sabato 30 gennaio 2016

CONFINDUSTRIA REGGIO CALABRIA, NUCERA: "ABUSIVISMO TURISTICO FENOMENO DILAGANTE, CHIEDIAMO UN INCONTRO AL PREFETTO”

Giuseppe Nucera
REGGIO CALABRIA - La Sezione Turismo e Spettacolo di Confindustria Reggio Calabria rilancia il proprio impegno in prima linea sul fronte della lotta al grave fenomeno dell’abusivismo nel settore delle agenzie di viaggio che sta assumendo, in tutta Italia, dimensioni allarmanti. "Stiamo assistendo - spiega  il responsabile della Sezione Turismo di Confindustria Reggio, Giuseppe Nucera - ad un autentico dilagare di personaggi, gruppi o anche singole persone che improvvisandosi operatori turistici, organizzano viaggi e spostamenti da stazioni, porti e aeroporti verso strutture alberghiere o località di villeggiatura. Si tratta di un fenomeno estremamente grave, che compromette in primis la stessa sicurezza di viaggiatori e turisti ai quali, è bene ribadirlo, non viene garantita alcuna forma di tutela in caso di incidenti, imprevisti o difficoltà di qualsiasi tipo. Né va sottovalutato - prosegue Nucera - il gravissimo danno che viene causato alle casse dello Stato, dal momento che queste attività abusive producono una forte evasione fiscale. A dir poco devastanti, poi, sono le ricadute negative che il tessuto produttivo del nostro territorio è costretto a subire. Gli operatori turistici calabresi, infatti, già alle prese con una crisi galoppante e con la mancanza di adeguate misure a sostegno del settore, devono anche fare i conti con la presenza di una sleale e inaccettabile concorrenza. Eppure - evidenzia il responsabile della Sezione Turismo di Confindustria Reggio Calabria - la normativa in materia è molto chiara, laddove specifica che  per organizzare gite, viaggi o escursioni, è obbligatorio possedere una regolare licenza di agenzie di viaggio e turismo”.
La Sezione Turismo di Confindustria Reggio Calabria ritiene indispensabile affrontare la questione attraverso un confronto diretto con le massime autorità di governo del territorio. “Per questo – afferma Nucera – chiediamo da subito un incontro al Prefetto di Reggio Calabria, Claudio Sammartino, per discutere di questa grave emergenza che danneggia fortemente l’economia della regione e, in particolare, della provincia reggina. E’ necessario aumentare il livello di controllo sul territorio, partendo dall’attività di volantinaggio che puntualmente viene svolta senza alcuna forma di controllo e autorizzazione. In altre zone d’Italia il problema è stato arginato predisponendo controlli mirati e garantendo l’applicazione delle disposizioni vigenti in materia di viaggi organizzati. Chiediamo che ciò avvenga anche nella nostra provincia”.
Il sistema imprenditoriale che fa capo a Confindustria Reggio Calabria da anni sta facendo la propria parte, mediante un’opera attenta di monitoraggio e denuncia. “Tra il 2010 e il 2013 – ricorda Nucera - abbiamo chiesto alla Guardia di Finanza, alla Provincia, all’Agenzia delle Entrate e alla Polizia stradale operanti sul territorio reggino, di intervenire per contrastare un fenomeno che rischia di diventare incontrollabile. Abbiamo prodotto documenti e informazioni dettagliate sulle numerose attività abusive presenti sul territorio. Ad oggi – sottolinea Nucera – registriamo, tuttavia, un sostanziale silenzio da parte delle autorità preposte. Gli operatori turistici pretendono risposte serie e immediate. Agli utenti – conclude il responsabile della Sezione Turismo di via del Torrione -  voglio rivolgere l’invito a diffidare da soggetti che offrono servizi in maniera improvvisata o senza le opportune garanzie, perché oltre ad alimentare un mercato abusivo che reca danni seri all’Erario, ottengono un servizio insicuro e privo di qualsiasi forma di tutela”.

Ufficio Stampa Confindustria Reggio Calabria
l.d./Labecom
Reggio Calabria, 30 gennaio 2016

martedì 26 gennaio 2016

IMPIEGHI BANCARI, BERNA (ANCE): “IN CALABRIA MENO DELL’1% DEL TOTALE"

Francesco Berna, presidente di Ance Calabria
"Sistema creditizio iniquo. E sul Bonus occupazione beffa per il Sud"

CATANZARO - “Gli ultimi dati Bankitalia sugli impieghi e le sofferenze bancarie nel nostro Paese confermano una situazione nota da tempo ma oggi evidente in tutta la sua drammaticità: l’atteggiamento degli istituti di credito è il paradigma di un’Italia che procede a due velocità, con un Nord in cui l’erogazione di finanziamenti è copiosa e un Sud in cui i ‘rubinetti’ sono chiusi in maniera ermetica”. E’ quanto afferma il presidente di Ance Calabria, Francesco Berna, che prosegue: “La distanza che separa il Mezzogiorno dal resto del Paese è riassunta da un dato eloquente: il sistema bancario ha effettuato impieghi in Calabria per 6 miliardi di euro (meno dell’1% di tutti gli impieghi complessivi) e 216 miliardi in Lombardia. Ovvero 3mila euro procapite per ogni nostro corregionale contro i 21.600 di un cittadino lombardo.  Si potrebbe pensare alla ‘solita’ disparità di trattamento nei confronti della nostra terra. Invece – prosegue il rappresentante dei costruttori edili - la situazione è molto più grave e investe l’intero sistema creditizio del Paese, che ha testa e cuore al Nord. Infatti, gli impieghi nella sola Lombardia sono più del doppio di quelli che le banche hanno concesso a tutte le regioni meridionali e insulari messe assieme: in Sicilia, Sardegna, Calabria, Basilicata, Campania e Puglia cittadini e imprese hanno ottenuto poco più di 90 miliardi. Ovvero quanto la sola Toscana”.
Francesco Berna prosegue: “Tutto questo alimenta la crisi interminabile del Sud. Se gli stanziamenti dello Stato diminuiscono e le banche non svolgono una delle loro funzioni fondamentali, quella di concedere finanziamento, nessuna crescita economica sarà possibile nel nostro territorio. Oggi un imprenditore del Sud ha scarsissime, se non inesistenti, possibilità di realizzare un progetto o trasformare in prodotto un’idea dalle buone potenzialità di mercato. Dinanzi a questa situazione, è retorico ogni riferimento ai giovani, alle startup, alla necessità di incentivare l’autoimprenditorialità e alla propensione al rischio: gli investimenti in risorse umane, in beni strumentali, in innovazione tecnologica sono preclusi, mentre le opportunità di sviluppo restano chimere”.
A ciò vanno aggiunti i risultati, che Berna definisce “beffardi”, del bonus occupazione. Secondo quanto svelato da Demoskopica, dice ancora il presidente di Ance Calabria, “dei 3,5 miliardi di fondi Fas sottratti al Sud un anno fa dal Governo, il 69% è stato destinato agli sgravi nelle regioni del Centro-Nord e appena il 31% al Mezzogiorno. Quest’ultima area del Paese si è fatta carico di assicurare all’Agenzia per la coesione il 98% delle coperture finanziarie, ma tale sforzo ha garantito appena 364mila nuovi posti di lavoro contro le 794mila assunzioni incentivate nel Centro-Nord. E adesso, nel 2016, ci ritroviamo ad avere sgravi per neoassunti di appena il 40%, mentre fino al 31 dicembre scorso il beneficio era integrale”.
Berna incalza: “La questione meridionale conferma la propria drammatica attualità. Il Sud versa in uno stato di crisi profonda, forse irreversibile. Per questo riteniamo sia di vitale importanza rilanciare la centralità di un problema atavico di cui lo Stato, in primis con il Governo, deve farsi carico. Non vogliamo una nuova Cassa per il Mezzogiorno. Chiediamo però giustizia sociale e una distribuzione più equa delle risorse e delle opportunità, che devono essere maggiori per chi parte, come il Sud, da condizioni di svantaggio e sottosviluppo. La fine dell’assistenzialismo è un dovere dello Stato, ma il sostegno all’economia sana è un diritto di cittadini e imprese. E chi ha la responsabilità del Paese – conclude Berna - non può esimersi dal rispettare il valore dell’indissolubilità della Nazione”.

Ufficio Stampa Ance Calabria
Labecom
Catanzaro, 26 gennaio 2016

CONFINDUSTRIA REGGIO CALABRIA: CONSORZI PER L'INTERNAZIONALIZZAZIONE, AL VIA IL NUOVO BANDO

REGGIO CALABRIA - Confindustria Reggio Calabria informa che il ministero dello Sviluppo economico ha pubblicato il nuovo bando riservato ai Consorzi per l’internazionalizzazione (decreto direttoriale 29 dicembre 2015). A darne notizia, in un comunicato, è l'associazione degli industriali reggini, evidenziando l'importanza di uno strumento che prevede contributi a fondo perduto per le aggregazioni (consorzi e società consortili già costituiti al momento della presentazione della domanda) che comprendono almeno cinque piccole e medie imprese consorziate. Tali aggregazioni devono avere come mission quella di sostenere le PMI nei mercati esteri, favorire la diffusione internazionale dei loro prodotti e servizi, incrementare la conoscenza delle autentiche produzioni italiane presso i consumatori internazionali e contrastare il fenomeno dell’italian sounding e della contraffazione dei prodotti agroalimentari. 
I progetti di internazionalizzazione finanziabili - spiega Confindustria Reggio Calabria - sono quelli di valore non inferiore a 50.000 euro e non superiori a 400.000 euro per un contributo massimo del 50% delle spese sostenute, realizzati tra il 1° gennaio ed il 31 dicembre 2016, che vedono coinvolte in tutte le sue fasi, almeno 5 PMI consorziate provenienti da almeno tre diverse regioni italiane, appartenenti allo stesso settore o alla stessa filiera. 
Particolarmente ampio risulta poi il panorama delle iniziative agevolabili tra le quali figurano le partecipazioni a fiere e saloni internazionali; eventi collaterali alle manifestazioni fieristiche; show-room temporanei (massimo 6 mesi); incoming di operatori esteri; incontri bilaterali fra operatori esteri e all’estero; workshop e seminari in Italia con operatori esteri e all’estero; azioni di comunicazione sul mercato estero; attività di formazione specialistica per l’internazionalizzazione, destinata esclusivamente alle imprese partecipanti al progetto. 
Le domande di accesso ai contributi devono essere presentate esclusivamente tramite pec, entro e non oltre il 15 febbraio 2016. Per il 2016 sono stati stanziati 3 milioni di euro a favore dei consorzi multiregionali. Confindustria Reggio Calabria si fa promotore della costituzione di uno o più consorzi di filiera.

Ufficio Stampa Confindustria Reggio Calabria
Labecom
Reggio Calabria, 26 gennaio 2016

sabato 23 gennaio 2016

LAVORI PUBBLICI, ANCE REGGIO CALABRIA:
VOGLIAMO RAFFORZARE LA SINERGIA CON IL COMUNE

REGGIO CALABRIA - Nelle ultime settimane sono state numerose le notizie e le proposte sui Lavori pubblici, un settore decisivo per le sorti delle imprese edili che costituiscono parte rilevante dell’economia cittadina. Ance Reggio Calabria esprime apprezzamento per l’impegno del sindaco Giuseppe Falcomatà e dell’Amministrazione comunale, ma intende fornire anche un contributo per migliorare quei provvedimenti che la giunta municipale si appresta a varare.
In particolare, i costruttori edili plaudono alla prossima ripartenza di cantieri storici rimasti per anni bloccati, come quello del Parco lineare sud, e guardano con speranza alle opere del Decreto Reggio che sono state inserite nel cronoprogramma per il 2016. Ance ribadisce inoltre la propria disponibilità a collaborare sulla riprogettazione delle opere, la cui ideazione in alcuni casi risale alla fine degli anni Ottanta. Proprio la progettazione scadente, assieme alle difficoltà delle pubbliche amministrazioni nel pagamento degli stati di avanzamento dei lavori, è una delle cause dei ritardi nella realizzazione delle opere. Per questo Ance si è già attivata sul nuovo metodo di progettazione Bim, che sarà illustrato in un prossimo seminario, nel quale saranno coinvolte la pubblica amministrazione e gli ordini professionali, prima di veri e propri corsi di formazione su questa materia.
Dall’effettiva ripartenza dei cantieri del Decreto Reggio – sottolinea l’associazione di Via Torrione – dipende la riattivazione dei circuiti economici cittadini legati all’edilizia. Gli investimenti previsti dal Decreto Reggio possono davvero incidere sulle dinamiche del tessuto produttivo di questo territorio che ha sofferto particolarmente, per la propria debolezza strutturale, negli anni più duri della crisi.
Proprio le difficoltà economiche delle imprese sono state la causa di molti ribassi eccessivi in gare d’appalto anche di grande valore. Spesso, dietro offerte eccessivamente contenute, non si celano intenti fraudolenti ma un’autentica disperazione che induce un imprenditore ad annullare ogni margine di profitto pur di aggiudicarsi un’opera, evitare il fallimento e salvare posti di lavoro. Questo non giustifica ma spiega l’origine di un fenomeno che può essere efficacemente arginato rispolverando il protocollo d’intesa, già stipulato negli anni scorsi, tra l’Ance e l’amministrazione di Palazzo San Giorgio. La partecipazione della categoria dei costruttori ai tavoli con la Suap e il Comune per la valutazione della congruità delle offerte, in particolare, garantisce un metodo di trasparente collaborazione che ha già dato in passato eccellenti risultati.
Quanto all’ipotesi di una white list di imprese, Ance Reggio Calabria ritiene si tratti di una soluzione certamente utile a garantire legalità e trasparenza. Tuttavia è necessario richiamare l’attenzione sulla complessità della procedura amministrativa della Prefettura, su cui più volte, in passato, l’associazione dei costruttori edili è intervenuta. Alla data dello scorso 11 gennaio, risultavano iscritte alla white list dell’Utg appena 12 aziende, con molte richieste che sono scadute e altre 405 domande di iscrizione che risultano ancora inevase: alcune da oltre un anno e mezzo. Tra l’altro, si tratta di uno strumento a cui non possono avere accesso le ditte che appartengono alla categoria degli esecutori di lavori, ovvero la stragrande maggioranza. L’apertura dell’albo delle imprese di fiducia ad ambiti diversi da quello dell’edilizia cimiteriale potrebbe essere una valida alternativa che, anche attraverso il lavoro della commissione ispettiva di valutazione sui cantieri, potrebbe contemperare l’esigenza di legalità e la realizzazione delle opere in tempi certi.
Infine, Ance condivide l’idea di attribuire una “corsia preferenziale” alle imprese che hanno subito richieste estorsive, fenomeno tristemente diffuso e pervasivo nel nostro territorio; a queste aziende merita di essere concessa la possibilità di un rientro a pieno regime nel circuito economico, ma andrebbe valutata, per altro verso, la possibilità di riconoscere una premialità, nell’ambito dell’albo delle imprese di fiducia, alle aziende più efficienti, puntuali e dotate di un “bollino blu” di legalità in materia di antimafia e rispetto delle normative giuslavoristiche e sulla sicurezza dei cantieri. Questi suggerimenti – conclude Ance – intendono rappresentare un contributo costruttivo per rafforzare la relazione sinergica con il Comune, in un rapporto di dialogo imprescindibile e nell’interesse di tutta la comunità cittadina.

Ufficio Stampa Ance Reggio Calabria 
Labecom
Reggio Calabria, 23 gennaio 2016

venerdì 22 gennaio 2016

PORTI, CONFINDUSTRIA: "RAFFORZATA LA CENTRALITA' DI GIOIA TAURO"

REGGIO CALABRIA - «Confindustria Reggio Calabria esprime una valutazione positiva in ordine alla scelta di Gioia Tauro quale sede della nuova Autorità di sistema portuale del Mare Tirreno meridionale». Ad affermarlo è il direttivo dell’associazione degli industriali reggini. «Si tratta di una decisione – si legge in un comunicato dell’ufficio stampa – in linea con l’importanza del principale porto di transhipment del nostro Paese. Confindustria giudica favorevolmente la decisione del Consiglio dei ministri, assunta nell’ambito del “decreto Madia”, nella convinzione che la nuova aggregazione dei porti calabresi e della Sicilia orientale (Messina, Tremestieri e Milazzo) possa agevolare il percorso di rilancio dell’intero sistema. La nascita delle nuove Authority non determina, di per sé, un vantaggio competitivo ma la circostanza che la sede del nuovo organismo di governance sarà a Gioia Tauro rafforza la centralità di questa infrastruttura».
Secondo gli industriali reggini, «sul provvedimento licenziato dal Governo è bene esprimere valutazioni equilibrate, consapevoli e serie. Incassiamo un risultato certamente positivo che va dunque “promosso”; al tempo stesso, però, abbiamo il dovere di guardare con pragmatismo alla realtà nell’interesse delle aziende del territorio. È per questo che chiediamo al Consiglio dei ministri di continuare a mantenere alta, e se possibile incrementare, l’attenzione attorno a Gioia Tauro e alle questioni strutturali da cui dipende il futuro del porto. Per un verso, si registrano i primi segnali positivi sulle tasse di ancoraggio e, in parte, sulle accise sul carburante. Per l’altro, occorre sottolineare come nessuna misura concreta sia ancora arrivata per far fronte all’enorme problema del costo del lavoro, il principale fattore di squilibrio e distorsione della concorrenza a sfavore di Gioia Tauro nel Mediterraneo. Per tutto questo – conclude il direttivo di Confindustria – nell’accogliere con soddisfazione la notizia sulla sede della Port Authority, sollecitiamo le misure che, a partire dalla Zes, possono davvero creare le condizioni per una ripresa dei volumi, che nel 2015 hanno segnato un’altra pesante contrazione».

Ufficio Stampa Confindustria Reggio Calabria
Labecom
Reggio Calabria, 22 gennaio 2016

giovedì 21 gennaio 2016

COSENZA, SERGIO RIZZO PRESENTA
IL SUO LIBRO "IL FACILITATORE"

Appuntamento alla libreria Feltrinelli domani, venerdì 22 gennaio, alle ore 18

COSENZA - Il sistema delle tangenti al centro del nuovo libro di Sergio Rizzo. L'editorialista del Corriere della Sera, domani, venerdì 22 gennaio alle 18, presenterà "Il facilitatore", alla libreria Feltrinelli di Cosenza. Rizzo illustra storie prese da episodi accaduti o circostanze reali, ma attraverso personaggi immaginari. A Cosenza ne parlerà con il giornalista del Corriere della Calabria Pablo Petrasso. Così il cronista guadagna qualche grado di libertà nel raccontare anche gli assolti, i prescritti, gli archiviati, i patteggiati, i neoindagati e quelli che «aspettiamo il terzo grado di giudizio». Mettendo sul piatto la propria autonoma valutazione sulla veridicità o la verosimiglianza di fatti non sanzionati dalla magistratura. Senza contare che la formula scelta permette di inserire episodi si conoscenza diretta, ma non documentabili in un articolo o in un libro inchiesta. E così il sistema può essere descritto in modo più compiuto. Pezzi di storia in cui la la vita del giornalista in contatto con politici e potenti del giro delle grandi aziende pubbliche, si iscrive alla loggia P2 e diventa il perno di affari e tangenti ad altissimo livello. Nel libro si chiama Adolfo Ramelli ed è appunto il "facilitatore" protagonista della storia.

Cosenza, 21 gennaio 2016

sabato 16 gennaio 2016

AEROPORTO DELLO STRETTO, CONFINDUSTRIA E SOGAS: “PUNTARE SU GIOIA TAURO E TURISMO”

Un momento della riunione
REGGIO CALABRIA - Il quadro delle strategie per il rilancio dell’aeroporto “Tito Minniti” è stato al centro della riunione del direttivo di Confindustria Reggio Calabria che, per l’occasione, ha ospitato il Consiglio d’amministrazione della Sogas, la società di gestione dello scalo reggino. Il confronto, che si è svolto in un clima cordiale e di fattiva collaborazione, ha visto seduti allo stesso tavolo gli Industriali reggini, guidati dal presidente Andrea Cuzzocrea e il management della Sogas rappresentato dal presidente del Cda, il Prefetto Domenico Bagnato, dal vicepresidente Domenico Berti e dagli altri componenti dell'organo di amministrazione della società Domenica Catalfamo, Attilio Battaglia e Giuseppe Basile.
Nel corso della riunione sono stati affrontati i temi rilevanti ai quali si lega il futuro dell’aeroporto di Reggio Calabria e il connesso apporto di cui il tessuto imprenditoriale locale intende farsi promotore. Due, in particolare, sono stati gli asset di riferimento indicati in quanto strategici per l’avvio di una nuova fase per l’infrastruttura. Ovvero il comparto logistico e movimentazione merci in stretta sinergia con il porto di Gioia Tauro e il settore turistico.
“Abbiamo voluto avviare un dialogo diretto – ha spiegato in apertura dei lavori Cuzzocrea – con i vertici della Sogas perché vogliamo superare la polemica spicciola in cui troppo spesso si arena ogni iniziativa per l’aeroporto. Come classe imprenditoriale sentiamo di poter offrire un contributo tangibile, in termini di consulenza e progettualità, al fine di ampliare il ventaglio delle soluzioni da intraprendere. In questa direzione il ruolo della Sogas è strategico e salutiamo con grande favore l’apertura del nuovo management al tessuto produttivo”. Fondamentale in questa fase, è il riconoscimento della concessione per la gestione totale da parte di Enac “che noi tutti auspichiamo, e il contestuale avvio di un’interlocuzione a livello nazionale a 360 gradi, che consenta allo scalo di svolgere un ruolo chiave per l’economia della prossima Città metropolitana”.
Il management Sogas sta profondendo ogni sforzo, soprattutto ai tavoli politico istituzionali nazionali, per superare le difficoltà del momento e programmare l’azione futura. “Stiamo operando – ha evidenziato Bagnato – guardando unicamente all’interesse collettivo. L’aeroporto è fondamentale per far uscire il territorio dall’isolamento ma occorre lavorare per riequilibrare il contesto economico e finanziario della Sogas. In tal senso l’Enac non è un ente ostile, ma richiede la piena sicurezza e la sostenibilità della gestione aeroportuale. Al riguardo siamo ormai a buon punto con Regione, Provincia e Comune, mentre permangono ancora criticità con la Camera di Commercio e la Provincia di Messina”.
La sinergia fra Confindustria e Sogas, è stato ribadito nel corso della riunione, guarda al coinvolgimento del mondo produttivo “per l’individuazione – ha aggiunto Berti - di proposte operative che partano dagli operatori del settore logistico e del comparto turistico. Per la buona riuscita del nostro lavoro è fondamentale conoscere le esigenze del tessuto imprenditoriale e creare un circuito virtuoso, che faccia dell’aeroporto un valore aggiunto”.
Idea accolta con favore dal presidente della sezione Turismo di Confindustria Reggio Calabria, Giuseppe Nucera che ha espresso apprezzamento “per l’impegno dei vertici Sogas”, rilanciando la proposta, condivisa dallo stesso Cda Sogas, di convocare a breve un tavolo operativo con gli operatori del settore turistico utile a definire un’azione mirata, con riferimento ai servizi necessari alle imprese e al sistema ricettivo del territorio, che sul “Tito Minniti” potranno essere attivati.

Ufficio Stampa Confindustria Reggio Calabria
l.d./Labecom
Reggio Calabria, 16 gennaio 2016

martedì 12 gennaio 2016

SANITA’, CONFINDUSTRIA INCONTRA I COMMISSARI ASP:
“FARE CHIAREZZA SU TESORIERE E KPMG”

Valerio Berti, vicepresidente
Confindustria Reggio Calabria
REGGIO CALABRIA - Una delegazione di Confindustria Reggio Calabria, composta dal vicepresidente vicario Valerio Berti (presidente della sezione Sanità) e dal direttore dell’associazione Francesca Cozzupoli, è stata ricevuta dai commissari dell’Asp Francesco Campolo e Felice Iracà. L’incontro ha riguardato gli atavici problemi che contraddistinguono il rapporto tra l’amministrazione e gli imprenditori del settore, con particolare riferimento ai debiti pregressi dell’Asp e ai ritardi nei pagamenti ai privati. Il vertice si è svolto in un clima sereno e costruttivo. I rappresentanti di Confindustria hanno ripercorso le tappe della vicenda che nel tempo ha registrato qualche passo avanti nonostante alcune questioni siano rimaste irrisolte.
Tra i temi al centro della discussione, la richiesta di accesso agli atti prodotta da Confindustria sull’attività del tesoriere dell’Asp, avanzata al fine di approfondire tutti gli aspetti connessi alla gestione dei conti correnti dell’Azienda sanitaria. Tema su cui Confindustria ha espresso nuovamente le proprie «forti perplessità», le stesse che sono state ribadite riguardo all’operato dell’advisor Kpmg. Su quest’ultima società, nel giugno dello scorso anno, gli industriali reggini presentarono alla Regione un’altra richiesta di accesso agli atti, che però, è stato evidenziato a Campolo e Iracà, «a tutt’oggi risulta inspiegabilmente inevasa».
«Siamo soddisfatti dell’incontro con i vertici dell’Asp e anche dell’impostazione rigorosa ma di apertura all’ascolto che la “triade”, completata dal prefetto Giuseppe Priolo, sta mettendo in atto – commenta il vicepresidente Valerio Berti -. Apprezziamo in particolare la competenza che i commissari stanno dimostrando nell’affrontare una situazione che hanno ereditato e che costituisce uno dei problemi annosi e più gravi per il sistema economico e per la sanità reggina. Confindustria – aggiunge Berti – si è posta nei confronti dell’Asp in termini propositivi, acquisendo un ruolo di interlocutore istituzionale che, nel tutelare i crediti delle aziende associate e più in generale degli imprenditori attivi nel campo della sanità, non ha mai rinunciato a svolgere un’azione di sintesi, volta a contemperare le esigenze del settore pubblico e i diritti dei privati. Viviamo una situazione ormai cronicizzata di difficoltà nella soddisfazione dei crediti delle imprese ma per uscire dalle “sabbie mobili” occorre che tutti gli attori coinvolti nei procedimenti amministrativi facciano la loro parte, realizzando – conclude Valerio Berti – quei risultati in termini di efficienza, trasparenza e legalità richiesti da Confindustria».

Ufficio Stampa Confindustria Reggio Calabria
Labecom
Reggio Calabria, 12 gennaio 2016

martedì 5 gennaio 2016

GRANDI OPERE CALABRIA, BERNA CONFERMA: “TAGLI PER 6 MLD, GOVERNO E ANAS SI ASSUMANO RESPONSABILITA’”

Francesco Berna
CATANZARO - Il presidente di Ance Calabria, Francesco Berna, intervenendo telefonicamente questa mattina nel corso della trasmissione Tgr Rai “Buongiorno Calabria”, è tornato sul taglio da lui denunciato di oltre sei miliardi di euro destinati alle grandi opere nel territorio della regione. Affermazioni a cui ieri hanno risposto il ministro dei Trasporti Graziano Delrio e il presidente dell’Anas Gianni Vittorio Armani.
Successivamente alla trasmissione, Berna è tornato sull’argomento: «Le dichiarazioni del ministro Delrio confermano quanto da noi sostenuto e che ribadiamo. La Calabria avrà sei miliardi di euro in meno per l’autostrada Salerno-Reggio e per la Statale 106. Questi sono i fatti che né Delrio, né Armani smentiscono, salvo poi provare a giustificarsi: tentano di blandirci con piccole opere subito cantierabili e adducono come pretesto la mancata copertura finanziaria dei progetti originari. Ma è compito del governo finanziare le opere, non dei cittadini o dei costruttori. E la sostanza non cambia: di nove miliardi di euro destinati alla Calabria, il governo ne ha lasciati solo tre. Questa è la verità. Sfidiamo il ministro a dimostrare il contrario, assumendosi coerentemente ogni responsabilità se le cose stanno come diciamo noi e come conferma l’Anas sul proprio sito internet, che evidentemente Delrio e Armani non consultano spesso». 
Il presidente regionale di Ance aggiunge: «Quelli che il ministro definisce “progetti faraonici” per la A3 e la SS 106 facevano parte delle opere pubbliche che lo Stato si era impegnato a realizzare con la legge Obiettivo ma che non è riuscito a portare a termine in 15 anni. Improvvisamente, apprendiamo che per il governo non è più necessario trasformare in moderne arterie alcuni pericolosissimi tratti della Salerno-Reggio e della Statale Jonica, dove centinaia di cittadini hanno perso la vita. Non sarà realizzata nessuna variante, solo degli “ammodernamenti in sede”, giusto un piccolo maquillage. Ci vuole un bel coraggio per affermare il contrario o spingersi, come addirittura fa Armani, a parlare di presunti incrementi di spesa “reale”, magari sperando pure di essere ringraziato. Speriamo non abbiano l’ardire di farlo i parlamentari calabresi, a cui chiediamo di intervenire come lo chiediamo al presidente della Regione Oliverio».
«Il punto è chiaro – prosegue Francesco Berna -: opere considerate importanti fin dal 2000, oggi sono state cancellate e trasformate in investimenti marginali. La responsabilità di gestire le risorse che derivano dal pagamento delle nostre tasse non spetta né ai cittadini né tantomeno ai costruttori. È un problema del governo, che si deve accollare gli oneri che derivano dalle proprie scelte. Il governo ha scelto di “derubricare” opere destinate alla Calabria: se ne assuma la responsabilità ma abbia il coraggio di dirlo e di parlare la lingua della verità, perché negarlo – conclude il presidente di Ance Calabria - non fa altro che rafforzare la nostra convinzione della scarsa considerazione verso i cittadini di questo territorio».

Ufficio Stampa Ance Calabria
Labecom
Catanzaro, 5 gennaio 2016

lunedì 4 gennaio 2016

BERNA: "TAGLIATI DAL GOVERNO 6 MILIARDI DI EURO, CALABRIA TRATTATA DA LOW COST"

Francesco Berna
Il presidente regionale di Ance denuncia: «Decurtati i fondi per la Salerno – Reggio e la Statale 106, sottratto l’equivalente dell’intero Por. La Regione dica se ne era informata. Parlamentari non pervenuti. Appalti pubblici in aumento in tutta Italia, ma in Calabria crollo del 55% in un anno»

«L’ultimo scippo ai danni della Calabria perpetrato dal governo è il taglio di sei miliardi di euro già stanziati per il completamento della Salerno – Reggio e della Statale 106 Jonica. Siamo una regione “low cost”, la figlia negletta del Paese. Intanto gli appalti ripartono dappertutto, fuorché al Sud, e la Calabria è maglia nera a causa del nuovo tracollo delle commesse pubbliche, che nell’ultimo anno si sono dimezzate». 
Dati alla mano, il presidente di Ance Calabria, Francesco Berna, evidenzia la nuova riduzione di fondi destinati alle opere pubbliche nella nostra regione. «Il costo complessivo residuo per completare la Salerno-Reggio Calabria è sceso nel giro di pochi mesi da tre miliardi di euro a 1,7; e gli interventi prioritari per la Statale Jonica da 6,3 a 1,5 miliardi di euro. Tutto questo scaturisce da una decisione che giudichiamo inaccettabile e irresponsabile: il ministero dei Trasporti e i vertici dell’Anas hanno sostituito i progetti che prevedevano le nuove tratte dell’A3 e della Statale 106 con nuovi elaborati che si limitano all’ammodernamento dei tracciati esistenti. In buona sostanza – spiega Berna – il ragionamento è stato: inutile sprecare soldi con i calabresi, perché non meritano grandi opere; si accontentino delle stesse strade di quarant’anni fa». 
In particolare, per quanto riguarda la A3, sono stati ridotti da 2,1 a 0,9 miliardi gli investimenti sul macrolotto 3.4 Morano-Sibari, sul macrolotto 4.1 Cosenza-Rogliano e sul tratto Pizzo-S. Onofrio, dove si realizzerà l'adeguamento in sede invece delle nuove tratte in variante. 
Sulla SS 106, invece, la scure dei tagli si abbatte sui 71 km che separano Sibari e Crotone, dove erano stati stanziati 5,1 miliardi per i megalotti 8 e 9. Secondo quanto stabilito da Anas, anche in questo caso non saranno più realizzate le varianti ma si procederà con un semplice adeguamento in sede per un costo di 1,5 miliardi.
Ad avviso del massimo rappresentante dei costruttori edili, «sarebbe importante capire due cose: innanzitutto se i vertici della Regione Calabria siano stati informati o meno di questo pesante taglio negli investimenti in infrastrutture, mentre non ci sorprenderebbe scoprire che ancora una volta la deputazione calabrese abbia appreso di questo ennesimo scippo dai nostri articoli. E in secondo luogo vogliamo capire a cosa saranno destinati quei flussi finanziari, che temiamo vengano convogliati nelle regioni del Nord».
Per Francesco Berna, «alla luce di questi atti, che sono gravi, concreti e decisi in silenzio, è evidente che non c’è nessuna benevolenza verso il Sud e la Calabria, da parte del governo Renzi e del ministero retto da Delrio. Anzi, l’unica forma di attenzione è quella finalizzata a rastrellare risorse da dirottare altrove. Da un lato si evoca la suggestione del Ponte sullo Stretto, progetto definitivamente definanziato, e si sponsorizza un masterplan ricco di aria fritta. Dall’altro, si tagliano sei miliardi di euro, l’equivalente dell’intero Por Calabria».
Ma le notizie negative non si esauriscono qui. «In gran parte del Paese gli appalti pubblici sono ripartiti. Secondo i dati forniti dall’osservatorio Cresme-Sole 24 Ore, nel 2015 sono andate in gara opere per oltre 26 miliardi di euro, di cui sei miliardi nel solo mese di dicembre. In regioni come il Trentino Alto Adige si è registrato un incremento delle gare, su base annua, pari al 354%, mentre in Umbria l’aumento è stato del 200%. La Calabria? La peggiore in assoluto, con un crollo di oltre 55 punti percentuali. Una maglia nera ottenuta con un gap di oltre il 20% rispetto alla penultima in classifica, che è la Campania. Insomma, il 2015 è stato un anno di gran lunga peggiore del precedente con una totale paralisi delle stazioni appaltanti e delle committenze pubbliche. Chiediamo una risoluta presa di posizione al governatore Oliverio e ai parlamentari calabresi e ci appelliamo alle istituzioni, ai sindaci e alle associazioni perché si mobilitino e intervengano. La nostra regione – conclude Francesco Berna – è al punto di non ritorno ma nei Palazzi in pochi sembrano essersene accorti».

Ufficio Stampa Ance Calabria
Labecom
Catanzaro, 4 gennaio 2016