domenica 18 maggio 2014

Vini di Calabria, il gusto della nostra identità

Il frutto della vite protagonista del libro di Rosario Branda presentato al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. L’incontro si è concluso con una degustazione

Macheda, Rubbettino, Branda, Lamberti Castronuovo, Bonomi e Tramontana
La tradizione del vino ha radici antiche nella nostra terra. Ancor prima degli abitanti della maestosa colonia greca di Sibari, già gli Enotri coltivavano le viti e producevano il vino come, secondo alcuni, si deduceva persino dall’etimologia del nome di questa popolazione preromana che si stanziò anche nella Calabria settentrionale.
Vini di Calabria, storie (minime) di uomini, donne, luoghi ed uve (Rubbettino), è il titolo del volume di Rosario Branda, direttore di Confindustria Cosenza e del Consorzio di qualità della ristorazione calabrese ‘Assapori’, presentato al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria. La narrazione dei gusti, dei profumi e dei colori dei vini calabresi si propone come un viaggio che, sorso dopo sorso, ripercorre le vie dei vini calabresi illustrate settimanalmente da Branda sul Quotidiano della Calabria. L’incontro si è aperto con i saluti del presidente di Confindustria Reggio, Andrea Cuzzocrea, e del presidente della Coldiretti reggina, Francesco Saccà.
“Siamo particolarmente contenti di questa iniziativa – ha sottolineato la sovrintendente dei Beni Archeologici della Calabria, Simonetta Bonomi – perché ci consente di annunciare il tema dell’archeologia del vino e della storia della tradizione enologica che il museo, presto completato, proporrà nel suo nuovo ed articolato percorso”.  
Di un libro identitario ha parlato l’assessore provinciale alla Cultura ed alla Legalità, Eduardo Lamberti Castronuovo, “che – ha aggiunto - ci racconta da dove veniamo, chi siamo e cosa siamo destinati a diventare. Testimonia che siamo anche figli della cultura enologica. E’ un volume che, come la guida turistica che presto la Provincia pubblicherà per fornire dei riferimenti chiari e agevoli a chi non conosce il nostro territorio, valorizza i nostri luoghi”. 
C’è grande interesse degli addetti ai lavori per i vini calabresi e a confermarlo è Antonino
Tramontana, amministratore dell’omonima azienda vinicola, il quale ha evidenziato come ciò rappresenti “il segno che gli investimenti avviati nell’innovazione tecnologica ci hanno permesso di migliorare. Stiamo producendo bene e ad oggi la Calabria dei vini non è più solo la provincia di Crotone. Anche la realtà reggina è in crescita”. Un video, curato dall’emittente televisiva ‘ReggioTv’, ha posto l’accento proprio sulla maggiore presenza dei vini nostrani nella carta dei ristoranti calabresi e sul ruolo strategico che la tradizione enologica può rivestire nel rilancio turistico e culturale della Calabria.
Secondo l’editore, Florindo Rubbettino, “questa pubblicazione ha il merito di valorizzare la risorsa del vino, attraverso gli uomini e le donne che lo producono ed il suo legame indissolubile con la storia calabrese; abbiamo voluto proporre anche una chiave di lettura antropologica del nostro territorio”. 
Una terra che non rinnega le sue tradizioni, è questa la Calabria che Rosario Branda ha voluto raccontare. “La Calabria dei vini – ha sottolineato l’autore - è una regione che esalta le proprie peculiarità, veicolando un messaggio di positività e raccontando la sua bellezza. Resta la sfida della valorizzazione dei vigneti autoctoni. In un’economia globalizzata come quella attuale – ha concluso Branda - è necessario puntare sulle eccellenze, sulle suggestioni e diventare consapevoli della qualità dei vini calabresi e della capacità di attrattiva che essa può esercitare anche dai luoghi più lontani”. 
Dal racconto al sorso. Dalla narrazione ispirata ai vigneti, esplorando centoquattordici etichette, il viaggio è approdato alla degustazione di vini Tramontana, curata da Antonio Macheda, della sezione reggina dell’Associazione italiana sommelier. 

a.f./Labecom
Reggio Calabria, 18 maggio 2014

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