mercoledì 3 dicembre 2014

Ance Reggio Calabria contro la chiusura della Soprintendenza: "Scelta sbagliata"

REGGIO CALABRIA - «Riteniamo sia profondamente sbagliata, oltre che priva di logica, l’ipotesi di una cancellazione della Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici della Calabria meridionale, delineata dalla recente strategia ministeriale nell’ambito della redistribuzione delle sedi territoriali. Si tratta di un provvedimento che appare estremamente penalizzante verso un territorio, come quello reggino, bisognoso di autorevoli punti di riferimento istituzionali».
Intervengono così i vertici di Ance Reggio Calabria in merito al processo di riorganizzazione delle sedi dirigenziali di seconda fascia, che appare in dirittura d’arrivo, avviato dal ministero per i Beni culturali. La misura, nella nostra regione, interesserebbe oltre alla città dello Stretto anche Vibo Valentia.
«Siamo contrari ad una scelta – ribadisce l’associazione presieduta da Francesco Siclari – che non fa altro che impoverire la nostra provincia, privandola di un interlocutore fondamentale anche all’interno delle dinamiche che attengono al più ampio funzionamento del sistema produttivo locale. Al di là di quelle che possono essere visioni diverse nel merito dei problemi, la nostra associazione riconosce il valore del lavoro svolto dalla Soprintendenza, nell’ambito di un rapporto con la nostra categoria fondato sulla legalità, sulla trasparenza e sul rispetto reciproco dei ruoli». 
Inoltre, ad avviso dei costruttori edili reggini, «la tutela del paesaggio e la valorizzazione del patrimonio architettonico costituiscono dei segmenti chiave su cui sono chiamati a operare sinergicamente professionisti, imprese e istituzioni. La soppressione della Soprintendenza – prosegue la nota - deve dunque essere scongiurata, se vogliamo evitare un ulteriore indebolimento di un circuito in cui è necessario che tutti gli attori svolgano pienamente la loro parte. Purtroppo – conclude Ance Reggio Calabria – accade molto spesso che la nostra città e la nostra provincia siano al centro delle attenzioni degli “sforbiciatori” di turno che, dietro il pretesto della spending review, sottraggono presidi istituzionali e posti di lavoro a questa terra, lasciando invece in vita uffici del tutto inutili in altre aree del Paese che non ne hanno assolutamente bisogno».

Ufficio Stampa Ance Reggio Calabria
l.d./Labecom
Reggio Calabria, 3 dicembre 2014

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