mercoledì 30 luglio 2014

Mediterranea, Catanoso: "Un’università aperta ed efficiente"

Il “disco verde” dell’Anvur. L’avanzo di amministrazione di oltre un milione di euro. La didattica in inglese e le 200 borse di dottorato. Il ritrovato rapporto con il territorio. I dati straordinari sull’internazionalizzazione. E, sullo sfondo, il progetto del magnifico rettore: “Un campus in cui far vivere gli studenti tutto il giorno”

Un momento della conferenza stampa
Un ateneo aperto ed efficiente: così si presenta oggi l’Università Mediterranea di Reggio Calabria. È questo il quadro positivo rappresentato dai vertici del mondo accademico reggino in una conferenza stampa in cui è stata illustrata l’offerta formativa per il 2014-2015. 
Il leit motiv dell’incontro con i giornalisti è stato la centralità degli studenti. Secondo il rettore Pasquale Catanoso, “l’attività di servizio nei confronti dei giovani è l’unica vera missione dell’università. Abbiamo attuato un accurato maquillage al volto della Mediterranea. Il nostro sogno è che i ragazzi entrino la mattina, studino nel migliore dei modi e vivano la loro quotidianità, compresi i momenti di svago, in un contesto sano”.
Eppure, ha spiegato Catanoso, il rapporto con il territorio si è rafforzato: “Abbiamo lavorato a fari spenti, organizzando centinaia di dibattiti, incontri, conferenze e concerti per irrobustire le relazioni con la città”.
Ottime notizie sul piano della gestione finanziaria. “Oggi abbiamo un’Università che, a fronte della riduzione delle risorse messe a disposizione dal Miur, ha addirittura potenziato i servizi erogati alla popolazione studentesca, migliorandone la qualità. Abbiamo ricevuto 3 milioni in meno, ma non abbiamo perso studenti né aumentato le tasse. Eppure abbiamo chiuso il consuntivo con un avanzo di amministrazione di oltre un milione di euro. Questo ‘tesoretto’ sarà utilizzato negli asset della ricerca e degli investimenti in strutture e servizi per gli studenti”. 
In particolare, è stato spiegato nella conferenza stampa alla quale hanno partecipato anche il direttore generale dell’ateneo, Marcello Zimbone, i direttori di dipartimento nonché i prorettori, tra cui il vicario Adolfo Santini, saranno attivate 200 borse di studio di dottorato di ricerca, verrà potenziato il servizio di residenza universitaria e presto sarà inaugurato il nuovo Collegio di merito in via Roma, da destinare agli stranieri iscritti alla Mediterranea. È in cantiere la drastica dematerializzazione dei processi amministrativi, principalmente per i servizi rivolti agli studenti. Si sta lavorando altresì al potenziamento dei laboratori di ricerca e all’ammodernamento degli impianti tecnologici, nonché alla realizzazione di strutture sportive, in collaborazione con il Coni Calabria. 
Intanto l’Anvur, l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema dell’università e della ricerca, ha approvato tutte le proposte di attivazione di nuovi corsi di dottorato di ricerca della Mediterranea, dando il via libera anche al nuovo corso di laurea magistrale in Scienze e tecnologie alimentari. L’ateneo reggino è adesso dodicesimo nella classifica del Miur sull’internazionalizzazione anche per effetto delle adesioni al progetto Erasmus. Da quest’anno, in via sperimentale, il corso di laurea triennale in Scienze economiche sarà offerto in lingua inglese. Programmata una presenza attiva dell’Ateneo a Expo 2015, dove sarà allestito uno stand per l’esposizione dei risultati della ricerca prodotta dalla Mediterranea nel campo dell’agroalimentare, in particolare sulla filiera del bergamotto. Via libera infine ai TFA, i Tirocini formativi attivi destinati ai docenti abilitati per le scuole di primo e secondo grado, nel quadro di una razionalizzazione dell’offerta degli atenei calabresi, promossa dalla stessa Mediterranea, che peraltro è al centro di numerose iniziative di collaborazione con diversi atenei del Sud, sia ai fini degli aspetti formativi, sia nel campo dei servizi, nell’ambito della programmazione triennale 2013-2015 delle università.

Reggio Calabria, 30 luglio 2014

Tabularasa, l’appello di Corrado Passera: “Rilanciamo il Paese, possiamo farcela”

La Torre Nervi ha ospitato una delle due serate in programma per il gran finale della quinta edizione della manifestazione allestita da Urba/Strill. Ospite l’ex ministro che ha presentato le sue indicazioni per far uscire dal pantano l’Italia 

Un momento della serata
L’ex ministro Corrado Passera è stato l’ospite dell’ultimo appuntamento reggino di Tabularasa. Prima di parlare alla platea presente alla Torre Nervi, Passera, autore del volume ‘Io siamo.  Insieme per costruire un' Italia migliore’ (edito da Rizzoli) ha incontrato i giornalisti. “Il testo – ha affermato -  è scritto in forma divulgativa e consiste in un programma per il Paese, una nazione che vuole e deve  ricominciare. Allontaniamo da noi l’idea disfattista e pessimista che non si può fare niente per ripartire. La realtà è che abbiamo risorse per rimetterci in moto. Nel volume spiego dove andare a trovare quei finanziamenti necessari per ridare fiato ai cittadini e alle imprese”.
Salito sul palco insieme ai moderatori del dibattito Giusva Branca e Raffaele Mortelliti, organizzatori dell’intera kermesse, Passera ha poi parlato dell’Italia, della sua attuale situazione economica e della sua possibilità di ‘cambiare passo’.
“Il nostro Paese – ha detto - rallenta da troppo tempo. È un territorio bloccato dalle cinghie della disoccupazione. Quindi la prima cosa da fare è creare lavoro, in seguito si deve intervenire in quei settori fondamentali per la crescita: scuola, burocrazia e giustizia. Il volume è pieno di proposte pratiche nate in seguito all’ascolto diretto dei cittadini incontrati nelle trenta tappe svolte su tutto il territorio nazionale”.
Gli italiani, secondo Passera, peccano spesso d’individualismo eccessivo che tarpa le ali ad uno sviluppo possibile: “Facciamo squadra – ha esortato -. Per il progetto Paese ognuno porti la sua unicità al servizio della collettività. Tramite le varie esperienze lavorative della mia vita ho notato che le grandi conquiste sono state realizzate da quei leader che si sono circondanti da persone brave più o quanto loro”.
Parlando della situazione politica attuale Passera delinea un quadro deludente. “Non è stata fatta – ha sottolineato -  finora nessuna proposta forte dal punto di vista economico. Dobbiamo rimettere in moto l’economia, dobbiamo creare lavoro e con esso ridare dignità alle persone. Dobbiamo intervenire sulle imposte, l’ Italia con le sue elevatissime tasse fa scappare gli investitori e taglia le gambe alle imprese locali”.
L’ex ministro boccia l’Italicum e la riforma del Senato, e dice inoltre che stiamo sprecando l’enorme opportunità del nostro semestre di presidenza dell’Unione europea. “Noi – ha rimarcato - dobbiamo avere l’ambizione come Paese di fare cose grandi, ne siamo capaci e abbiamo gli strumenti necessari per farcela. Dobbiamo migliorare i nostri punti d’eccellenza: l’agricoltura, il turismo, la manifattura. Ma senza risolvere i grandi problemi legati ai trasporti, che soprattutto le regioni del sud presentano, non si può fare nulla”.
Ecco la proposta di Passera per il prossimo futuro: “Impiegare la maggior parte dei fondi strutturali europei nella creazione e nel miglioramento delle infrastrutture, così da poter esser realmente collegati con l’Europa e con il resto del Mediterraneo”. 
Prima di salutare il pubblico l’autore del volume ha voluto fare un accenno al suo movimento politico “Il 14 giugno – ha evidenziato Passera - abbiamo presentato il progetto di ‘Italia Unica’, da settembre apriremo le ‘porte’ in ogni regione. Ogni territorio disegnerà un personale programma che poi affluirà in quello globale per il Paese. Usiamo il termine ‘porte’ per sottolineare che in ‘Italia Unica’ si entra dal territorio al centro e non viceversa”.
La serata reggina (la seconda in programma per il gran finale si è svolta a Gerace con Paola Bottero e Mario Congiusta) è proseguita con la proiezione del documentario ‘Solo per farti sapere che sono viva’ realizzato da Simona Ghizzoni e Emanuela Zuccalà in collaborazione con ‘The Third Island” e in seguito con il concerto degli ‘Other Voices’.

a.c./Labecom 
Reggio Calabria 30 luglio 2014

martedì 29 luglio 2014

Festa nazionale dello stocco 2014, presentato il programma ufficiale

Cresce l’attesa per la due giorni cittanovese di musica e enogastronomia. Oggi nel palazzo storico dell’Ente intermedio gli organizzatori della manifestazione hanno illustrato i dettagli della quattordicesima edizione 

Da sinistra Gentile, D'Agostino, Raffa e Costantino
Cittanova si appresta anche quest’anno a ospitare migliaia di visitatori per il tradizionale appuntamento con la ‘Festa nazionale dello stocco’.
Giunta alla sua quattordicesima edizione, la manifestazione è stata ufficialmente presentata alla stampa questa mattina presso la sala Biblioteca del palazzo storico della Provincia di Reggio Calabria.
“L’evento – ha esordito Pino Gentile,  presidente della Proloco  di Cittanova, che insieme all’azienda “Stocco & Stocco” firma l’organizzazione della festa – si compone di due momenti distinti. Il primo, giovedì 7 agosto, offrirà ai turisti che giungeranno a Cittanova la possibilità di gustare e apprezzare le qualità del baccalà. In serata il grande evento musicale con il giovane rapper italiano Emis Killa, cantante che recentemente sta avendo un grandissimo successo. Domenica 10 sarà protagonista la sagra dello stocco e successivamente il concerto del grande e intramontabile Renzo Arbore accompagnato dall’Orchestra italiana”.
Il binomio enogastronomia e musica è ormai una ricetta vincente e consolidata che attira nella città della Piana tantissime persone. “Anche per la quattordicesima edizione – ha dichiarato Francesco D’Agostino titolare dell’azienda leader “Stocco & Stocco” – ci attendiamo un numero elevato di presenze. Pertanto invito fin da subito le persone che interverranno, ad arrivare a Cittanova già nel primo pomeriggio per evitare di incorrere lunghe code. La particolarità di quest’anno riguarda le ricette del baccalà e dello stocco che proporremo ai visitatori. Guidato dallo chef  Enzo Cannatà, uno staff complessivo di oltre 200 persone, eseguirà delle ricette particolari ideate per l’occasione”.
Il sindaco di Cittanova, Francesco Cosentino, ha poi rimarcato l’importanza di tornare ad affiancare il simbolo dell’amministrazione a un evento importante e di grande spessore come la ‘Festa nazionale dello stocco’. “Abbiamo deciso di legarci alla manifestazione, così come accadeva in passato in virtù del suo grandissimo valore. La festa è l’evento estivo più importante che si svolge a Cittanova, e negli anni ha dimostrato di essere un prodotto di eccellenza. Non solo viene dato lustro alla nostra tradizione culinaria ma grazie ai nomi importanti del panorama artistico nazionale che ogni anno giungono nella nostra città, diventiamo meta imprescindibile di tutti i turisti che scelgono la Calabria come luogo delle loro vacanze. Anche quest’anno con Emis Killa e Renzo Arbore l’evento sarà un grande successo”. 
A patrocinare la festa la Provincia di Reggio Calabria e il presidente  Giuseppe Raffa, presente in conferenza stampa, ha voluto sottolineare che oltre all’importanza degli artisti che si sono susseguiti nelle varie edizioni “la festa nazionale dello stocco rappresenta un’eccezionale vetrina turistica per il nostro territorio. È una manifestazione di grande richiamo – ha aggiunto Raffa - curata nei minimi dettagli che offre due serate di spettacolo e di grande cucina locale. Ricordo il gemellaggio dello scorso anno tra Cittanova e l’isola norvegese di Vaeroy che ha valorizzato il lavoro delle nostre aziende che operano in questo specifico settore e sono apprezzate per la loro competenza e professionalità. Sarà un evento straordinario anche in questa nuova edizione”.
Le due sagre inizieranno alle ore 19.00 mentre i concerti (i cui ingressi sono gratuiti) alle ore 22.00. Previsti inoltre duemila posti a sedere.

a.c./Labecom 
Reggio Calabria 29 luglio 2014

Tabularasa, Pino Aprile: "Il Sud sta cambiando"

Pubblico delle grandi occasioni alla Torre Nervi per il penultimo appuntamento del contest firmato ‘Urba/Strill’ dedicato al Mezzogiorno. Protagonisti l’autore del libro ‘Terroni’ e i musicisti Dario Brunori, Giovanni Caccamo e Mirko Kiave

Da sinistra Mortelliti, Brunori, Aprile, Caccamo e Branca
Una terra in grado di offrire possibilità ai propri figli, capace di produrre benessere, finalmente libera dal condizionamento mafioso, insomma “un altro Sud”. Con il penultimo appuntamento dell’edizione 2014, Tabularasa ha provato a tratteggiare i contorni di un Mezzogiorno che, anche dalla rilettura del proprio passato, può ancora trovare la forza per credere concretamente in un futuro migliore. E lo ha fatto insieme a Pino Aprile, giornalista e scrittore (autore fra le altre cose di “Terroni, “Giù al sud, perché i terroni salveranno l’Italia” e “Mai più terroni. La fine della questione meridionale”), affiancato sul palco della Torre Nervi dagli organizzatori, Giusva Branca e Raffaele Mortelliti.
Il dibattito è stato preceduto da Tabularasa Kids che insieme a un centinaio di bambini, ha visto protagonista l’associazione ‘Lelefante’ con letture, laboratori creativi e il teatrino delle marionette.
Traendo spunto dalla sua ultima fatica letteraria, “Il Sud puzza”, Aprile ha subito spiegato che il vero titolo del libro era in realtà ‘la vergogna e l'orgoglio’ “che sono  due concetti essenziali per qualsiasi comunità”. La vergogna in particolare, secondo il giornalista pugliese può portare al crollo di una cultura. “Non è un caso che i pentiti di mafia siano quasi sempre siciliani o campani e solo raramente calabresi. La ‘ndrangheta è l’organizzazione criminale più arcaica e poggia su codici familiari per cui pentirsi significa distruggere la propria famiglia”. Ma c’è anche un Sud capace di affermarsi come comunità uscendo fuori dal disordine sociale. “Nella terra dei fuochi – prosegue – Aprile - circa duemila denunce hanno fatto scattare ottantadue inchieste giudiziarie che hanno portato in carcere politici, dirigenti e funzionari. Una di queste era firmata da 35mila cittadini, una cosa mai vista prima. Tutto ciò è stato possibile solo facendo politica nel senso più nobile del termine, mettendosi insieme, applicando i principi della geometria delle reti”.
Questi processi avvengono con velocità spaventosa sostiene Aprile, che citando il matematico libanese, Nassim Taleb evidenzia come “i fatti che cambiano il mondo avvengono sempre dove non guarda mai nessuno. Il Sud sta cambiando. Lo dimostrano episodi come l’elezione, senza il sostegno della politica, del sindaco di Messina”.
La platea della Torre Nervi
Il confronto si è poi spostato in Tabularasa Alone, arricchendosi dei contributi di tre giovani musicisti, Dario Brunori, Giovanni Caccamo e Mirko Kiave.
“Le mie canzoni – ha detto Brunori - sono in prevalenza di carattere sentimentale, non di denuncia. In generale il mio non è un approccio professorale, la metto sempre su un piano ludico perché non mi piace pontificare. Preferisco l’ironia e provare a fare in modo che le persone elaborino un pensiero proprio. Credo sia molto importante per la musica la contaminazione fra diversi generi e contesti sociali. La critica fa bene soprattutto per contrastare il rischio, specie nella nostra regione, di trovare alibi in ragioni storiche di mancato sviluppo”.
“Mi è bastato leggere un graffito che recitava ‘potere al popolo’ – ha raccontato Kiave - per capire che l’hip pop attecchisce dove le persone hanno bisogno di dire qualcosa, come il ghetto. Un’arte povera in grado di rimpiazzare la violenza della strada con la creatività”.
“La mia voglia di fare musica – ha spiegato Caccamo - non è direttamente proporzionale alla quantità di pubblico che ho di fronte. Franco Battiato mi ha dato la possibilità di aprire i suoi concerti ed è stata un’esperienza meravigliosa. Però ho sentito il bisogno di riappropriarmi di una dimensione più piccola creando il ‘Live at home’, direttamente nelle case della gente”.
In chiusura l’organizzazione, a conclusione dei contest musicali protagonisti assoluti dell’edizione 2014, ha regalato alla città una grande festa con il vinyl selection di Alex Perdido.

l.d./Labecom
Reggio Calabria, 29 luglio 2014

lunedì 28 luglio 2014

Domani alle 11.30 alla Provincia di Reggio la presentazione della Festa Nazionale dello Stocco

Sarà presentata domani mattina, alle ore 11.30, nella sala Biblioteca del palazzo storico dell'Amministrazione provinciale di Reggio Calabria, l'edizione 2014 della Festa Nazionale dello Stocco. 
Un evento attesissimo, che anche quest'anno porterà a Cittanova decine di migliaia di visitatori, per una "due giorni" all'insegna delle più alte espressioni dell'enogastronomia locale, in particolare la tradizione dello stocco e del baccalà, con momenti di spettacolo di grande rilievo: ospiti della Festa 2014 saranno infatti Emis Killa e Renzo Arbore.
Labecom 
Reggio Calabria 28 luglio 2014

Università Mediterranea, mercoledì 30 luglio conferenza stampa del Magnifico Rettore

Il Magnifico Rettore dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria, professor Pasquale Catanoso, incontrerà i giornalisti mercoledì 30 luglio 2014, alle ore 11, nella sede della facoltà di Giurisprudenza, a palazzo Zani (via Miraglia 27).
Nel corso della conferenza stampa sarà rappresentato lo stato dell'arte della situazione dell'Ateneo, con particolare riferimento ad aspetti rilevanti di natura economico-finanziaria. Saranno inoltre illustrate tutte le novità dell'offerta formativa per il prossimo anno accademico che, sotto molti aspetti, renderanno la Mediterranea un "unicum" nel panorama delle università del Mezzogiorno d'Italia.

Labecom
Reggio Calabria, 28 luglio 2014

Campo Sud, viaggio fra luci e ombre di Reggio Calabria

Si conclude l’innovativo progetto giornalistico organizzato nell’ambito del festival firmato “Urba/Strill”. Bilancio positivo per il team composto da cronisti varesini e reggini che per una settimana attraverso un ‘live blogging’ ha messo a nudo criticità e punti di forza del contesto urbano

La redazione di 'VareseNews' in un vigneto a Bocale
Due quotidiani online, un’unica redazione. La storica testata, Varesenews.it, online dal ‘lontano’ 1997 e Strill.it, compagni di viaggio per una settimana attraverso luci e ombre di Reggio Calabria. Una narrazione complessa e affascinante della città ha preso forma nel corso dell’ultima settimana grazie al dettagliato e attento racconto fotografico veicolato in tempo reale su Twitter tramite l’hashtag #reggiolive. 
Un vero e proprio laboratorio giornalistico on the road, dunque, quello proposto dall’edizione 2014 di Tabularasa con il progetto ‘Campo Sud’. Protagonisti dell’iniziativa sono stati otto giornalisti (per Varesenews il direttore Marco Giovannelli, Mariangela Gerletti, Stefania Radman e David Mammano, per Strill Clara Varano, Stefano Perri, Emanuela Martino e Anna Foti), alle prese con un itinerario che ha abbracciato tutta la città, dal centro storico alle periferie.
Al termine del viaggio che ha messo a nudo criticità e punti di forza del contesto urbano, è stato prodotto un interessante e voluminoso reportage dai cronisti di ‘Campo Sud’. 
Durante il loro lungo tour cittadino, sono stati osservati da vicino i tanti angoli suggestivi,  i luoghi simbolo,  il degrado e le positive espressioni del tessuto sociale di una città “bellissima e terribile”, come si legge in uno dei tanti commenti postati nella finestra ‘live’ di Varesenews e Strill. 
Il Bronzo B nella nuova sala espositiva
del Museo Nazionale di Reggio Calabria
Iniziando l’esplorazione dal centro cittadino è stato possibile affrontare i temi, sempre dibattuti a queste latitudini, dello sviluppo turistico e culturale attraverso le visite all'università degli stranieri, ai monumenti e ai luoghi di incontro. Il gruppo di cronisti ha attraversato da nord a sud tutto il territorio cittadino. Ad Arghillà, tra le altre cose, hanno visitato il parco naturalistico ‘Ecolandia’, analizzando le problematiche legate all’edilizia popolare e alle politiche ambientali. A Sbarre e a Gebbione, i giornalisti hanno notato un elevato tasso di disoccupazione mentre a Pellaro è stata palpabile la sensazione di far parte di una sorta di ‘comune autonomo’ (storicamente era proprio così).  
Non sono mancate le visite ai luoghi istituzionalmente ed economicamente più importanti della città: il Consiglio regionale, le officine Omeca (gruppo Finmeccanica), il porto e l’aeroporto di Reggio. 
Gli operatori dell’informazione coinvolti nel progetto hanno toccato con mano le criticità di un tessuto produttivo ed amministrativo che vive un momento di forte disagio. Ma ovviamente non sono mancate le visite ai suggestivi luoghi di culto che Reggio possiede, alle aziende artigianali e alle realtà sociali che testimoniano l’attenzione dei reggini verso il prossimo e verso la natura. 
L’arte e le nostre tradizioni, non solo enogastronomiche, sono state ben apprezzate dai giornalisti varesini che hanno conosciuto anche l’Università Mediterranea, il planetario ‘Pythagoras’, la biblioteca ‘De Nava’, il lungomare ‘Falcomatà’, le iniziative a favore della legalità ma anche l’incuria di alcuni luoghi storici e la scarsa efficienza dei servizi. 
La fotografia che ne scaturisce ha due prospettive. Una incastona un luogo splendido, ricco di eccellenze ma bloccato da un’atavica mala gestione della cosa pubblica, l’altra è la splendida sinergia lavorativa fra le due redazioni che funge da stimolo e speranza per un futuro migliore, non solo per Reggio. 
“E’ stata un’esperienza di live blogging intensa – racconta il direttore di Varesenews, Marco Giovannelli – anche se mordi e fuggi. Abbiamo visto e ascoltato tanto. Ce ne andiamo pieni di stupore e di meraviglia, ma anche carichi di rabbia e indignazione. Siamo contenti e torniamo su con la voglia di tornare presto qui. Replicheremo l’esperienza a Varese - conclude Giovannelli - in occasione del nostro festival del giornalismo digitale GlocalNews di metà novembre”.

Labecom
Reggio Calabria, 28 luglio 2014

Foto tratte da: http://live.varesenews.it/Event/Reggio_Calabria
                           
I lavori sul Corso Garibaldi
Rifiuti sul lungomare di Catona
L'ingresso della Procura di Reggio Calabria
La Protezione Civile in attesa dello sbarco dei migranti
L'ingresso del nuovo carcere di Arghillà








domenica 27 luglio 2014

Tabularasa e Ente Parco d’Aspromonte: “Legalità per il rilancio della montagna”

Da Gambarie il festival di ‘Urba/Strill’ ripropone la centralità del patrimonio naturalistico e la tutela della biodiversità sui cui però fino ad oggi, è stato investito solo lo 0,23% delle risorse previste. Presenti al dibattito il procuratore Creazzo, il sindaco di Santo Stefano Zoccali e il presidente del Parco Bombino. Chiusura di serata con il concerto degli ‘Akusma’

Da sinistra Branca, Zoccali, Bombino, Creazzo e Mortelliti
GAMBARIE D'ASPROMONTE - Ha scelto le vette dell’Aspromonte Tabularasa 2014 per discutere di legalità, di regole condivise, di tutela e valorizzazione del patrimonio naturalistico. La nuova tappa del contest promosso da ‘Urba/Strill’, si inserisce nell’ambito della partnership siglata con l’Ente Parco d’Aspromonte che ha già segnato l’appuntamento del 22 luglio scorso a Reggio e si riproporrà il 29 a Gerace in occasione dell’evento conclusivo.
Al dibattito che si è svolto in piazza Mangeruca, hanno preso parte Giuseppe Creazzo, procuratore della Repubblica di Firenze, Giuseppe Bombino presidente dell’Ente Parco Aspromonte e Michele Zoccali, sindaco di Santo Stefano in Aspromonte. Con loro anche gli organizzatori Giusva Branca e Raffaele Mortelliti.
Il primo cittadino di Santo Stefano ha aperto la conversazione con un richiamo al “recupero dell’identità ‘stefanita’ e aspromontana, attraverso il rispetto delle regole e la tutela della natura in un territorio che ha tutte le carte in regola per affermarsi”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Bombino, secondo cui “il rispetto della legge è insito nella funzione stessa del Parco. Proprio questo approccio, però, ha determinato una spaccatura fra quanti hanno inteso mettersi al servizio del territorio e della natura e quanti invece, si sono ribellati a questa nuova impostazione. Ricordiamo tutti, non a caso, la stagione degli incendi che ha preso il via proprio in concomitanza con la nascita del Parco nazionale”.
Parlare di sviluppo oggi a Gambarie, significa ripercorrere una storia di progressivo degrado come sottolineato da Creazzo che ha ricordato la vitalità del centro aspromontano “circa 30, 40 anni fa, quando questa era una delle più apprezzate e frequentate stazioni sciistiche da calabresi e siciliani. Oggi non è più così dopo una lunga fase segnata da un vero e proprio stupro della civile convivenza. Un declino iniziato, dobbiamo dirlo chiaramente, da quando la stanza dei bottoni è stata affidata alle amministrazioni locali. Invece di promuovere sviluppo, ci siamo piegati a un meccanismo di gestione delle risorse fuori da ogni regola. A tutto ciò va aggiunta la progressione geometrica della ‘ndrangheta che si è impossessata delle leve dell’economia”. Creazzo cita poi provocatoriamente il noto aforisma di Churchill (“Se due persone fumano sotto il cartello ‘divieto di fumo’ gli fai la multa, se lo fanno venti persone
Un momento dell'incontro
chiedi loro di spostarsi, se le persone diventano duecento togli il cartello”), per rimarcare l’esigenza di “rifiutare la condizione di assoggettamento e la limitazione della libertà”.
Ma per creare un clima favorevole al rispetto delle regole occorre, secondo Zoccali, “una maggiore e più incisiva presenza dello Stato. Non è ammissibile che il ministero non abbia ancora dato il via libera all’insediamento del consiglio direttivo del Parco eletto ormai da ben sette mesi”.
Storicamente solo 0,23 per cento delle risorse statali sono state utilizzate per la  funzione primaria del Parco, ovvero la tutela della biodiversità. “Il resto – ha detto Bombino – è finito in feste, spettacoli e altre cose simili e spesso senza alcuna rendicontazione. Inoltre il fatto di avere ereditato un avanzo di amministrazione di circa 9 milioni significa che mentre si pensava alle sagre, non è stata attuata alcuna azione a favore del territorio”.
Le responsabilità vanno divise fra tutti a detta di Creazzo, “nessuno escluso”. “In quarant’anni siamo riusciti a smantellare qualsiasi sistema di controllo, cioè il fondamento stesso della democrazia. Una comunità non è tale – ha concluso il magistrato – senza una politica forte e autorevole”.

l.d./Labecom
Gambarie d’Aspromonte, 27 luglio 2014

sabato 26 luglio 2014

Tabularasa, A3 della comunicazione e l’evoluzione dell’informazione

Il presidente dell’Anas Ciucci racconta i lavori nei cantieri della Salerno-Reggio Calabria e i giornalisti Giua, Protti e Giovannelli commentano il passaggio dalla carta al web con l’avvento delle tecnologie. La serata si chiude con le note accese del concerto di All my friends are dead e Dissidio

Da sinistra Mortelliti, Giua, Protti, Ciucci, Giovannelli e Branca
“Una nuova autostrada, con duecento gallerie, costruita in dieci anni per unire tre regioni e che con il ponte sullo Stretto ne avrebbe unite quattro. Lunga quattrocento chilometri, di cui l’ultimo tratto da Campo Calabro a Reggio, su richiesta del territorio, solo da mettere in sicurezza: questa A3 è per noi un successo da ricordare non un disastro. Sfido chiunque a trovare un esempio analogo di efficienza”. Pietro Ciucci, presidente dell’Anas, a Reggio Calabria, ospite di Tabularasa nella torre Nervi, nella prima parte dell’incontro dal titolo “A3, un’autostrada di comunicazione”, racconta così i lavori sulla Salerno-Reggio Calabria. 
A conversare con gli organizzatori Giusva Branca e Raffaele Mortelliti su “Informazione tra  passato e futuro” anche Claudio Giua, direttore dello sviluppo e innovazione del gruppo editoriale de L’Espresso, Daniele Erminio Protti, giornalista e docente universitario di Sociologia alla facoltà di Urbino, e Marco Giovannelli, direttore di Varese News con cui Strill.it negli ultimi quattro giorni ha condiviso l’esperienza di live blogging “Campo Sud” proprio da Reggio Calabria.
Il presidente Ciucci ha posto l’accento sull’importanza della comunicazione positiva che alimenta sicurezza e consapevolezza dei fatti e sui rischi di quella negativa che invece soddisfa il desiderio di pessimismo e diffonde notizie superate ed errate. “Il primo cantiere, nell’ambito dei finanziamenti della legge Obiettivo, è stato aperto nel 2003. Lavoriamo – ha sottolineato Ciucci - quindi da dieci anni con questi cantieri. Ritengo, inoltre, di avere rispettato la data del completamento della lunga arteria autostradale che avevo indicato al 31 dicembre 2013 dal momento che il ritardo riguarda una percentuale minima del lavoro complessivo: si tratta di quattro cantieri, dieci chilometri di gallerie, sempre la sfida più complessa quando si realizza un’infrastruttura stradale, che saranno chiusi entro fine anno. Tra questi anche la galleria Pacì nel reggino”.
Pietro Ciucci
Vivace e anche critica la partecipazione all’incontro. Tante domande e tanti interventi tra cui quello dell’ex sindaco di Sant’Eufemia d’Aspromonte, nonché presidente del comitato a difesa dello svincolo di Sant’Eufemia  - Bagnara, Vincenzo Saccà che, dopo anni di battaglie per il mantenimento di uno svincolo che serve oltre trentamila cittadini, ha dichiarato di aver presentato un esposto alla Procura della Repubblica per accertare eventuali responsabilità. 
La seconda parte della serata è stata dedicata alle trasformazioni dell’informazione con l’avvento delle tecnologie. “Nonostante l’avvento della notizia in tempo reale – ha spiegato Giua -  il giornalismo di carta stampata non scomparirà. La notizia, in quel numero determinato di battute e con quei tempi dilatati, farà sempre la differenza rispetto alla notizia in tempo reale per la capacità di approfondimento e di verifica”.
“Anche se le testate cartacee chiudono, il passaggio di business non è avvenuto  - ha spiegato Protti - perché in un prodotto giornalistico integrato la qualità discende sempre dal ragionamento, dalla ricostruzione di un fatto, sul web divenuti spesso pleonastici,  oltre che dalla notizia del suo accadimento”.
“L’avvento del digitale non avrebbe potuto non coinvolgere anche il mondo dell’informazione, incidendo sul suo sistema e sulle diverse dinamiche legate alle dimensioni locali e quella nazionale”, ha spiegato Giovannelli.
La serata si è aperta con l’appuntamento targato Tabula Kids nell’ambito del quale Chris Hill ha presentato il suo volume per ragazzi “Il volo dell’asso di picche” (Einaudi) ispirato ai racconti di guerra del nonno e del bisnonno. In chiusura nel contest “Carnefresca” il concerto di  All my friends are dead e Dissidio.

a.f./Labecom
Reggio Calabria 26 luglio 2014

venerdì 25 luglio 2014

Protagonista a Tabularasa la bellezza di Giusy Versace

R.Mortelliti, G.Versace e G.Branca 
La campionessa paralimpica è stata l’ospite d’onore della diciassettesima serata della kermesse firmata Urba/Strill. Grande affluenza di pubblico per un appuntamento dedicato allo sport e ai valori che esso trasmette 

Una ragazza solare e piena di vita, una ragazza che non si è mai arresa che ha saputo trasformare il dramma in opportunità. Questa, è Giusy Versace campionessa paralimpica  di atletica, calabrese doc ma milanese di adozione. 
È stata lei la protagonista del diciassettesimo incontro di Tabularasa. I due moderatori e organizzatori dell’intera manifestazione, Giusva Branca e Raffaele Mortelliti hanno discusso insieme all’atleta di sport e dei valori che esso tramette capace di rompere qualsiasi barriera materiale ed immateriale. 
“Ho perso le gambe – ha affermato Giusy Versace -  in un incidente stradale all’età di 28 anni. Il primo ostacolo che ho dovuto superare è stato gestire  psicologicamente il trauma. In secondo luogo c’è il dolore fisico che un arto finto comporta, è stato un percorso difficilissimo durato circa un anno e mezzo. La corsa in seguito è arrivata quasi per gioco, la mia curiosità mi ha spinto ad informarmi e ad interessarmi dello sport dedicato ai disabili. La scintilla che mi ha dato la forza di provarci è stato il desiderio di poter provare ancora l’emozione di una corsa, quando – ha continuato  -  sono riuscita a farlo per la prima volta ho pianto di gioia”.  
L’atleta calabrese ha poi parlato dei successi sportivi, inaspettati dice, che in seguito ha ottenuto: “Quando ho iniziato a correre non credevo assolutamente di fare carriera agonistica. Devo fortemente ringraziare – ha detto -  chi ha creduto in me e nelle mie capacità, in particolare Titti Vinci che all’epoca era il presidente regionale del comitato italiano paralimpico, infatti anche se da anni ormai vivo in Lombardia ho sempre voluto correre e gareggiare per la mia terra. In ogni competizione io non corro per vincere, corro per lanciare dei messaggi di speranza. La mia medaglia d’oro l’ho già vinta la mattina in cui mi sono alzata dalla sedia a rotelle mi sono guardata allo specchio e ho deciso di vivere lo stesso anche senza le gambe”.
La serenità e la fermezza con cui Giusy ha parlato alla numerosa platea presente alla Torre Nervi di Reggio Calabria è stata disarmante, sul palco c’era una donna bella, determinata e forte che con le sue parole ha cercato di trasmettere tutto questo alle persone che la stavano ascoltando. 
“Al sud, mi dispiacere ammetterlo si fa ancora fatica ad accettare la disabilità. Questo – ha continuato l’atleta - perché c’è scarsa informazione e soprattutto non vengono tutelati adeguatamente i diritti dei diversamente abili. Dal parcheggio occupato, alle infinite barriere architettoniche fino ad arrivare all’assenza totale di strutture attrezzate per far praticare le diverse discipline sportive. Mi auguro che chi prenderà le redini di questa amministrazione comunale non dimentichi nel suo programma di attivare misure rivolte allo sport. E non dimentichiamoci che lo sport è un diritto di tutti”. 
Giusy Versace ha poi ricordato al pubblico l’appuntamento settembrino con ‘Happy Run’, l’evento che coinvolgerà la nostra città nella corsa della felicità da lei organizzata insieme all’associazione onlus ‘Disabili no limits’. “Oltre alla corsa, a cui possono partecipare tutti - ha precisato Giusy Versace - ci saranno dimostrazioni di basket in carrozzina, sitting volley  e tennis tavolo. Voglio far conoscere alle tante persone che presentano qualche forma di disabilità che esistono tante discipline che possono praticare. Inoltre tramite la manifestazione raccoglieremo una somma da devolvere a chi non può permettersi di acquistare una protesi da corsa o una carrozzina atta a praticare sport”.Inoltre tramite la manifestazione raccoglieremo una somma da devolvere a chi non può permettersi di acquistare una protesi da corsa o una carrozzina atta a praticare sport”. 
In conclusione l’atleta ha voluto lanciare un monito: “Mi immagino un mondo dove tutti possono fare tutto. Sono molto fiduciosa sulle nuove generazioni. Voi – rivolgendosi ai cestisti under 14 della Lumaka presenti sul parterre – siete il futuro, avete il tempo e le energie per cambiare le cose che non vanno, non sprecate questa enorme possibilità. Se pensassimo alla comunità cittadina come un’unica grande famiglia non esisterebbero né barrire né ostacoli di nessun genere. Lo sport tramette rispetto ed integrazione, vivete e operate sulla base di queste due direttrici”. Anche ieri sera la seconda parte della serata è stata dedicata alla musica, per la sezione Tabularasa Alone si è esibita la ‘cantora’ indipendente Cassandra Raffaele. 


a.c./Labecom 
Reggio Calabria 25 luglio 2014 

giovedì 24 luglio 2014

Tabularasa omaggia la memoria di Nicola Calipari: "Reggio gli intitoli una strada"

Un momento della serata 
Nella serata dedicata al funzionario del Sismi morto in Iraq nel 2005, arriva la proposta rivolta alla città dagli organizzatori del contest firmato “Urba/Strill”. Presenti al dibattito i giornalisti Susan Dabbous, Daniele Protti e Claudia Fusani. In chiusura emozionante spettacolo teatrale di Fabrizio Coniglio e Anna Cianca sulla vicenda dell’agente segreto

Paure e intrighi internazionali, ricordando la figura di Nicola Calipari. La memoria lunga di Tabularasa ha ripercorso una delle più controverse pagine della storia recente d’Italia. Quella del marzo 2005 quando al termine di una complessa operazione di intelligence in Iraq, il funzionario del Sismi rimase ucciso dal fuoco ‘amico’ dei soldati americani scatenatosi nelle fasi immediatamente successive alla liberazione della giornalista de ‘Il manifesto’, Giuliana Sgrena.
Sulla vicenda, ancora oggi dai contorni oscuri e priva di una verità giudiziaria e sullo scenario mediorientale, si sono confrontati sul palco di Tabularasa, Susan Dabbous, giornalista freelance italo-siriana, Daniele Protti, storico direttore de L’Europeo e Claudia Fusani, giornalista de l’Unità. Con loro anche gli organizzatori, Giusva Branca e Raffaele Mortelliti.
“In Medio Oriente - spiega Dabbous che nell'aprile del 2013 è stata rapita da un gruppo estremista islamico e poi rilasciata dopo undici giorni di prigionia - si sta ripetendo una situazione ormai incancrenita da settant'anni in un territorio come Gaza, ad altissima densità abitativa in cui quindi è molto facile che i bombardamenti israeliani facciano vittime, specie tra i bambini". Tra le tante questioni interne ancora da risolvere, il nostro Paese può svolgere un ruolo importante anche se, sottolinea Fusani “ai problemi del Medio Oriente è l’Europa che non sta fornendo una risposta adeguata”. Un invito a leggere i fatti nella loro oggettività è partito da Protti, secondo cui “Hamas si rende complice delle morti dei propri cittadini nel momento in cui innesca una reazione da parte di Israele che, com'è noto ormai a tutti, risponde con ciò che ha. Ovvero con una capacità militare nettamente superiore a quella palestinese. Forse dunque, c'è qualcosa che va al di là della ragione. E sarebbe ora di smetterla di guardare alle questioni interne e estere con una mentalità politica di trent'anni fa”.
Susan Dabbous 
Dalla morte di Calipari a oggi dunque poco sembra essere cambiato sul fronte mediorientale. Un caso avvolto da troppe ombre quello dell’agente segreto per il quale Tabularasa chiede che Reggio, la sua città, gli intitoli presto una via. “La cosa che fa più rabbia – afferma Fusani – è stato il fatto di averlo elevato a eroe nazionale per un mese salvo poi farlo precipitare nell’oblio più totale. E purtroppo non credo che avremo alcuna verità su Calipari. Di sicuro gli americani sapevano degli spostamenti del funzionario e dunque potevano immaginare che si trattasse di un’operazione di salvataggio. La mia idea è che si siano scontrati due modi diversi di gestione degli ostaggi, quello italiano orientato alla trattativa pur di salvare la persona e quello americano e inglese nettamente contrario a qualsiasi forma di compromesso o accordo”.
Un approccio, quest’ultimo, definito da Dabbous “un’autentica ipocrisia. Non è vero che pagando il riscatto si alimenta il mercato dei rapimenti. E oggi ci sono ancora ostaggi che stanno marcendo, quando sappiamo benissimo che intorno a queste vicende esiste tutto un circuito di sciacalli e presunti mediatori a cui i familiari dei rapiti finiscono per rivolgersi”.
Al termine della serata  lo spettacolo teatrale, “Il viaggio di Nicola Calipari” con Fabrizio Coniglio e Anna Cianca, ha offerto alla platea della Torre Nervi una nuova chiave di lettura del caso. Riaprendo la riflessione sul desiderio di giustizia e verità, gli attori hanno ricomposto i pezzi di quella tragica notte a Baghdad e dei successivi risvolti giudiziari. Una ricostruzione basata su documenti reali attraverso cui, Coniglio e Cianca stando semplicemente seduti su due sedie, hanno portato sulla scena i particolari più contraddittori e gli interrogativi ancora senza risposta sulla vicenda Calipari.

l.d./Labecom
Reggio Calabria, 24 luglio 2014

mercoledì 23 luglio 2014

Torna EcoJazz, dal 6 al 10 agosto a Reggio Calabria la grande musica sull’onda delle emozioni

L’associazione ‘Art Blakey’ presenta il cartellone della ventitreesima edizione della manifestazione estiva. Grandi nomi del jazz anche per il 2014, quest’anno le esibizioni saranno proposte con  una formula diversa 

Anche quest’anno Reggio Calabria sarà avvolta dalle sonorità evocative del grande jazz. Parte infatti mercoledì 6 agosto la ventitreesima edizione di EcoJazz, il festival musicale allestito per la prima volta nel ’92 in memoria del giudice Antonino Scopelliti e di tutte le vittime della criminalità. 
Organizzato dall’associazione musicale ‘Art Blakey’, l’evento si ripropone come un momento imperdibile per tutti gli appassionati, e non solo, di questo straordinario genere musicale basato sulla varietà ritmica, sul fraseggio e su una straordinaria ricchezza armonica.
Il calendario prevede l’apertura mercoledì 6 agosto con due distinti appuntamenti, ovvero all’alba alle 4.40, nella ‘Rotondetta’ del lungomare ‘Falcomatà’ di Reggio Calabria, dove si esibiranno Francesco Cusa, Gianni Gebbia e Gaia Mattiuzzi per ‘Il jazz incontra la Fata Morgana’. Mentre alle ore 22.15, nel centro equitazione ‘Foti’ di Pellaro si potrà assistere alla performance di Brian Auger’s oblivion express featuring Alex Ligertwood (ex Carlos Santana). 
Lo stesso centro equitazione ospiterà anche i successivi due appuntamenti (con inizio sempre alle 22.15), di giovedì 7 agosto, con il Trio Jaff Berlin, Kazumi Watanabe e Joel Taylor e di venerdì 8 agosto, con i ‘Quintorigo & Roberto Gatto e Frank Zappa.
Il linguaggio emozionale del jazz, unito all’improvvisazione e alle grandi doti tecniche, saranno dunque il motivo dominante dell’edizione 2014 del festival reggino che quest’anno, peraltro, adotta una formula innovativa.
La collina della loggia di Pellaro, infatti, sarà teatro di uno dei due appuntamenti  in programma sabato 9 agosto. A partire dalle ore 19, nella suggestiva altura, il sassofonista Fabrizio D’Alisera e i suoi ‘friends’ saranno i protagonisti dello spettacolo ‘I suoni dell’urlo del tramonto sul Mediterraneo’. Mentre a partire dalle ore 22, al circolo del tennis ‘Rocco Polimeni’ andrà in scena il concerto di Carmine Joanna con la partecipazione straordinaria di Stefano Scarfone. 
Gran finale a Lazzaro, domenica 10 agosto alle ore 19, con ‘Note libere al tramonto’.  Ad allietare il pubblico ci saranno i musicisti Carmine Ioanna, Fabrizio D’Alisera e Alessandro Presti. 
Saranno dunque appuntamenti ricchi di fascino e grande musica, in cui dalla fusione tra jazz e natura scaturiranno emozioni uniche. L’obbiettivo della ventitreesima edizione di Ecojazz è sintetizzato nelle parole del grande John Coltrane. “Credo – affermava -  che la cosa più importante per un musicista sia quella di trasmettere a chi lo ascolta un'immagine di tutte le cose meravigliose che sente e avverte nell'universo. Questo è ciò che la musica significa per me, semplicemente una possibilità, tra le molte altre, di dire che viviamo in un mondo immenso e meraviglioso, un mondo che ci è stato donato”.

a.c./Labecom 
Reggio Calabria 23 luglio 2014 

Festa nazionale dello Stocco, giovedì 7 agosto a Cittanova Emis Killa

Emis Killa
C’è grande attesa per la ‘Festa nazionale dello Stocco’ in programma il 7 e il 10 agosto prossimi a Cittanova. Anche quest’anno la manifestazione, divenuta ormai un appuntamento estivo imperdibile per la provincia reggina, si appresta ad accogliere migliaia di visitatori. 
La Proloco di Cittanova e l’azienda ‘Stocco & Stocco’, con il patrocinio della Provincia di Reggio Calabria e del Comune cittanovese, anche per questa nuova edizione hanno organizzato tutto nei minimi dettagli per offrire due serate di alto livello. A dominare la scena come di consueto, saranno le eccellenze della tradizione gastronomica reggina a base di baccalà (giovedì 7) e stocco (domenica 10), e il grande intrattenimento musicale che porterà sul ‘palcoscenico sotto le stelle’ due artisti di spessore come il giovane Emis Killa e l’intramontabile Renzo Arbore. 
Ad aprire la kermesse giovedì 7 agosto sarà il rapper lombardo consacratosi nel 2010 con lo street album ‘Champagne e spine’, e con all’attivo già numerose collaborazioni con nomi affermati dell’hip hop nostrano. Con il singolo “Parole di ghiaccio” Emis Killa ha conquistato in breve tempo il disco di platino digitale, e il relativo video vanta oltre 26 milioni di visualizzazioni sul suo canale Youtube. Anche i numeri sui suoi profili social testimoniano la popolarità del cantante. Oltre 1 milione di fan su Facebook,  più di 345mila follower su Twitter, 188mila su GooglePlus  e quasi 200mila su Instagram (dati in continua crescita). Per Emis Killa anche tanto impegno nel sociale. È proprio da una sua idea, infatti, che nasce “Se il mondo fosse”, brano realizzato dai  più importanti rapper italiani per aiutare le popolazioni dell’Emilia Romagna colpite dal terremoto. Fra i vari riconoscimenti ottenuti dal cantate, da menzionare il Best Italian Act agli MTV Europe Music Awards e fra le diverse performance internazionali, la sua partecipazione ai Bet Hip Hop Awards (Usa).
Il rapper arriva a Cittanova per la Festa Nazionale dello Stocco da vero dominatore dell’estate 2014 grazie al brano ‘Maracanã’, scritto in occasione dei Mondiali di calcio in Brasile e divenuto subito il tormentone della stagione. Il suo tour ‘Mercurio’ che prende il nome dalla sua ultima fatica discografica, sta ottenendo risultati di pubblico straordinari. A giugno è uscito “Mercurio 5 stars edition”, il repack dell’ultimo disco con quattro inediti e un DVD  ‘Il mondo dall'alto (di un palco)’.

Labecom 
Reggio Calabria 23 luglio 2014 

Tabularasa, la cultura locomotiva per il cambiamento

Arte, bellezza ed editoria sono stati i temi analizzati dagli ospiti del quindicesimo appuntamento della manifestazione firmata Urba/Strill. “E’ necessario ricostruire – ha affermato il professore Stefano Zecchi – una cultura estetica”

La cultura può rappresentare modello di sviluppo? E l’arte e la bellezza in senso lato, possono innescare un cambiamento nella società contemporanea? Sull’onda di questi due quesiti si è svolto ieri sera il quindicesimo appuntamento di Tabularasa. La kermesse, organizzata da Giusva Branca e Raffaele Mortelliti, ha affrontato il vasto argomento con l’editore Florindo Rubbettino, il professore di estetica Stefano Zecchi e il presidente dell’Ente parco nazionale dell’ Aspromonte Giuseppe Bombino. Quest’ultimo organismo ha collaborazione fattivamente alla realizzazione della serata.  
“Se – ha esordito Zecchi - la cultura non viene inserita in regime di opportunità, non è utile. Solo la cultura permette all’essere umano di ragionare autonomamente”. “Uno – ha proseguito Rubbettino - dei grandi equivoci moderni è pensare che con la cultura non si possa fare economia, non si possa creare sviluppo. In Italia la cultura è un giacimento ricchissimo male sfruttato. Le filiere creative sono quelle che più di tutte possono dare alti margini alti di crescita”. “E’ – ha aggiunto Bombino - impossibile non coniugare la dimensione  della cultura con la dimensione del bello. La cultura perfeziona l’uomo. Noi dobbiamo tutelare la bellezza della cultura. La politica dovrebbe essere più presente all’interno del settore culturale e dovrebbe lavorare di più e meglio per valorizzarlo”.
Il professore Zecchi, dell’ Università degli studi di Milano, ha poi parlato della perdita della comprensione estetica e della salvaguardia di due istituzioni fondamentali per cambiare rotta: “La bellezza generalmente viene distrutta dall’ uomo. Per esempio le bruttezze architettoniche moderne di cui il nostro Paese è pieno, sono il frutto di una concomitanza di colpe, dell’amministrazione che ha assegnato i lavori e dell’architetto che l’ha costruito. Noi abbiamo una forte diseducazione alla comprensione estetica. Non siamo abituati ad analizzare il bello, la categoria del bello oggi  è stata sostituita, erroneamente, con il concetto di nuovo. La famiglia e la scuola sono gli unici luoghi dove si costruisce cultura. La politica deve supportare, non solo economicamente, queste due realtà. Dando nuova forza e nuovo vigore a questi due nuclei, riusciremo a far crescere la cultura e con essa la società stessa”.
L’editore di Soveria Mannelli ha poi portato la discussione sull’aspetto pratico di fare cultura in senso strettamente produttivo. “Esistono – ha dichiarato Rubbettino – i libri di semina e i libri di raccolta. I primi sono quelli che al di là del possibile successo di vendita devono essere pubblicati per il loro alto contenuto. I secondi, che presentano un mercato ben consolidato, sono essenziali per mantenere viva la filiera. Noi editori non firmiamo una produzione seriale; il nostro lavoro è sempre diverso poiché ogni testo è un nuovo progetto che ha in sé una storia in divenire”. 
Il presidente dell’ Ente parco nonché docente dell’ Università Mediterranea di Reggio Calabria ha puntato i riflettori sul  recupero della memoria. “Attraverso il restauro della nostra memoria attiviamo un’opera di riconciliazione con il nostro territorio. L’Aspromonte, nello specifico, è un insieme di drammi, per gli accadimenti avvenuti in qui luoghi, e di bellezza intrinseca. Riconciliarci con la nostra montagna, e più in generale con la natura, ci permette di perfezionarci. Anche la cultura estetica passa attraverso la descrizione dei nostri splendidi territori. Non dobbiamo mai nascondere la storia negativa dei luoghi ma neanche schiacciare la loro maestosa bellezza”. 
Proprio la bellezza dei luoghi dell’ Aspromonte è racchiusa in un volume consegnato da Giuseppe Bombino al professore Zecchi il quale ringraziandolo e sottolineando l’importanza del libro cartaceo in contrapposizione con i moderni testi virtuali ha affermato: “L’arte ti insegna a capire cos’è la bellezza e ti aiuta a capire cosa c’è di positivo nel mondo. Oggi – ha concluso Zecchi - si dà valore alla quantità piuttosto che alla qualità, e questo è un grande pericolo non solo per l’arte ma per l’intero motore della società”. 
L’appuntamento di ieri, iniziato a Catona con Maria Strianese per la sezione Tabularasa Kids, si è concluso con la performance di Giovanni Block.
 Il cantautore, flautista e compositore napoletano è stato il protagonista di Tabularasa Alone. 
Da non perdere l’incontro di questa sera (ore 21.00) in cui oltre alle tematiche riguardanti gli intrighi politici internazionali si ricorderà la grande figura del compianto, nostro concittadino, Nicola Calipari.   


a.c./Labecom 
Reggio Calabria 23 luglio 2014 

martedì 22 luglio 2014

Vescovo Locri, Laganà Fortugno: "Anche la politica sia semplice"

Maria Grazia Laganà Fortugno 
“Un’intensa e confortante ondata di speranza è quella che ha avvolto la comunità locrese in seguito all’insediamento alla guida della diocesi di Locri-Gerace del nuovo vescovo, monsignor Francesco Oliva. Il nostro territorio, dopo una lunga attesa, ha finalmente la propria guida spirituale grazie a cui riprendere con rinnovato vigore un cammino di riscatto sociale che, anche dai fondamenti della fede, deve trarre forza e sostegno”. Così l’onorevole Maria Grazia Laganà Fortugno rivolge il proprio benvenuto al nuovo presule di Locri, nominato vescovo da Papa Francesco il 5 maggio scorso.
“Di monsignor Oliva – prosegue l’esponente del PD – colpisce subito la straordinaria capacità di lettura dimostrata nei confronti della realtà locrese. Sono bastate poche ma significative parole, quali rettitudine, coerenza e legalità, per entrare in maniera diretta e senza troppi preamboli, nel cuore e nello stato d’animo di una comunità che mai come in questo momento, ha bisogno di precise assunzioni di responsabilità da parte di tutti gli attori sociali. Ed è proprio in quest’ottica – sottolinea ancora Maria Grazia Laganà Fortugno – che sento di dover accogliere con grande piacere il richiamo di monsignor Oliva a costruire tutti insieme una Chiesa ‘semplice’ che sta con i poveri e con coloro che soffrono. Si tratta di una sfida di grande portata per il nuovo presule, specie in una terra profondamente segnata da un sentimento diffuso di sfiducia e rassegnazione nei confronti delle istituzioni. E' proprio intorno alla dilagante disaffezione verso la cosa pubblica e alla scarsa capacità di partecipazione e dialogo sul futuro della nostra terra, che attecchisce la malapianta della criminalità organizzata che avvolge e soffoca qualsiasi prospettiva per le giovani generazioni. Per questo – evidenzia Laganà Fortugno – ritengo che il nuovo corso della Chiesa locrese debba necessariamente viaggiare di pari passo con l’avvio di una stagione di impegno politico e civile che tragga ispirazione proprio dai presupposti indicati con estrema chiarezza da monsignor Oliva. La politica ha estremo bisogno di ritrovare la sua vera dimensione, ovvero quella di nobile strumento al servizio esclusivo della collettività e di quanti vivono in condizioni di sofferenza e emarginazione. Sono più che sicura che il nuovo vescovo di Locri-Gerace saprà rendersi protagonista di un percorso pastorale in grado di segnare una svolta radicale per il nostro territorio. Sono al suo fianco – conclude l’esponente dei democratici – e intendo continuare a offrire il mio personale contributo, prima come medico vicina ai sofferenti e ai malati, e dopo come esponente del mondo politico, per riempire di contenuti e azioni concrete, il cammino che la nostra comunità si appresta a compiere al fianco del suo nuovo pastore”.

l.d./Labecom
Locri, 22 luglio 2014

Risvolti sociali e psicologici della paura sul palco di Tabularasa

Quattordicesimo appuntamento dell’evento organizzato da Urba/Strill. Ospiti della serata il giornalista, Giuseppe Baldessarro e lo psichiatra, Rosario Cambria

Il tema della paura e dei suoi risvolti sociali ha caratterizzato il quattordicesimo appuntamento dell’evento organizzato da Giusva Branca e Raffaele Mortelliti, che, dal palco della Torre Nervi di Reggio Calabria, hanno condotto il dibattito al quale hanno partecipato il giornalista del Quotidiano del Sud e di Repubblica, Giuseppe Baldessarro e lo psichiatra reggino, Rosario Cambria. Assenti per sopraggiunti impegni istituzionali Federico Cafiero de Raho, procuratore capo di Reggio Calabria e Marco Minniti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Apertura della serata riservata a Rosario Cambria, psichiatra reggino che svolge la sua professione nelle Marche. “La paura – afferma lo specialista – non è un elemento negativo in assoluto perché fa parte della natura umana e, spesso, ci consente di essere maggiormente concentrati su un obiettivo che ci prefiggiamo oppure di essere coscienti di un pericolo realmente esistente.  La situazione cambia, invece, se la sua presenza è cronica, tale, cioè, da condizionare ogni nostro comportamento. Ciò provoca mancanza di autostima, insuccesso, frustrazione e isolamento”.
La paura si vince solo affrontandola, continua Cambria, “evitando di chiudersi in se stessi e facendosi aiutare da personale specializzato, capace di far acquisire tecniche comportamentali che conducono ad una guarigione definitiva”.
Una lettura di carattere sociale è stata offerta da Baldessarro, secondo cui “nella nostra città la paura è, ormai, diventata un elemento molto diffuso perché è direttamente proporzionale al senso di incertezza che caratterizza la vita lavorativa, economica e sociale di Reggio Calabria. La conseguenza più grave è che, in alcuni casi, ciò spinge molta gente a isolarsi per evitare di incorrere in situazioni difficili da gestire. Esistono sistemi – continua il giornalista – che utilizzano la paura come strumento di potere nei confronti della società, come per esempio la ‘ndrangheta. Se la nostra regione vuole progredire, bisogna avere il coraggio di spezzare questa “gabbia” mentale sulla quale la criminalità organizzata ha fondato il suo successo”.
Il dibattito è stato intervallato da un monologo dal titolo “Senza serratura”, per la regia di Santo Nicito, con cui l’attrice Irene Polimeni ha messo in scena lo stato mentale della paura, utilizzando la metafora della gabbia. 
Nel corso della serata Teresa Ribuffo, artista originaria di Maratea, ha esposto 5 acquerelli raffiguranti la paura dell’infibulazione, mentre Angela Pellicanò, artista reggina, ha esposto un quadro in cui si riproduce la paura della guerra.
La serata è stata aperta da “Tabularasa Kids”, con un appuntamento dedicato alla presentazione del libro “Alla ricerca dei colori perduti” di Maria Strianese.
In chiusura, invece, spazio a “Tabularasa Carnefresca” con la musica dei WNA (Why not all), caratterizzata da un coinvolgente sound fatto di rock e grunge.

f.c./Labecom
Reggio Calabria, 22 luglio 2014

domenica 20 luglio 2014

Tabularasa, la comunicazione e i media nella società contemporanea

Un momento della serata 
Dodicesimo appuntamento del contest organizzato da Urba/Strill. Ospiti della serata Carlo Freccero, autore televisivo ed esperto di comunicazione, Daniele Chieffi, giornalista e docente, e Isabella Pezzini, docente universitario

I mezzi di comunicazione si sono evoluti dal punto di vista tecnologico: a questo sviluppo è corrisposto un miglioramento dal punto di vista qualitativo? Quali sono le strategie comunicative che vengono usate dai competitor presenti sul mercato per attirare gli utenti? Nei media esiste una presenza eccessiva del tema del dolore?
Questi gli interrogativi ai quali gli ospiti hanno cercato di dare una risposta dal palco della Torre Nervi di Reggio Calabria in occasione del dodicesimo appuntamento di Tabularasa 2014, evento organizzato da Giusva Branca e Raffaele Mortelliti.
Il dibattito, dal titolo “Se sanguina, tira!”, è stato moderato dal giornalista ed esperto di comunicazione Antonio Rossano il quale, in apertura, ha evidenziato come, oggi, si stia assistendo ad una realizzazione della teoria del filosofo tedesco Adorno, secondo la quale “i media sono una vera e propria industria culturale, ovvero sia una fabbrica del consenso che mira ad influenzare ed indirizzare la capacità critica del pubblico, piegandola agli interessi economici del capitalismo”.
Carlo Freccero, già direttore di varie emittenti televisive (tra cui Rai Due) , nonché esperto di comunicazione, ha affermato: “Il mondo dei media e, in particolare, quello della televisione, è caratterizzato da una continua evoluzione. Il pubblico è sempre più attento e consapevole, è attivo, ossia non “subisce” più i programmi televisivi ma li seleziona tra i tanti esistenti ed è in grado di determinarne, come avviene soprattutto negli Stati Uniti, le sorti future”.
“Nei palinsesti televisivi e nei telegiornali – ha continuato Freccero – la cronaca rosa e la cronaca nera hanno, ormai, il predominio rispetto alla trattazione dei temi politici e sociali: è come se il dolore e la sua frequente riproposizione siano diventati una censura dei problemi reali. Assistiamo, ormai quotidianamente, ad una sorta di triste cerimonia mediatica, fatta di omicidi, incidenti, catastrofi naturali, che consente alle reti televisive un duplice obiettivo: ottenere un numero di spettatori crescente, perché il pubblico è naturalmente attratto da questi eventi; produrre programmi che costano poco e consentono un aumento dei ricavi attraverso l’inserimento molti spazi pubblicitari”.
Si passa poi dalla televisione al web, attraverso le parole di Daniele Chieffi, giornalista e docente universitario, nonché esperto di comunicazione nella rete Internet. “Il web si sta rivelando come una grande promessa mancata: all’inizio, si pensava che sarebbe stato possibile creare un pubblico con uno spirito critico più marcato, eliminando la sudditanza nei confronti dei media più diffusi, come radio e tv. Purtroppo, così non è stato e anche nella rete virtuale la legge delle tre esse (sangue, sesso, soldi) prevale sul resto così come predomina il “voyeurismo del dolore”, che è un elemento strettamente legato alla natura umana.”
“Anche sul web – ha aggiunto il giornalista – esiste la corsa al fatturato che è direttamente proporzionale alla velocità con cui viene data una notizia; succede, quindi, che pur di fornire le notizie prima dei propri concorrenti, spesso esse non vengano verificate e con il risultato che si fornisce all’utenza un prodotto che dal punto di vista giornalistico ha una qualità molto scadente”.
Di notevole spessore anche il contributo fornito da Isabella Pezzini, docente di Semiotica all’Università “La Sapienza” di Roma, la quale ha sottolineato come sia “del tutto normale che la notizia venga spettacolarizzata perché la tv è spettacolo e che il tema del dolore sia presente perché è un sentimento dell’uomo”.
“Quello che non è accettabile è che assistiamo quotidianamente - ha continuato la docente – a numerose trasmissioni televisive nelle quali è frequente la presenza di esperti criminologi, spesso autoreferenziali, o, addirittura, del criminale di turno che diventa protagonista, creando un processo mediatico che si affianca e, a volte, si interseca con quello penale.
“La televisione  - ha concluso Pezzini - ed, in genere, tutti i media, dovrebbero, però, condurre un’analisi più approfondita sulle notizie di cronaca, fornendo agli utenti le risposte che si aspettano per comprendere le motivazioni reali che hanno causato un evento negativo, evitando di alimentare eccessiva curiosità o, peggio ancora, morbosità”. 
Il dibattito è stato preceduto dall’appuntamento con “Tabularasa Kids”, con la presentazione del libro “Io e Velasquez” da parte delle autrici Assunta Morrone e Jole Savino.
In chiusura di serata, spazio a “Tabularasa Alone” con il concerto di Francesco Stilo Cagliostro, giovane cantautore reggino che, accompagnato dalla sua chitarra, ha proposto al pubblico i suoi brani mai banali e ricchi di poesia, melodia e di una buona dose di realismo ed ironia.

f.c./Labecom
Reggio Calabria, 20 luglio 2014

sabato 19 luglio 2014

Tabularasa, il cammino della Calabria verso la libertà dal pregiudizio

Tanti ospiti per un confronto a più voci in vista del primo Calabria pride in programma nel pomeriggio di oggi a Reggio. La serata si è conclusa con il concerto di Teresa Mascianà & I Donatori di Organo.

Riflessioni ed esperienze di chi ha sfidato il pregiudizio con il coraggio delle proprie azioni, non rifugiandosi nel vittimismo di essere calabrese e omosessuale. Visioni e speranze di chi invoca una Calabria in cui si possa essere liberi e felici di essere come si è. La disamina del pregiudizio ed anche dell’orgoglio, della libertà e della diversità,  alle nostre latitudini e oltre, è stata al centro del nuovo appuntamento di Tabularasa alla torre Nervi. Sollecitati dalla moderatrice Paola Bottero, sono intervenuti i giornalisti Alessandro Russo, Adele Cambria e Giovanna Casadio; Nicola Fiorita,  docente di Diritto ecclesiastico all’Università della Calabria, Vanni Piccolo, attivista lgbt, Porpora Marcasciano, presidente del movimento italiano Transessuale, Lucio Dattola e Lavinia Durantini del coordinamento Arcigay Calabria. Ad aprire e chiudere il dibattito intitolato “La Calabria oltre il pregiudizio”, in vista del primo Calabria Pride che si svolgerà nel pomeriggio di oggi a Reggio, le parole di Ippolita Luzzo, blogger e insegnante, e le note del leader dei Mattanza, Mimmo Martino. 
Nel segno dell’affermazione dei diritti individuali e della ribellione corale contro gli stereotipi, al fianco di chiunque sia discriminato ed emarginato, il Calabria Pride farà camminare insieme genitori e figli, eterosessuali ed omosessuali, persone con opinioni e religioni differenti, con pensieri politici diversi. Esso potrà costituire quella “evidente verità capace di abbattere il pregiudizio più radicato e l’indifferenza, che Gramsci definiva come il peso morto della storia”, sottolinea il giornalista Russo. 
Una sfida che riguarda tutti perchè la sfera di autonomia di ciascuno non è illimitata. “Dove finisce e inizia quella altrui, finisce e inizia la nostra libertà. Se anche solo un cittadino non è libero, tutta la società non lo è”, sottolinea il professore Fiorita.
 “Finalmente stiamo scrivendo una pagina importante di storia, non solo calabrese, che metterà la parole fine alla solitudine, alla clandestinità, alla paura di essere riconosciuti che da sempre mortifica la nostra gioia e la nostra libertà di essere”, spiega l’attivista Piccolo. Per Giovanna Casadio, “il pregiudizio è una sommatoria di mancanze che invoca la virtù del coraggio per essere superato”. Ecco perché “il gay pride è un atto politico e culturale necessario per affermare la nostra identità, ribellarci ai soprusi, continuare a scrivere la storia iniziata con la rivolta di Stonewall a New York nel 1969”, sottolinea Porpora Marcasciano.
E’ la giornalista Adele Cambria a richiamare Pier Paolo Pasolini e Jane Austen per poi porre un accento sulla pagina intensa e memorabile della testimonianza di amore scritta “ dalle madri che solidarizzano con i figli omosessuali come in una sorta di mother pride, raccontando quanto è bello essere diversi in mezzo ai diversi e in una terra splendida come la Calabria”.
“Il pride calabrese non è solo lotta al pregiudizio – sottolinea Lucio Dattola, presidente dell'Arcigay “I due mari” di Reggio – ma è strumento di cambiamento. La libertà che affermiamo ci interroga, non ci accomoda, come spesso fa il pregiudizio”. Lanciato, dunque, un appello a ciascun cittadino affinchè contribuisca alla costruzione di una società fondata sul rispetto dell’altro.  Il pregiudizio in sé nasconde assenza di conoscenza, “delega ad altri il proprio pensiero”, evidenzia la moderatrice Paola Bottero. La cultura, dunque, è lo strumento vincente  per comprendere che non si possono classificare le persone né tanto meno l’amore. ‘Chi decide quale amore valga di meno?’, si chiede Lavinia Durantini, presidente di Eos arcigay Cosenza sottolineando come “il seme del pregiudizio germoglia laddove si decide di sapere già tutto e si smette di conoscere”.  In chiusura del dibattito è Ippolita Luzzo a citare Paolo Borsellino, nel ventiduesimo anniversario della strage di via D’Amelio: “Chi ha paura muore ogni giorno e chi non ha paura muore una volta sola”. Dulcis in fundo Mimmo Martino racconta la sua fierezza di interprete di questa terra. “Sono contento quando mi dicono: 'Mi fai sentire orgoglioso di essere calabrese’.
Tabularasa Kids, con i laboratori ludico-creativi dell’associazione Lelefante, ha aperto la serata. In chiusura, nell’ambito della rassegna Carnefresca, l’energico concerto della songwriter rock’n’roll reggina Teresa Mascianà e dei I Donatori di Organo.

a.f./Labecom
Reggio Calabria 19 luglio 2014