giovedì 13 novembre 2014

Confindustria Reggio Calabria incontra il sottosegretario allo Sviluppo economico Simona Vicari

L’esponente del Governo ha ascoltato le maggiori problematiche che incontrano gli industriali della provincia reggina, rimarcando che “per creare sviluppo si deve reinterpretare l’idea d’industria, estendere il raggio d’azione e puntare sul brand Italia”
Legalità, porto di Gioia Tauro e fondi strutturali europei. Sono stati questi i temi affrontati durante l’incontro tenutosi nella sede di Confindustria Reggio Calabria tra gli imprenditori provinciali e il sottosegretario allo Sviluppo economico Simona Vicari. 
A fare gli onori di casa, Valerio Berti, vicepresidente vicario dell’associazione reggina, che ha subito sottolineato come la legalità sia l’elemento essenziale per ogni azione produttiva. “Noi industriali reggini  - ha dichiarato Berti - siamo fermamente convinti che senza legalità non ci possa essere sviluppo economico. Chiediamo tramite la sua persona, un impegno del Governo a favore della Calabria sul fronte dell'azione di contrasto alla criminalità organizzata. Noi, in questi anni, siamo stati promotori di numerose iniziative in questo campo, sosteniamo le White list per gli appalti e recentemente abbiamo aderito al Protocollo di legalità sottoscritto dal Ministero dell'Interno e dalla Confindustria nazionale”. 
Il vicepresidente vicario ha poi evidenziato che uno dei problemi che affossano il lavoro degli industriali è rappresentato dalle lungaggini burocratiche. “Il tempo che si spreca nei meandri degli uffici, è un ‘lusso’ che non possiamo permetterci e che compromette seriamente la vita di alcune ditte, soprattutto quelle di piccole dimensioni”. 
Prima di passare la parola agli altri componenti del direttivo di Confindustria presenti, Berti ha posto l’accento sullo scalo gioiese e sull’Europa. “A Gioia Tauro il transhipment non crea ricchezza per il territorio. Necessari, sono l’istituzione della Zona economica speciale e lo sblocco degli investimenti pubblici o para-pubblici già stanziati. Infine – ha concluso – chiediamo al Governo un impegno in termini di politiche e di programmi nazionali che aiutino le nostre imprese a spendere bene i fondi comunitari”. 
“Le nostre aziende – ha affermato Ninni Tramontana, neo presidente della Piccola Industria reggina – hanno bisogno di tre cose fondamentali: la rivitalizzazione del credito, ridisegnare i rapporti tra imprese e pubblica amministrazione e rafforzare gli strumenti finanziari per l’internazionalizzazione”. 
Il presidente dell’ Ance provinciale Francesco Siclari ha evidenziato l’impossibilità di alcune ditte di dialogare fattivamente con gli istituti di credito e come la “farraginosa – ha detto -  e a volte eccessivamente cavillosa burocrazia, impedisce il nostro agire. Siamo più che favorevoli alle White list, ma le idonee certificazioni devono arrivare in tempi celeri”. 
Il senatore Nico D’Ascola che ha accompagnato il sottosegretario nella sua visita reggina ha voluto salutare gli imprenditori sottolineando che la presenza a Reggio Calabria di Simona Vicari è la testimonianza di un’attenzione particolare del Governo al sud e alla Calabria. 
“L’azione governativa – ha evidenziato - è tesa a risolvere i problemi di una regione particolare come la nostra. Bisogna far crescere il territorio, ma non credo che la sola Zes possa essere una risposta esaustiva. Senza un tessuto infrastrutturale adeguato, il porto di Gioia Tauro non potrà mai essere quel volano di sviluppo che potenzialmente rappresenta non solo per la Calabria ma per l’intero meridione. Per quanto riguarda la lentezza burocratica, credo che uno dei mali italiani sia la scarsa competenza di funzionari e dirigenti”. 
Simona Vicari 
“Sono contenta – ha affermato il sottosegretario Vicari – di aver scoperto delle eccellenze imprenditoriali calabresi. Il problema di fondo è che queste e altre realtà del nostro territorio, sono poco conosciute e non fanno sistema. Metterle in rete darebbe forza ad ogni singola azienda e a tutte nel complesso. L’Italia imprenditoriale deve cambiare visione del futuro. Oggi non si crea impresa come nel passato, oggi si deve puntare sulla creatività, sull’unicità e soprattutto sul brand Italia. Mettere a sistema tutte le aziende italiane che rappresentano le eccellenze del nostro Paese, ci permetterebbe di far crescere la nostra economia. Dobbiamo cercare di scoprire nuovi mercati e di imporci sempre come impresa italiana e non come rappresentanti di una singola regione. Ho ascoltato le vostre problematiche e mi farò portavoce delle vostre istanze, se oggi sono qui è proprio per toccare con mano le difficoltà di questa provincia”.
Al termine dell’incontro Berti ha consegnato a Vicari e D’Ascola il documento programmatico “Idee per l’Europa” sviluppato da Confindustria Reggio Calabria nei mesi scorsi che raggruppa le proposte per una crescita in chiave continentale. 
A Nico D’Ascola, il vicepresidente vicario ha dato anche un documento che Unindustria Calabria, nei vari incontri programmati in tutte le cinque provincie calabresi,  ha redatto e che consegnerà ad ogni candidato governatore. 

a.c./Labecom 
Ufficio Stampa Confindustria Reggio Calabria 
Reggio Calabria, 13 novembre 2014 

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