mercoledì 29 aprile 2015

ANCE, PRESENTATO PIANO DI 5MILA OPERE PER RILANCIARE L’ITALIA

Angela Marcianò e Francesco Berna
In Calabria 304 progetti pronti a partire per 1,5 miliardi

ROMA - Presentata oggi dall’Ance e consegnata al Governo, nel corso dell’evento “La carica dei 5mila cantieri per far ripartire l’Italia”, la piattaforma di opere rapidamente cantierabili frutto della ricognizione del sistema associativo su tutto il territorio nazionale.
Un intenso lavoro, avviato d’accordo con il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio e grazie alla collaborazione delle amministrazioni locali, che ha consentito di mettere a punto un piano di più di 5mila progetti diffusi in tutto il Paese, per complessivi 10 miliardi di euro. Opere fondamentali per la sicurezza delle città e il miglioramento della qualità della vita.
In testa alle segnalazioni ci sono, infatti, interventi su edifici scolastici (20%), opere di riqualificazione urbana (16%), manutenzione delle strade (13%) e contro il rischio idrogeologico (13%). Tutti interventi che non possono essere rimandati, come emerge anche dalle cronache degli ultimi giorni che hanno messo ancora una volta in luce la fragilità del Paese e della nostra regione. 
In Calabria, in particolare, sono stati individuati 304 progetti (6% del totale del piano) per circa 1,5 miliardi di euro. Le principali voci dell’elenco calabrese riguardano la costruzione di nuove opere stradali (1,2 miliardi), la manutenzione di strade esistenti (80 milioni), le infrastrutture idriche (47 milioni), i porti (20 milioni), il dissesto idrogeologico (58 milioni), l’edilizia scolastica (45 milioni) e le opere urbane (66 milioni). 
Il database complessivo delle opere cantierabili in Calabria è molto corposo e presto sarà illustrato nel dettaglio proprio dai vertici regionali di Ance. “Con questo piano è possibile centrare un doppio obiettivo – ha dichiarato il presidente regionale Francesco Berna, presente oggi all’iniziativa dell’Ance nazionale assieme ad Angela Marcianò, assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Reggio Calabria - . E’ possibile soddisfare le esigenze dei cittadini e al tempo stesso svolgere un immediato ruolo anticiclico. Buona parte degli interventi segnalati sono, infatti, già in avanzato stato progettuale, quindi pronti a diventare cantieri in tempi rapidissimi, dando un impulso positivo all’economia e al lavoro. Confidiamo nella ripartenza delle opere pubbliche per rilanciare il nostro tessuto produttivo e finalmente far uscire la Calabria da una crisi di straordinaria gravità”.

Ufficio Stampa Ance Calabria
Roma, 29 aprile 2015

venerdì 24 aprile 2015

SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO, CONFINDUSTRIA E INAIL PRESENTANO IL BANDO ISI 2014

Un momento dell'incontro
REGGIO CALABRIA - L’importanza della prevenzione degli infortuni sul lavoro è stata al centro del dibattito ospitato nella sede di Confindustria Reggio Calabria, per presentare il bando Isi 2014, in cui sono previsti incentivi alle imprese per la realizzazione di interventi in materia di salute e sicurezza sul lavoro. L’incontro è stato promosso dall’Inail (Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro) e Confindustria Reggio Calabria.
Dopo i saluti del presidente Confindustria Reggio Calabria, Andrea Cuzzocrea, che ha rimarcato l’impegno costante dell’associazione di via del Torrione, a sostegno delle politiche volte alla tutela dei lavoratori sul luogo di lavoro, il bando è stato illustrato da Salvatore Sergi, direttore territoriale Inail, mentre gli aspetti amministrativi e tecnici sono stati esposti rispettivamente da Domenico Scopelliti, responsabile area prevenzione Inail Reggio Calabria, e da Stefano Busonero, responsabile della consulenza tecnica regionale per accertamento rischi e prevenzione.
Obiettivo del bando Isi 2014 è incentivare le imprese a realizzare interventi finalizzati al miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro o per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale. Le imprese destinatarie degli incentivi possono essere anche individuali, ubicate su tutto il territorio nazionale, iscritte alla Camera di Commercio Industria, Artigianato ed Agricoltura. Le modalità di adesione al bando sono molto semplici: una volta visionate le caratteristiche del bando annuale, l’impresa deve presentare domanda di partecipazione attraverso il sito ufficiale dell’Inail – quest’anno entro e non oltre le ore 18 del 7 maggio 2015 – per un determinato importo di finanziamento, elaborando un progetto che sia o di investimento o di responsabilità sociale per l’adozione di modelli organizzativi.
Le imprese possono presentare un solo progetto per una sola unità produttiva, riguardante una sola delle due tipologie previste. Una volta raggiunto il capitale massimo messo a disposizione su tutto il territorio, l’Inail stima i progetti pervenuti secondo determinati parametri e pubblica la graduatoria ufficiale dei beneficiari degli incentivi. Il contributo, in conto capitale, è pari al 65% delle spese sostenute dall’impresa per la realizzazione del progetto, al netto dell’Iva e in ogni caso il contributo massimo erogabile è pari a 130mila euro, mentre il minimo è 5mila euro. Il bando Isi è attivo in Calabria dal 2010, tuttavia nonostante sul territorio siano stati destinati oltre 30 milioni di euro in cinque anni, la risposta del mondo imprenditoriale è debole: spesso non si arriva a coprire l’importo totale delle somme destinate ai progetti, poiché succede che i progetti presentati – anche se approvati – non vengano realizzati.
Il termine per presentare il progetto da parte dell’azienda è fissato in 365 giorni dalla data di ammissione, tuttavia non mancano le imprese che sforano i termini e annullano la partecipazione al bando. E in Calabria, ancora, non è previsto uno scorrimento di graduatoria, per cui i fondi vanno persi. Dall’incontro è emerso l’impegno di Confindustria e Inail per lavorare in totale sinergia al fine di migliorare le criticità attuali del bando, per tutelare al meglio il tema sempre attuale della sicurezza sul lavoro. 

Ufficio stampa Confindustria Reggio Calabria
b.m./Labecom
Reggio Calabria, 24 aprile 2015

domenica 19 aprile 2015

DEF 2015, REGIONE CANCELLATA DAGLI INVESTIMENTI STRUTTURALI. L'IRA DI BERNA (ANCE CALABRIA): "LA POLITICA CALABRESE SI ATTIVI A ROMA"

Francesco Berna, presidente Ance Calabria
CATANZARO - Forte richiamo del presidente dell’Associazione nazionale dei costruttori edili, Francesco Berna, ai massimi livelli istituzionali calabresi, per i tagli alle opere strategiche contenuti nel Documento di economia e finanza varato dal governo per il 2015. 
In una lettera indirizzata al governatore Mario Oliverio e a tutti i deputati e senatori eletti nella nostra regione, Berna sottolinea la gravità della situazione dopo “l’ennesimo colpo, inferto alla Calabria e alla sua già fragile economia, che la emargina ed isola ancor di più dal resto del Paese. Tale drammatico stato di fatto – sostiene il presidente di Ance Calabria – si evince soprattutto dall’analisi dei dati contenuti nel Def 2015 in relazione agli investimenti infrastrutturali programmati e finanziati per lo sviluppo del Paese”.
Spiega Berna, nell’illustrare i risultati dello studio condotto dagli uffici regionali di Ance: “Da un confronto analitico con il Def 2014 rileviamo una fortissima riduzione delle opere infrastrutturali strategiche che dalle 415 del 2014 sono passate alle 30 del 2015 con una significativa contrazione dei relativi investimenti (-69,6%). In questo contesto è proprio la Calabria  a pagare il prezzo maggiore”. Lo dimostra il fatto che “delle 68 opere previste nel Def 2014 ne rimane superstite soltanto una, la Salerno-Reggio Calabria, peraltro con una ricaduta diretta di nuovi investimenti nella nostra regione per appena 300 milioni di euro, ovvero il tratto di Rogliano e lo svincolo di Laureana di Borrello”. 
I dati che si estrapolano dall’esame incrociato degli ultimi due Documenti di economia e finanza vengono definiti da Francesco Berna “impietosi”. Infatti “si passa dai quasi 19 miliardi di investimenti del 2014 ai poco più dei 4 miliardi previsti su una sola opera per il 2015, con una contrazione del 98,5% del numero delle opere e del 77,3% degli investimenti”.
L’aspetto più grave, ad avviso di Berna, è “la sistematica esclusione della Calabria dalle già esigue possibilità di riattivare l’economia. Le condizioni di povertà strutturale del tessuto socio-produttivo calabrese imporrebbero a uno Stato davvero unitario e solidale un’attenzione particolare a un’area così depressa e invece avviene l’esatto contrario”. Il presidente dell’Ance regionale ricorda che “a questo quadro già di per sé desolante bisogna aggiungere che anche la delibera Cipe del 10 aprile scorso sulle piccole opere (Sblocca Italia) vede la Calabria fanalino di coda con appena 11 opere sulle 137 ammesse a finanziamento (8%) e con un importo complessivo di appena 25 milioni di euro sui quasi 200 deliberati (12,6%)”.
“A completare il quadro nefasto – aggiunge il massimo rappresentante dei costruttori edili – facciamo rilevare come non sia previsto alcun investimento strategico di Rfi in Calabria, renendo praticamente un miraggio l’alta velocità e l’alta capacità ferroviaria, e come lo stesso ‘Fondo progettazione interventi appaltabilità’ di Anas preveda per il 2015 un solo intervento per miseri 150mila euro”. Francesco Berna sollecita perciò al presidente della Regione e ai parlamentari calabresi “una necessaria, urgente e forte azione nei confronti del governo tesa a sostenere e difendere le legittime aspettative di sviluppo della nostra terra”. La richiesta è quella di costituire un fronte ampio a difesa dell’economia calabrese che sia il frutto di iniziative “davvero significative e congiunte, non solo sui temi già evidenziati ma anche sulle future scelte che il Governo si appresta ad effettuare. Già per il prossimo mese di settembre – dice ancora Berna - il ministro delle Infrastrutture Delrio ha annunciato la redazione di un Piano pluriennale di investimenti infrastrutturali, appuntamento al quale la Calabria e la sua rappresentanza politica dovranno cercare di farsi trovare pronti e propositivi al fine di scongiurare scelte che, come già successo, penalizzino ulteriormente la nostra regione”. 
“La classe politica calabrese complessivamente considerata – prosegue il presidente dell’Ance – non può tirarsi indietro di fronte all’assunzione di responsabilità che le spetta in ordine alle sorti dell’economia regionale. Chi ne ha titolo, faccia sentire la propria voce a difesa delle imprese di questo territorio e soprattutto esprima una reale forza ‘contrattuale’ sul piano politico a Roma, nei tavoli che contano davvero. Non possiamo più permetterci di essere rappresentati in maniera quanto meno insufficiente, per non dire inadeguata, nelle sedi istituzionali e politiche in cui si decidono le sorti del Paese. È un male atavico – conclude Francesco Berna - che sta portando la Calabria alla rovina, sempre che non ci sia già arrivata”.

Ufficio Stampa Ance Calabria
Catanzaro, 18 aprile 2015

IL PD DI LOCRI S’INTERROGA SULLA VICENDA MORO. FORTUGNO: “IN GIOCO CREDIBILITA’ ISTITUZIONI”

Gero Grassi durante il suo intervento
Partecipata iniziativa dei democrat locresi sul caso del presidente della Democrazia Cristiana. Al centro dell’incontro, il lavoro di rilettura e ricerca condotto da Gero Grassi, vicecapogruppo del Pd alla Camera dei Deputati

LOCRI - L’aula consiliare del municipio di Locri ha ospitato l'iniziativa pubblica dal titolo: "Chi e perché ha ucciso Aldo Moro", organizzata dal Circolo del Partito democratico di Locri. L’appuntamento ha rappresentato un momento di approfondimento storico e confronto politico, riguardante la vicenda del presidente della Democrazia cristiana e cinque volte presidente del Consiglio, rapito e ucciso dalle Brigate rosse.
Nell’incontro si è discusso di alcuni documenti di Stato e del ritrovamento di un’audiocassetta nel covo dei brigatisti su cui sono registrate alcune voci. In particolare, sono stati illustrati gli esiti del voluminoso lavoro di rilettura e ricerca condotto sul caso Moro dall’onorevole Gero Grassi, vicecapogruppo del Pd alla Camera dei Deputati, alla luce delle risultanze processuali, degli atti delle commissioni parlamentari d’inchiesta e della sua esperienza diretta dei fatti.
La relazione dello stesso Grassi è stata al centro dell’'iniziativa, moderata da Barbara Panetta responsabile comunicazione Pd Reggio Calabria, e a cui hanno preso parte Giuseppe Fortugno, segretario del Pd di Locri, Domenico Chianese, segretario Gd di Locri e Domenico Maio, presidente del Consiglio comunale di Locri. Presenti inoltre, l'assessore regionale, Nino De Gaetano, il consigliere regionale, Nicola Irto e il deputato Demetrio Battaglia.
"La vicenda Moro a distanza di quasi quarant'anni – ha spiegato Grassi - è un capitolo ancora oscuro della storia del nostro Paese. Lo dimostra la mole di atti legati a otto processi, le quattro commissioni d'inchiesta su terrorismo e stragi e, più in generale, i tanti interrogativi rimasti ancora senza risposta. Uno su tutti, riguarda la stessa presenza in via Fani di soggetti che non avevano nulla a che fare con le Brigate rosse, come acclarato, del resto, dalla stessa magistratura. Dato che spinge ad approfondire il ruolo dei servizi segreti in tutta questa storia e le spinte impresse per impedire a Moro di aprire al Pci attraverso l'appoggio esterno al governo. Il caso Moro implica necessariamente un riesame della storia degli ultimi sessant'anni tra bugie e omissioni. Il lavoro che abbiamo svolto, va in questa direzione, e infatti non contempla opinioni personali ma solo l'analisi puntuale di atti della magistratura".

Sulla creazione di nuovi spazi di dialogo e riflessione è attivamente impegnato il circolo Pd di Locri, come ribadito dal segretario, Giuseppe Fortugno che ha anche sottolineato “la centralità di un percorso di crescita civile e riscatto sociale, che il nostro partito intende portare avanti su questo territorio. La vicenda Moro ci spinge a un maggiore impegno, sul terreno della credibilità delle istituzioni e della loro capacità di assicurare il corretto svolgimento della vita democratica. Quella che abbiamo inteso abbracciare – ha rimarcato Fortugno - non è solo un’iniziativa tesa a contrastare il cono d’ombra che da quasi quarant’anni offusca la memoria  di una vicenda umana e politica, che ha segnato, drammaticamente, la storia di questo Paese. Ma è, prima di tutto, la piena e coraggiosa, condivisione di un rinnovato impegno teso a ristabilire verità e trasparenza. Crediamo – ha concluso che questo approccio critico sia già, un primo importante insegnamento che possiamo trarre dalle pagine, dolorose, della storia recente del nostro Paese, per tradurlo immediatamente in una nuova e più autentica azione politica”.

l.d./labecom
Locri, 18 aprile 2015

martedì 14 aprile 2015

Opere pubbliche, Berna (Ance Calabria): “Anticipazioni di cassa anche ai vecchi appalti per ridurre impatto split payment”

Francesco Berna, presidente di Ance Calabria
“È necessario un intervento legislativo per estendere agli appalti già affidati e, comunque, a tutte le gare bandite prima del 31 dicembre scorso, la facoltà di concedere un’anticipazione finanziaria dal committente all’impresa”. La richiesta arriva da Francesco Berna, presidente di Ance Calabria, secondo cui “questa misura può rappresentare una vera e propria boccata d’ossigeno per le aziende del settore edile che stanno subendo conseguenze gravissime, un vero e proprio salasso, dall’introduzione dello split payment. Il mancato incasso dell’Iva sulle opere pubbliche, Iva che invece le aziende devono versare ai loro fornitori, ha generato una sorta di ‘mostro’ tributario e giuridico: possiamo tranquillamente affermare che quell’imposta non rappresenta più una partita di giro, dal momento che gli unici a sborsarla sono diventati gli imprenditori”.
Tutto questo, spiega Francesco Berna, ha generato “conseguenze pesantissime sul tessuto imprenditoriale italiano e calabrese, perché oltre tutto è venuta meno una liquidità che incide per il 22% del valore delle opere, proprio in un momento di gravissima crisi, con molte stazioni di committenza ferme e con gli istituti bancari che rendono sempre più problematico, a volte ai limiti dell’impossibile, l’accesso al credito”. A una situazione di “autentica emergenza economica”, il presidente di Ance Calabria chiede di “porre rimedio attraverso l’estensione ai vecchi lavori della facoltà dell’anticipazione, fino a un massimo del 20%, prevista dal nuovo regime degli appalti pubblici. In questo modo – spiega Berna – si andrebbe a compensare, almeno parzialmente, il grave indebolimento delle imprese sul versante finanziario, consentendo inoltre di garantire i pagamenti a dipendenti e fornitori e dunque dando respiro all’economia. Senza la circolazione effettiva della moneta, l’uscita dalla spirale prima recessiva e ora deflattiva sarà sempre più lontana”.
In questo senso, Berna si è rivolto personalmente al presidente nazionale di Ance, Paolo Buzzetti, “che è sensibile a questo tema, causa di una grave sofferenza del sistema delle imprese edili in Italia. A Buzzetti — aggiunge il massimo rappresentante dei costruttori calabresi — ho espresso la richiesta, a nome dei nostri associati, di continuare a esercitare pienamente, come sempre ha fatto con grande impegno, una forte azione di stimolo nei confronti del governo nazionale e in particolare del ministero delle Infrastrutture, affinché l’estensione delle anticipazioni di cassa ai vecchi appalti avvenga nel più breve tempo possibile”. Al tempo stesso, Francesco Berna indirizza un appello “alla deputazione calabrese, affinché si faccia carico di promuovere nelle sedi istituzionali competenti, portandola in Parlamento, una questione fondamentale per l’edilizia, da sempre l’autentica spina dorsale del mondo produttivo della nostra regione”.

Ufficio Stampa Ance Calabria
Martedì 14 aprile 2015

sabato 11 aprile 2015

IMPRESA CULTURALE E SVILUPPO SOSTENIBILE CON “CREATIVE EUROPE”, LA CALABRIA RISPONDE PRESENTE

REGGIO CALABRIA - L’Unione europea promuove la cultura con il progetto “Creative Europe” e la Calabria è pronta a cogliere questa grande opportunità. Questo il tema dominante del workshop "Fare cultura con Creative Europe, Impresa culturale e sviluppo sostenibile" che ha posto al centro del dibattito tante idee, testimonianze e progetti per far crescere l’economia dei beni culturali in Calabria grazie ai fondi europei. Con l’approvazione del programma Europa Creativa, nel quale confluiscono i programmi Cultura, Media e Media mundus, il Parlamento europeo ha deciso di destinare 1,46 miliardi di euro per il periodo 2014-2020, una somma importante per investire e scommettere sull’economia e sulla promozione dello sviluppo sostenibile del territorio.
L’incontro, moderato da Giampaolo Latella, portavoce del presidente del Consiglio regionale della Calabria, Tonino Scalzo, è stato promosso da Patrizia Nardi, assessore alla Cultura del Comune di Reggio Calabria e ha coinvolto esperti e addetti ai lavori regionali e nazionali nell’ambito di un dibattito sul riscatto del territorio reggino e calabrese attraverso la promozione delle proprie risorse, possibile oggi grazie alla strategia Europa 2020, che mira a creare nuova competitività nei settori culturali e creativi. I fondi stanziati dalla Comunità europea serviranno alla crescita dell’identità culturale calabrese, un percorso che Nardi ha definito “complicato, difficile, ma che a noi serve per farci apprezzare ciò che siamo”. In un periodo storico particolare per il territorio vige un bisogno di concretezza, di una spinta verso la partecipazione culturale, di sponsorizzazione dell’imprenditoria giovanile come opportunità per le generazioni odierne e future. Una sfida che Nardi reputa possibile, grazie alla programmazione europea, “che rappresenta una opportunità per il patrimonio culturale come terreno di ricerca e sperimentazione, per la cultura come input per la ricerca, come canale di sostegno all’occupazione e fattore di inclusione sociale”.
La Regione Calabria ha confermato il suo impegno in prima linea, consapevole della “necessità di valorizzare i beni culturali di questa regione, un patrimonio immenso”, come evidenziato dal direttore generale dipartimento regionale Beni culturali e turismo, Pasquale Anastasi, mentre il dirigente del settore Cultura Regione Calabria, Armando Pagliaro, e la presidente nazionale Icomos giovani, Claudia Ventura, hanno sottolineato la necessità di far convergere comunità e istituzioni per perseguire un obiettivo comune. 
Essenziale, per la crescita culturale del territorio, coadiuvare l’azione di Comunità europea ed amministrazioni locali, come spiegato dalla presidente del Programma Europa Creativa, Cristina Loglio, e ribadito anche dall’esperto in programmazione comunitaria, Giovanni Soda: proprio per questo al workshop hanno partecipato tre esponenti delle buone pratiche nell’utilizzo dei fondi comunitari per fare impresa culturale: Teresa Timpano, direttore artistico della Compagnia Scena Nuda, Menotti Lucchetta, dirigente servizio “Promozione Culturale” Regione Calabria e Maria Cerzoso, direttore del Museo dei Brettii e degli Enotri della città di Cosenza, che con i loro progetti hanno dato vita a ottimi esempi di crescita ed esaltazione del patrimonio culturale.
“Abbiamo un vantaggio cultuale competitivo che viene dal nostro ricco passato – ha detto in conclusione Giovanni Bonazzi, dirigente gabinetto del ministero Beni attività culturali e turismo – che dobbiamo riproporre. Abbiamo un obbligo politico ed etico di proteggerlo, difenderlo e valorizzarlo, impiegando al meglio le risorse che ci vengono date”.

b.m./Labecom
Reggio Calabria, 11 aprile 2015

“L’ORTO DI CALIPSO”, DOMANI SI CHIUDE IL LABORATORIO RESIDENZIALE. IL 13 E 14 APRILE MASTERCLASS CON LO SCULTORE EGIZIANO NAGUIB

REGGIO CALABRIA - Si concluderà domani, domenica 12 aprile, il Laboratorio interdisciplinare e residenziale per giovani artisti provenienti da varie regioni d’Italia e da Turchia, Iran ed Egitto, che ha preso forma nell’ambito del progetto “L’orto di Calipso - il Giardino Mediterraneo tra arte, leggende, mitologia" (finanziato con fondi del PISU Reggio Calabria - POR FESR 2007/2013 - Asse VIII - Linea di intervento 8.1.1.3). Ogni artista sta realizzando in loco un intervento artistico, “context-specific”, per gli spazi urbani e per i giardini di Ecolandia, creando un percorso di integrazione fra la città e il forte di Arghillà, nella periferia nord di Reggio Calabria. I lavori realizzati, sono destinati ad essere collocati permanentemente nei luoghi prescelti, e si configureranno come veri e propri segni della riflessione svolta dagli artisti intorno al tema del progetto e delle personali relazioni instaurate con il paesaggio e con la comunità durante la permanenza presso Ecolandia (Reggio Calabria). Ogni artista avrà la possibilità di “occupare” una parte del forte,  per ripensarlo come luogo di vita, spazio d’azione, di meditazione, di scambio.  Il forte Arghillà si trasformerà in una “casa” condivisa con altri artisti, in uno spazio di confronto, insieme pubblico e privato, sul rapporto tra arte e cittadinanza; un giardino/Paradiso in cui ibridare linguaggi, discipline, culture, idee differenti. Il giardino/Paradiso quindi come spazio reale e sociale in cui sperimentare nuove modalità di fare arte, nuovi immaginari, nuove visioni del mondo.
Il 13 e 14 aprile, invece, lo scultore egiziano Mohamed Naguib terrà, nell'aula magna “G. Marino” dell'Accademia di belle arti una “masterclass” con gli studenti. Nato nel 1981, Naguib ha iniziato gli studi nel 1998 nella facoltà di Belle Arti di Alessandria e finito nel 2003 nel dipartimento di scultura . Nello stesso anno inizia la sua Master in scultura monumentale conseguendo il titolo nel 2009. Il 3 ottobre 2014 ha conseguito il dottorato di ricerca in arte della scultura nell’Accademia di Belle Arti di Carrara. Ha lavorato inoltre come assistente professore nella facoltà di Belle Arti di Alessandria dal 2004. Ha fatto anche parte del Movimento Arte Contemporanea dal 1998, partecipando a numerosi simposi e mostre in diversi paesi e ha ricevuto numerosi riconoscimenti per il suo lavoro.

l.d./labecom
Reggio Calabria, 11 aprile 2015

giovedì 9 aprile 2015

Aeroporto dello Stretto, sinergia tra Confindustria, Sogas e Provincia Subito la due diligence sul bilancio per privatizzare la società di gestione

Berti, Raffa, Cuzzocrea e Porcino 
Proficua riunione del tavolo tecnico che sarà esteso ad altri attori istituzionali e privati di Calabria e Sicilia. L’obiettivo è un rilancio dello scalo in tempi brevi. La Sogas annuncia l’iscrizione all’Associazione degli Industriali

Una “due diligence” sul bilancio della Sogas, l’individuazione di un grande partner privato per la società di gestione dell'aeroporto dello Stretto, l'apertura al mondo produttivo locale e un recupero pieno dell'utenza messinese. Sono i punti essenziali affrontati nel tavolo tecnico che si è riunito questa mattina in Via del Torrione per gettare le basi del lavoro finalizzato a superare l'attuale modello di gestione del "Tito Minniti". 
Il vertice, tra l’altro, ha registrato la volontà della Sogas di iscriversi a Confindustria Reggio Calabria. L'obiettivo è arrivare alla privatizzazione della società attiva nello scalo di Ravagnese ripensando il ruolo e il modello di governance di un'infrastruttura strategica per l'area dello Stretto. 
Il tavolo tecnico, promosso da Confindustria, è stato caratterizzato da toni cordiali e ha visto la partecipazione del presidente e del vicepresidente vicario degli industriali reggini, Andrea Cuzzocrea e Valerio Berti, anche in rappresentanza del mondo imprenditoriale messinese; del presidente della Provincia Giuseppe Raffa, socio di maggioranza di Sogas; e del presidente del consiglio di amministrazione della stessa società, Carlo Alberto Porcino. 
Dal confronto è emersa la proposta, avanzata da Cuzzocrea, sostenuta da Raffa e condivisa da Porcino, di procedere a un accertamento approfondito sulla situazione contabile e fiscale della Sogas attraverso una “due diligence” che Confindustria ha chiesto di affidare a un advisor esterno, possibilmente una società di revisione di caratura internazionale. Tale adempimento, è stato convenuto nel corso del vertice, è indispensabile per fornire ad eventuali investitori una visione d’assieme sullo stato di salute dell’azienda, al cui capitale – si è ribadito – è non solo auspicabile, ma necessario che entri un grande partner  privato, specializzato nella gestione di aeroporti e affidabile sul piano finanziario. La privatizzazione, tuttavia, potrebbe essere aperta agli attori istituzionali di Reggio Calabria e Messina, anche in ragione del ruolo fondamentale che il “Tito Minniti” riveste per lo sviluppo socio-produttivo dell’area vasta che comprende la Città metropolitana calabrese e l’Area metropolitana messinese. 
In questo quadro, il tavolo tecnico ha condiviso la necessità di riattivare in tempi brevi un sistema di frequenti collegamenti con mezzi gommati tra il centro di Messina e l’aerostazione, anche alla luce di un recente esperimento promosso dall’Università Mediterranea e da Confindustria, che ha confermato tempi di percorrenza contenuti (appena 40’) tra la città peloritana e lo scalo. Anche per questo motivo è stato stabilito che le prossime riunioni del tavolo tecnico vengano estese alla partecipazione degli attori istituzionali e imprenditoriali della sponda siciliana. 
“Siamo soddisfatti per lo spirito costruttivo di questo incontro – ha affermato Andrea Cuzzocrea – perché abbiamo rilevato un’apertura e una disponibilità al confronto sia da parte del cda della Sogas, sia dalla Provincia che è socia di maggioranza della stessa azienda. La due diligence da noi proposta è il primo passo per arrivare al pieno rilancio dello scalo che dovrà essere il volano per lo sviluppo della Città metropolitana. A Reggio e Messina esiste un mondo imprenditoriale attento e sensibile a questa tematica”. 
Da parte sua, Giuseppe Raffa ha sottolineato “la virtuosità di un percorso che potrà portare il nostro aeroporto ad affrancarsi dalle logiche che finora lo hanno relegato a una condizione di marginalità, recuperando un grande ruolo nel panorama degli scali di rilevanza nazionale e internazionale. 
Vogliamo portare a Reggio le compagnie low cost più affidabili, incrementando i passeggeri che attualmente si attestato oltre il mezzo milione. Un dato che in assoluto sembra negativo ma che è consolidato nel tempo – ha concluso Raffa – e si basa sullo zoccolo duro dei viaggiatori diretti in due sole tratte, Fiumicino e Linate”.

Ufficio Stampa Confindustria Reggio Calabria
Giovedì 9 aprile 2015 


sabato 4 aprile 2015

EDILIZIA, BERNA ALL’ATTACCO: “SISTEMA DI SATRAPI UCCIDE L’ECONOMIA”

Francesco Berna 
Il presidente di Ance Calabria sui dati Svimez: “Tempi morti della pubblica amministrazione fatali alle imprese. Progettisti con velocità da medioevo. In regione incompiute per oltre mezzo miliardo. Da Oliverio ci attendiamo svolta su fondi Ue”

“I dati contenuti nell’ultimo rapporto Svimez dimostrano plasticamente come uno dei maggiori limiti alla competitività del Paese, forse addirittura il principale, sia la burocrazia. E l’edilizia è una delle vittime predestinate della pubblica amministrazione: il 65% del tempo impiegato per realizzare un’opera, nel Mezzogiorno d’Italia, è assorbito dalla fase che va dalla progettazione preliminare all’affidamento dei lavori. Sono i cosiddetti ‘tempi di attraversamento’, autentiche sabbie mobili che inghiottiscono denaro e soffocano la speranza. Tutto questo è inaccettabile”. Il presidente di Ance Calabria, Francesco Berna, tuona contro “un sistema di satrapie dove il funzionario o il dirigente di turno, spesso, non svolge una funzione amministrativa ma esercita un potere. C’è una bella differenza tra questi due modi di interpretare un ruolo pubblico: un ‘cuneo’ al cui interno proliferano le più diffuse e gravi pratiche nei rapporti tra amministrazioni e imprese”. Per Francesco Berna, “è un Paese strutturalmente vecchio e destinato a essere rapidamente superato dalle economie emergenti, quello in cui si disperdono così tanti anni, risorse ed energie. A conti fatti, su una media di oltre 14 anni che occorrono da quando viene pensato un progetto al taglio del nastro, quasi due lustri passano prima che vengano aperti i cantieri. Lo spaccato offerto da Svimez si basa su 35 mila opere censite negli ultimi 15 anni e dimostra come i ‘tempi di attraversamento’ siano devastanti soprattutto per i piccoli appalti. Per quelli di valore superiore ai 100 milioni di euro le lungaggini burocratiche incidono per il 45% dei tempi complessivi, per le opere inferiori ai 100mila euro addirittura superano il 70%. E anche sulla scelta dei progettisti – dice ancora Berna – bisognerebbe aprire una riflessione. Non è possibile che, in un mondo che si evolve alla velocità della luce, ci siano professionisti che si concedono una tempistica medievale per completare i loro elaborati. È tutto questo che uccide la nostra economia, condannando a una condizione di sottosviluppo, arretratezza e povertà soprattutto le regioni meridionali, dove l’edilizia dà, anche se sarebbe più corretto dire ‘dava’, lavoro a milioni di persone”. 
Il grido d’allarme del presidente regionale dell’Associazione nazionale costruttori edili prosegue: “Ripetiamo ormai da tanto che l’unico modo per contrastare la crisi, i cui effetti sono ancora gravissimi, è riavviare i cantieri. Riaprirli concretamente e iniettare denaro nei circuiti dell’economia reale e legale. In questo momento le ricette neoliberiste non sembrano in grado di dare un positivo shock a un mondo produttivo che appare inerme e incapace di reagire. Ecco perché è assolutamente indispensabile, pur con tutte le difficoltà dell’apparato statale, un intervento della mano pubblica, non tanto in termini di progettazione di nuove opere, quanto di sblocco di ciò che è rimasto sulla carta”.
A proposito delle incompiute, il presidente di Ance Calabria ricorda come “il sistema di monitoraggio nazionale presenti dati parziali, dal momento che si limita alle opere finanziate dagli enti locali. Solo nella nostra regione, in realtà, se consideriamo tutti i lavori fermi, superiamo ampiamente il mezzo miliardo di euro. Basterebbe già far ripartire gli iter burocratici e aprire quei cantieri per dare una boccata d’ossigeno al settore delle costruzioni”.  Per Berna, “è vitale che in Calabria i finanziamenti disponibili vengano effettivamente spesi, spezzando la spirale dell’inerzia amministrativa che è una delle cause del fallimento di troppe imprese. Lo sblocco di 800 milioni di euro di pagamenti per il Por 2007/2013, recentemente ottenuto dal governatore Oliverio dalla Commissione europea, è senz’altro una buona notizia in questa direzione. Ma oltre a riparare i danni, opera certamente difficile e che richiede tempo, da questa giunta regionale noi costruttori ci attendiamo una vera svolta sul versante della programmazione comunitaria. La Calabria ha bisogno di lavorare, per una volta, rispettando i tempi ed evitando di arrivare all’ultimo momento con la necessità di affastellare progetti retrospettivi per evitare di gettare alle ortiche – conclude Francesco Berna – somme che si aggirano attorno al miliardo di euro”.

Ufficio Stampa Ance Calabria
4 aprile 2015

giovedì 2 aprile 2015

TRASPORTO LOCALE, NUCERA (TURISMO): "ELIMINARE PRESTO SPRECHI E DISSERVIZI"

Giuseppe Nucera
REGGIO CALABRIA - “Come imprenditore turistico e per il ruolo che ho in Confindustria Federturismo, sento di condividere pienamente l'intervento del consigliere regionale, Giuseppe Graziano, che in merito alla situazione dei trasporti ha parlato fra le altre cose, di una regione, la Calabria, che negli ultimi anni è stata sottoposta ad un progressivo impoverimento, attraverso politiche di ridimensionamento occupazionale, tagli drastici dei servizi, carenza di investimenti e assenza di strategie di rilancio”.
E’ quanto afferma il presidente della sezione Turismo di Confindustria Reggio Calabria nonché delegato degli Industriali calabresi per Expo 2015, Giuseppe Nucera, in relazione alla condizione del sistema trasporti in Calabria. “Gli operatori  turistici – aggiunge Nucera - assieme ai cittadini calabresi, subiscono da decenni le conseguenze dei gravi disservizi generati da un sistema di trasporto che sembra quasi pensato e realizzato per creare, appositamente, zone d'ombra e disagi di ogni tipo. Per constatare ciò, è sufficiente fare delle semplici prove partendo con i mezzi pubblici da Corigliano, Rossano o Amendolara (alto Ionio) per raggiungere Tropea o un’altra delle località turistiche del Tirreno. Apparirà subito evidente che, anche volendo partire all’alba, sarà possibile raggiungere la meta desiderata solo nel tardo pomeriggio, e il viaggio di ritorno per la località di partenza, è garantito nella migliore delle ipotesi il giorno successivo. E’ esattamente questa – sottolinea il presidente di degli imprenditori turistici - senza troppi giri di parole, la condizione in cui versa il servizio di trasporto pubblico calabrese. Può una regione a forte vocazione turistica permettersi un simile livello di arretratezza? Possono gli operatori del settore turistico offrire ai visitatori dei servizi all’altezza, in un contesto territoriale che non riesce  a collegare una località turistica alla propria struttura ricettiva o a un centro di interesse storico, culturale o di semplice svago e divertimento? La risposta, fin troppo scontata, è no. La Calabria è un territorio dalle peculiarità uniche: mare, montagna, siti archeologici, tipicità agroalimentari riconosciute e apprezzate in ambito nazionale e internazionale. Insomma un patrimonio dal valore inestimabile intorno al quale, tuttavia, non riusciamo a costruire un sistema efficiente e moderno di collegamenti, da e per la Calabria e all’interno della stessa regione. Crediamo – evidenzia Nucera – che su questo fronte non sia più possibile accettare nuove fasi di stallo o, peggio, ulteriori arretramenti. Con cadenza regolare assistiamo all’assedio di Giunta e Consiglio regionale per l’erogazione di somme destinate alle varie aziende di trasporto pubblico. Milioni di euro sborsati per un sistema di servizi spesso carente e non conforme alle esigenze del territorio. Occorre cambiare rotta, utilizzando nel migliore dei modi gli strumenti a disposizione per l’ammodernamento e la riorganizzazione del trasporto pubblico. Serve  - conclude il presidente della sezione Turismo di Confindustria Reggio Calabria – una precisa volontà politica e sono certo, in tal senso, che l’assessore regionale De Gaetano, riuscirà a predisporre le misure e le azioni necessarie per risollevare un comparto da cui dipendono, in larghissima parte, le sorti dell’economia calabrese e il miglioramento stesso, della qualità della vita in questa regione”.

Ufficio stampa Confindustria Reggio Calabria
l.d./Labecom
Reggio Calabria, 2 aprile 2015