sabato 10 maggio 2014

Il distretto 2100 del Rotary International avvia la candidatura dei Bronzi di Riace a Patrimonio mondiale dell’Umanità

Al termine del quinto forum distrettuale, che si è svolto a Reggio Calabria, è stata approvata la mozione con la quale il club service si impegna a chiedere il riconoscimento Unesco per i due Capolavori assoluti nell’ambito della “Via mediterranea della Magna Graecia”. Sarà istituita una “cabina di regia” aperta ai contributi di soggetti qualificati

da sinistra, Di Stefano, Socievole, Acciardi, Focà e Bonomi
Con un lungo e scrosciante applauso, più eloquente di una votazione palese compatta, è stata suggellata l’unanimità con cui il distretto 2100 del Rotary International (Calabria, Campania e territorio di Lauria) impegna a elaborare la proposta di candidatura dei Bronzi di Riace, emblema del Mediterraneo, come patrimonio mondiale dell’Umanità tutelato dall’Unesco.
La decisione ha rappresentato il momento clou del forum distrettuale ospitato questa mattina nel salone della Provincia di Reggio Calabria, con il titolo “Etica geopolitica. Il Mediterraneo e la rete della cooperazione rotariana - Le vie del Mediterraneo”.
Dopo il messaggio di condivisione del presidente della Provincia Giuseppe Raffa e del professore Francesco Morabito in rappresentanza dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, ad aprire i lavori, introdotti e coordinati dal governatore distrettuale Maria Rita Acciardi, è stato Antonino Gatto, presidente del Rotary Club Reggio Calabria, intervenuto in rappresentanza di tutti i club reggini. “Sulle orme dei filosofi musulmani Averroè e Avicenna – ha spiegato Gatto – bisogna guardare alle altre culture del Mediterraneo come potenziale di crescita e sviluppo, come luogo di dialogo in cui la visione e il sogno abbiano l’opportunità di concretizzarsi, nel rispetto delle specifiche identità”.
 “I Bronzi rappresentano sempre più i messaggeri del Mediterraneo. Queste due statue – ha sottolineato la soprintendente per i Beni Archeologici della Calabria, Simonetta Bonomi - ritrovate nei fondali di Riace ed anch’esse ‘migranti’ tra l’Est e l’Ovest di questo mare, erano in realtà in viaggio verso chissà quale luogo. Dunque esse non sono solo dell’Italia o della Calabria ma appartengono al mondo intero”.
I paesi del Mediterraneo, tuttavia, sono stati e sono anche teatro di guerre ed oggi punto di partenza e approdo di popoli in fuga, alla ricerca di dignità e libertà da condizioni di forte deprivazione.  “La cooperazione dei club sui singoli territori - ha affermato il governatore Maria Rita Acciardi - è chiamata a guidare un processo virtuoso di affermazione dei diritti umani nel segno della costruzione di reti e sinergie che fronteggino la tematica della migrazione. In quest’ottica i Bronzi, storicamente anch’essi migranti, possono rappresentare gli ambasciatori di una ritrovata etica nella relazioni tra Paesi e di cittadinanza universale. Ecco perché - ha concluso Acciardi - i Bronzi di Riace, in quanto patrimonio che unisce, rappresentano una sfida rotariana”.
“Le vie del Mediterraneo - ha ricordato Alfredo Focà, past governor distrettuale - sono state anche le vie della Calabria di Cassiodoro, di Pitagora, dei centri di scrittura che hanno offerto un imprescindibile contributo al progresso umano. Sono state le vie dell’Università, le vie dei libri, dei Codici, del pensiero filosofico e scientifico; quel fitto reticolo di energie culturali e di incontro tra i popoli, lungo rotte e percorsi che hanno toccato tutti i punti cardinali e sfiorato ogni costa, che ha generato cambiamento e sviluppo a beneficio dell’umanità”.
“E’ fondamentale inserire i Bronzi di Riace in una prospettiva di identità collettiva e anche immateriale, dunque sganciata da una dimensione puramente archeologica – ha spiegato il presidente di Icomos Italia, Maurizio Di Stefano - per auspicare una candidatura efficace ed un futuro riconoscimento in tal senso. Il credito di cui gode in sede Unesco la zona euromediterranea, che unisce paesi di diversi continenti, potrebbe offrire un valore aggiunto alla dimensione universale e trasversale già propria di una candidatura vincente, come è stato per la dieta mediterranea”.
 “Strategica è per noi la rete tra i giovani rotarctiani e non, di differenti paesi, di diverse etnie, religioni e culture – ha evidenziato il past governor e advisor per il Mediterraneo, Francesco Socievole -  per contribuire, attraverso il confronto e il dialogo, al superamento delle divisioni, alla costruzione di pace e benessere con progetti umanitari, come l’istallazione dei pannelli fotovoltaici per fornire energia in un villaggio dell’Egitto”.
Gli interventi finali del forum hanno riguardato il Mediterraneo unito, a cura del governatore eletto Giancarlo Spezie, le vie della cristianità sulle orme di San Paolo illustrate dalla presidente Rotaract Reggio Calabria, Laura De Stefano, e le vie della filosofia sulle orme di Platone raccontate da Francesco Gatto, presidente Rotaract Reggio Calabria Sud.
I lavori si sono chiusi con l’approvazione della mozione che formalizza l’impegno del distretto 2100 del Rotary International per la candidatura dei Bronzi di Riace, emblema della vie del Mediterraneo, come patrimonio mondiale dell’Umanità in sede Unesco.

a.f./Labecom
Reggio Calabria, 10 maggio 2014

Nessun commento:

Posta un commento