresidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Reggio Calabria - risiede nella possibilità di creare le giuste condizioni per la crescita e l'affermazione di idee innovative e, al tempo stesso, per la valorizzazione dei giovani talenti attraverso percorsi ed esperienze concrete all'interno di realtà aziendali”.
Soddisfazione è stata espressa dal professor Nicolò che ha messo in rilievo la centralità di “Mimprendo” quale “progetto – ha detto – in grado di stimolare gli studenti che si affacciano sul mondo del lavoro, all’autoimprenditorialità e alla sfida di scommettere su se stessi. Sono questi oggi gli unici strumenti che i giovani hanno per costruire nuove prospettive. “Mimprendo”, inoltre, è un’opportunità molto utile per sviluppare la capacità di lavorare in team e di compiere esperienze aziendali che possono anche aprire percorsi occupazionali. L’esperienza diretta, del resto, – ha aggiunto Nicolò - è uno dei principali fattori utilizzati anche dalla nostra università che, con sempre maggiore determinazione, sta sposando modelli didattici e formativi in grado di preparare gli studenti alle sfide del mondo del lavoro”.

Ufficio stampa Confindustria Reggio Calabria
l.d./Labecom
Reggio Calabria, 22 ottobre 2016

mercoledì 12 ottobre 2016

INTERDITTIVE ANTIMAFIA, CONFINDUSTRIA REGGIO CALABRIA IN AUDIZIONE ALLA COMMISSIONE GIUSTIZIA DEL SENATO

Una delegazione di Confindustria Reggio Calabria, composta dal presidente Andrea Cuzzocrea e dall’avvocato Salvino Galluzzo, consulente legale dell’associazione, è stata audita dalla commissione Giustizia del Senato, nell’ambito dell’iter di riforma del Codice delle leggi antimafia per la parte che riguarda la modifica dell'istituto delle interdittive antimafia. Durante i lavori dell’organismo parlamentare, presieduto dal senatore Nico D’Ascola, i rappresentanti di Confindustria hanno ribadito la necessità e l'urgenza della riforma dell'istituto al fine di colpire le aziende effettivamente condizionate dal fenomeno mafioso e limitare gli effetti paradossali.  Una posizione pienamente condivisa e sostenuta da Unindustria Calabria e da Confindustria nazionale. “Una questione delicata – è stato evidenziato dagli industriali reggini – in ragione del difficile bilanciamento tra l’esigenza, da un lato, di impedire le infiltrazioni mafiose nel tessuto economico e quella, dall’altro, di contenere i ‘danni collaterali’ al mondo dell’impresa e del lavoro, derivanti dal vigente sistema normativo”. Nel solco della linea da tempo tracciata da Confindustria, il presidente Cuzzocrea in particolare ha sottolineato la “necessità di interventi tempestivi ed efficaci per modificare in meglio l’istituto delle interdittive, mediante una correzione della disciplina che eviti il rischio della desertificazione del tessuto produttivo del territorio”. In particolare, ad avviso del Presidente, “trattandosi di incidere su libertà fondamentali dei cittadini, non ci si può basare su giudizi prognostici e valutazioni probabilistiche, ma su comportamenti oggettivi ed accertati delle imprese da sottoporre alla misura interdittiva, che  comprovino l’esistenza di un condizionamento effettivo e non meramente ‘possibile’”.
In questo quadro, da Confindustria è stata formulata alla commissione Giustizia di Palazzo Madama una serie di proposte di modifica il cui fine è “contemperare l’interesse alla più ferma repressione dei fenomeni criminali con la tutela dei principi costituzionali in materia di libertà economica privata e di lavoro. In una realtà sociale afflitta dalla piaga della disoccupazione, soprattutto giovanile, non è possibile rischiare di chiudere imprese che solo ipoteticamente potrebbero correre il rischio di essere condizionate. Peraltro in siffatti casi lo Stato dovrebbe farsi carico di introdurre elementi di salvaguardia ed eliminazione del rischio, non di rimuoverlo alla fonte chiudendo le aziende”.
Sia il presidente Cuzzocrea che l’avvocato Galluzzo hanno inoltre posto l’accento sull’importanza delle white list, e ne hanno auspicato il potenziamento, evidenziando trattarsi di strumento in grado di dare certezze agli operatori economici sui fronti della legalità e della tutela.
Al termine dell’audizione, il presidente Cuzzocrea ha ringraziato “il senatore D’Ascola che ha inteso articolare i lavori della commissione da lui presieduta dando l’opportunità di essere ascoltate alle categorie produttive e alle realtà dei territori che, nel caso di Reggio Calabria, presentano una serie di specificità negative”. Un ringraziamento infine è stato rivolto ai senatori “Giovanardi e Falanga che hanno colto il valore dell’impegno promosso da Confindustria per rendere le interdittive più efficaci ma al tempo stesso più ‘intelligenti’, in modo tale da circoscrivere le conseguenze negative derivanti dall’uso di questo strumento, che ormai sono riconosciute da tutti”.

Ufficio Stampa Confindustria Reggio Calabria
Reggio Calabria, 12 ottobre 2016

LOCRI, SABATO E DOMENICA “IL CAMMINO DELLA LEGALITÀ”
IN MEMORIA DI FRANCESCO FORTUGNO

L’iniziativa commemorativa sui temi della legalità ogni anno, in collaborazione con il mondo della scuola, ricorda il vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria ucciso a Locri il 16 ottobre del 2005. Presenti il procuratore Gratteri e il capo della Polizia Gabrielli

LOCRI - L’aula magna del liceo Scienze umane e Linguistico "Giuseppe Mazzini" di Locri ospiterà il prossimo sabato 15 ottobre alle ore 10, la manifestazione dal titolo “Ricordando Francesco Fortugno”. L’iniziativa commemorativa sui temi della legalità che ogni anno in collaborazione con il mondo della scuola ricorda il vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria ucciso a Locri il 16 ottobre del 2005, quest’anno si configura come evento conclusivo del progetto “Il cammino della legalità: creatività, socializzazione e impegno contro le mafie”, promosso nell'ambito del Piano nazionale per la cittadinanza attiva e l’educazione alla legalità del Miur.
L’incontro si aprirà con i saluti istituzionali del dirigente scolastico del liceo Scienze umane e Linguistico "Giuseppe Mazzini", Francesco Sacco, del sindaco di Locri, Giovanni Calabrese, del presidente del Consiglio regionale, Nicola Irto e dell'onorevole Maria Grazia Laganà Fortugno. La giornata entrerà poi nel vivo con gli interventi del procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri e dell'onorevole e già componente della Commissione parlamentare antimafia, Angela Napoli nell’ambito del dibattito che sarà moderato dal direttore editoriale AGV Il Velino, Paolo Pollichieni e che vedrà la partecipazione degli studenti. Alle ore 12 si svolgerà l'inaugurazione della mostra fotografica "Uno scatto per la legalità" allestita all’interno del liceo.
La commemorazione di Francesco Fortugno proseguirà nella giornata di domenica 16 ottobre con tre appuntamenti. Alle ore 9.30 avrà luogo la deposizione della corona da parte delle Istituzioni dello Stato alla presenza del capo della Polizia, Franco Gabrielli; alle ore 10.30 è in programma la Santa Messa nella Cappella dell'Ospedale di Locri; alle 11.30, infine, al cimitero si svolgerà la deposizione della corona da parte della Regione Calabria.

l.d./Labecom
Reggio Calabria, 12 ottobre 2016

lunedì 10 ottobre 2016

AL LICEO “MAZZINI” DI LOCRI, POLLICHIENI: “LA BUONA INFORMAZIONE E’ LA MIGLIORE ALLEATA NELLA LOTTA ALLE MAFIE”

Sacco - Pollichieni - Foti
L’aula magna del Liceo Scienze Umane e Linguistico "Giuseppe Mazzini" di Locri, ha ospitato l’incontro dal titolo “L’informazione in Calabria, terra di frontiera”. L’iniziativa, promossa dall’istituto scolastico nell’ambito del progetto "Il cammino della legalità: creatività, socializzazione e impegno contro le mafie", è stata aperta dai saluti del dirigente dell’istituto scolastico, Francesco Sacco e dall’intervento del giovane tenente Domenico Testa, comandante del nucleo operativo radiomobile del gruppo dei carabinieri di Locri. “Sono contento del livello di coinvolgimento degli studenti che anche in questa occasione hanno l’opportunità di ascoltare una testimonianza che li arricchisce e accresce il loro bagaglio culturale”, ha sottolineato il dirigente Sacco. “Queste sono occasioni preziose in cui ribadire – ha evidenziato il tenente Domenico Testa – quanto sia necessario avere cura della propria comunità per assicurare un futuro a questa terra”.
“Da tempo ormai – ha spiegato il direttore Pollichieni - quando parlo con i giovani ho la chiara consapevolezza di essere alla ricerca di risposte, più che portatore di domande, perché so bene che la nostra generazione ha molti conti ancora aperti con la vostra. Viviamo in una Calabria in cui la meritocrazia è soffocata, in cui il 7% del Pil è sottratto dalla mafia alla crescita del territorio, in cui il la maggior parte delle ipotesi di competitività sono compromesse dal malaffare. Dalla Calabria circa trecentomila giovani sono già emigrati per cercare altrove opportunità qui negate. L'esempio di Locri è emblematico, visto che nei decenni scorsi ha assistito ad una storia scandita da omicidi e violenze che ne ha compromesso la possibilità di sviluppo, il tutto nell'indifferenza generale. In un simile contesto il ruolo di una buona informazione è cruciale, a patto che sia imparziale e libera. Una buona informazione contribuisce anche al corretto operato di chi amministra a e stimolare maggiore consapevolezza in chi sceglie gli amministratori. Solo così si innesca un circuito virtuoso in grado di rendere tutti partecipi e corresponsabili di quel percorso di bonifica che non può essere delegato solo alle forze dell’ordine e alla magistratura. Fin quando non sarà chiaro, ed in questo anche l’informazione ha la sua responsabilità - ha sottolineato Pollichieni - che la mafia non è solo un fenomeno criminale ma anche sociale, fin quando qualcuno penserà ancora che la cosa non lo riguardi, la sfida aperta contro questo male non potrà essere vinta”. 
Gli studenti con le loro domande hanno poi scandito la parte conclusiva dell’incontro. “Ho avuto i miei momenti di paura - ha raccontato Pollichieni - come quando mi è stata fatta saltare l’auto con una radio bomba, ma credo ancora, come l’ho creduto allora, che l’informazione corretta sia la migliore alleata della lotta alle mafie che invece costruiscono la loro forza e il loro consenso sull’omertà, sulla paura e sulle connivenze. Chi nega dei fatti - ha evidenziato il direttore Pollichieni - chi non li racconta, alimentando confusione e oblio piuttosto che verità e memoria, in realtà ruba alla comunità autonomia e libertà. Sono profondamente convinto che raccontare anche le brutture della nostra terra, significhi esserne autenticamente innamorato; credo fermamente che riportare fatti tutt’altro che edificanti equivalga a far conoscere il contesto vero in cui viviamo. Solo così possiamo curare il male da cui siano afflitti e realizzare un riscatto concreto. La mia generazione - ha concluso Pollichieni - non è riuscita a lasciare un mondo migliore di quello che ha trovato, ma spero che una pagina di storia diversa siate capaci di scriverla voi”.
I saluti finali sono stati affidati alla professoressa Girolama Polifroni che ha confermato l'impegno per l'istituzione di una giornata della legalità per l'intera Locride.

a.f./Labecom
Reggio Calabria, 10 ottobre 2016

martedì 4 ottobre 2016

LOCRI, AL LICEO “MAZZINI” LE STORIE POSITIVE DELLA CALABRIA CHE RESISTE

REGGIO CALABRIA - L’aula magna del liceo Scienze umane e Linguistico "Giuseppe Mazzini" di Locri, nell’ambito del progetto “Il cammino della legalità: creatività, socializzazione e impegno contro le mafie”, ha ospitato l’incontro dal titolo “La Calabria che resiste: storie positive”. Dopo i saluti della professoressa Girolama Polifroni, ideatrice e valutatrice del progetto, hanno scandito la mattinata Vincenzo Linarello, presidente del gruppo cooperativo Goel di Gioiosa Ionica, e Roberto Gatto dirigente della comunità Progetto Sud di Lamezia Terme.
“L’incontro di oggi –ha spiegato la referente del progetto Girolama Polifroni - costituisce per gli studenti un’occasione di conoscenza dei volti e di ascolto delle voci positive della nostra terra”.
La forza di un sogno, la fede e la ricerca delle cause della perdurante condizione di precarietà della Calabria sono state all’origine della storia di riscatto raccontata dal presidente del gruppo cooperativo Goel, Vincenzo Linarello. “Avevo proprio la vostra età quando, nonostante ci fosse chi mi scoraggiasse e mi credesse folle, sentì forte dentro di me la chiamata non solo a restare in Calabria, ma anche a cambiarla. Era necessaria  - ha spiegato - un’alternativa concreta al sistema di ‘ndrangheta stratificata e massoneria deviata che controllava i bisogni primari, tra cui il lavoro, al quale la Calabria era soggetta; essa fu la creazione di un sistema diverso e vincente perché fatto di cooperative ispirate a valori etici e capaci di fare fronte comune”. Oggi Goel, presente nel tessuto imprenditoriale e nel circuito dei servizi socio-assistenziali in Calabria, è una realtà che scommette sulle risorse specifiche del territorio (come l’antica arte della tessitura e l’agricoltura biologica con i marchi Cangiari e Goel Bio) e sui principi dell’inclusione sociale e lavorativa di donne e soggetti svantaggiati e soprattutto della giusta retribuzione, come antidoto alla dilagante disoccupazione e all’asfissiante sfruttamento. Vincenzo Linarello ha concluso il suo intervento con un invito rivolto ai ragazzi: “Vi aspettiamo ai nostri campus Goel con la vostra idea etica, innovativa e al servizio del bene comune. Se sarete determinati, noi vi aiuteremo a realizzarla”. Da una storia positiva all’altra.
La  centralità della persona, l’attenzione al prossimo e l’importanza dell’accoglienza e dell’inclusione degli ultimi animano la missione della comunità Progetto Sud, attiva da quarant’anni in Calabria sulle orme del presidente don Giacomo Panizza. “Tutto iniziò – ha spiegato il responsabile delle aree di Tossicodipendenza a Immigrazione Roberto Gatto -  con l’accoglienza dei disabili, oggi parte integrante dei nostri progetti e dei servizi e non utenti. Fare politica con le proposte di legge regionale per la tutela dei diritti dei disabili; fare giustizia con l’impegno per la faticosa gestione di beni confiscati alla criminalità organizzata, per noi strumento pedagogico e luogo di servizio al territorio e di accoglienza dei migranti; fare economia creando opportunità di lavoro all’interno degli stessi servizi per persone in difficoltà; fare rete per favorire il confronto: ecco come siamo impegnati ogni giorno presso il condominio solidale, il centro di riabilitazione, la casa famiglia, il centro diurno”. Nessun assistenzialismo dentro la comunità Progetto Sud, ma la consapevolezza di come la partecipazione e la responsabilità riscattino le persone in condizioni di svantaggio e rappresentino per il territorio una testimonianza concreta di costruzione del bene comune. “Un percorso di cambiamento – ha concluso Roberto Gatto - è possibile insieme. Il sogno di ognuno deve diventare quello di tutti per essere realizzato”. 


a.f./Labecom
Reggio Calabria, 4 ottobre 2016