venerdì 18 luglio 2014

L'Italia della non politica e delle parole povere di Grillo

La Torre Nervi ha fatto da cornice al decimo incontro di Tabularasa. Ospiti della serata l’ex parlamentare e giornalista Furio Colombo e il giornalista dell’Unità, Toni Jop. L’appuntamento si è concluso con il concerto di Fabio Macagnino

Da sinistra Furio Colombo e Toni Jop
La storia e la sua profondità, le epoche di un’Italia inconsapevole del suo ruolo internazionale di primo piano, la nascita della non politica e l’occasione mancata di rinnovamento con la discesa in campo della società civile e il fenomeno Grillo. Ecco il quadro analitico, ma anche desolante, emerso in occasione dell’incontro con l’ex parlamentare e giornalista Furio Colombo e il giornalista dell’Unità Toni Jop, autore del volume “Grillo in parole povere” (Città del Sole edizioni). Anche questa decima serata di Tabularasa, targata Urba/Strill.it, ha avuto come cornice la Torre Nervi ed è stata condotta dagli organizzatori, Giusva Branca e Raffaele Mortelliti. 
“Qui - ha spiegato Furio Colombo - accadono fatti diversi da quelli che dovrebbero accadere in un paese come l’Italia. La narrazione lucida e coraggiosa di Toni Jop si inquadra al termine di un percorso che affonda le sue radici negli anni 80-90 quando, dopo aver guardato insieme al passato dell’Italia distrutta dal Fascismo, liberata dalla Resistenza, ricostruita sul fondamento della Costituzione e di una forte comune identità, i rappresentanti della classe politica hanno manifestato, invece, tutta la loro inadeguatezza e la loro pochezza rispetto alle grandi trasformazioni sociopolitiche e economiche dell’epoca. Una fase che riguardava le persone e non le istituzioni, che in quel frangente non vedevano mai intaccata la loro presunzione di valore. Le tensioni c’erano ma non compromettevano, appunto, le istituzioni. Una Prima repubblica seguita dal ‘berlusconismo’ in cui il liberalismo è diventato populismo, in cui ha operato un conflitto di interessi mai denunciato, in cui il potere giudiziario è stato attaccato. A questo punto – ha concluso Furio Colombo - ecco seguire la terza epoca delle larghe intese e quella in cui la tanto invocata società civile è scesa in campo per fare la differenza ma lo ha fatto affidandosi al qualunquismo di Grillo, ai suoi proclami ‘Tutti uguali, tutti a casa’, mentre un giornalismo servile normalizzava tutto”.
In questo mancato rinnovamento si inserisce la narrazione di Toni Jop che fa luce sulla storia di ieri e di oggi.
Fabio Macagnino
“Il movimento Cinquestelle è un luogo di potere, il cui linguaggio è stato perfetto al momento di irrompere e di spaccare gli equilibri e che adesso – ha spiegato Jop – al momento di essere costruttivo manifesta tutta la sua debolezza e inconsistenza. Assistiamo ad un potere sacro enorme che si scioglie. Io – ha incalzato il giornalista dell’Unità -  ci sento la puzza del Fascismo. Fin dalle prime espulsioni, fino dal giudizio morale con cui venne estromessa dal movimento Federica Salsi per avere partecipato ad un talk show, il movimento ha dimostrato di trovarsi a guidare evoluzioni sociopolitiche senza un impianto culturale forte e senza un’idea capace di unire e tenere insieme energie. La condanna delle istituzioni e l’interruzione della critica vitale e produttiva manifestano tutta la pericolosità sociale di cui è portatore il movimento, in realtà ridottosi ad un brand. Grillo massifica ansie, preoccupazioni, inquietudini e paure dei cittadini ed intanto non tutela chi di interessi ne ha pochi e di diritti ancora meno. Così ad un certo punto mi sono messo ad osservare – ha concluso il giornalista  – lasciando decantare le loro parole e le loro azioni e poi le ho raccontate nel libro”.
L’incontro è stato preceduto dalla presentazione, targata Tabula Kids, del volume di Maria Attanasio “Dall’atlante agli Appennini”  (Orecchio acerbo).
La serata si è conclusa con il nuovo appuntamento TabularasaAlone, dedicato al viaggio di Fabio Macagnino scandito da musica, immagini e parole. “By the Jasmine Coast” (città del Sole edizioni) è il racconto di un grand tour visto con gli occhi di un tedesco adottato da questa terra. 

a.f./Labecom
Reggio Calabria 18 luglio 2014

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