lunedì 1 settembre 2014

Anagrafe incompiute, Confindustria sollecita il ministero delle Infrastrutture a monitorare anche la Calabria

Nel sistema informativo sui cantieri bloccati nel Paese, la voce relativa alla nostra regione risulta “in corso di verifica”. Le opere da completare sono ancora sconosciute. L’appello degli industriali per sanare la lacuna

Uno dei punti di maggiore vulnerabilità del nostro contesto territoriale è rappresentato dalle opere incompiute che, bloccando l’economia, deturpano i nostri luoghi e rappresentano una ferita nel tessuto socio-economico regionale. Confindustria Reggio Calabria, in diverse occasioni, ha manifestato preoccupazione, facendosi promotrice di iniziative di denuncia e sensibilizzazione, per lo stato dell’arte di cantieri mai avviati o fermati per diverse ragioni. Spesso sono stati sottolineati i ritardi e le inadempienze nella gestione di opere pubbliche di estrema importanza per la vita della nostra comunità, come ad esempio il palazzo di giustizia, il centro agroalimentare di Mortara, l’autostrada A3 Salerno - Reggio Calabria e, soprattutto, quelle previste dall'ex Decreto Reggio, emblema di una paralisi che sta generando conseguenze gravissime sull'economia locale.
In questo contesto, l’associazione di via Torrione esprime forti perplessità nel “prendere atto che la situazione in Calabria, sul sito del Sistema informativo di monitoraggio delle opere incompiute (Simoi) del Ministero delle Infrastrutture, risulta ancora in corso di verifica. E’ paradossale infatti – prosegue Confindustria – che l’osservatorio privilegiato in materia non conosca ancora le incompiute di una regione che, grazie agli appalti pubblici, sarebbe nelle condizioni di cambiare il suo volto, riattivando al contempo un circuito economico virtuoso”. 
Gli industriali reggini si chiedono il motivo di questo ritardo nella ricognizione, auspicando che “esso non sia dovuto ad una scarsa attenzione o ad una sottovalutazione delle opere abbandonate o bloccate in Calabria. Questa è una terra in cui l’occupazione latita e le infrastrutture sono vitali per alimentare prospettive di benessere e sviluppo; la presenza di opere non finite, per cui sono stati spese ingenti risorse pubbliche, o di cantieri bloccati che appesantiscono il nostro tessuto urbano, oltre a produrre degrado, povertà e disoccupazione, non può essere un indicatore sconosciuto dal Governo. Ciò è ancora più importante – prosegue Confindustria Reggio – alla luce di quei provvedimenti che, nell’ambito del decreto Sblocca Italia, si prefiggono l’obiettivo di far ripartire il Paese attraverso il completamento di infrastrutture strategiche”.  
Gli industriali reggini auspicano pertanto “una puntuale e celebre ricognizione dello status quo in Calabria, affinché lo strumento di monitoraggio approntato dal ministero delle Infrastrutture possa finalmente soddisfare le finalità per cui è stato istituito, cioè fungere da utile impulso per l’osservazione dei territori, per la prosecuzione delle opere fino al loro completamento, per un controllo sul lavoro e sulla spesa pubblica ad esse connessi”.

Ufficio Stampa Confindustria Reggio Calabria
a.f./Labecom
Reggio Calabria, 1 settembre 2014

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