martedì 29 aprile 2014

Confindustria, Ance e sindacati: “Al palo opere pubbliche per oltre 330 milioni”

Raffa, Siclari, Cuzzocrea, Pacifici, Serranò e Biondo
Imprenditori e parti sociali denunciano la grave fase di stallo nel settore costruzioni che paralizza l’economia del territorio. Il presidente degli Industriali Cuzzocrea: “Più che l’esercito serve una task force composta da amministratori di altissimo profilo”. Il presidente dell’Ance Siclari chiede un tavolo interistituzionale: “Fondamentale per risollevare le sorti della nostra economia”. Presente al dibattito anche il presidente della Provincia Giuseppe Raffa

Le opere pubbliche reggine sotto la lente d’ingrandimento di imprenditori, amministratori e parti sociali. Un momento di confronto, analisi e proposta, fortemente voluto dai direttivi locali di Confindustria e Ance, e dai rappresentanti territoriali di Cgil,  Cisl e Uil, è quello che si è svolto questa mattina nella sede dell’associazione di via del Torrione.
Al centro del dibattito è stato posto il tema considerato quale vero nodo da sciogliere per ridare ossigeno e una prospettiva concreta all’economia dell’intero territorio provinciale, ovvero lo sblocco degli appalti pubblici. Un’impasse da oltre trecento milioni che tiene paralizzate opere essenziali per la collettività, alcune delle quali attese da decenni. Al riguardo, nel corso dell’incontro, è stato diffuso uno studio dettagliato sulle opere ferme, sul loro effettivo valore e sui motivi del blocco.
Un fronte comune, dunque, che ha visto allo stesso tavolo Andrea Cuzzocrea, presidente di Confindustria Reggio Calabria, Francesco Siclari, presidente di Ance Reggio Calabria, Giuseppe Raffa, presidente della Provincia di Reggio Calabria, Mimma Pacifici, segretario provinciale Cgil, Mimmo Serranò, segretario provinciale Cisl e Santo Biondo, segretario regionale Uil.
“Tutti i maggiori analisti – ha affermato Cuzzocrea – non fanno altro che ripetere che le principali politiche economiche anticicliche sono proprio quelle legate ai lavori pubblici. Quanto emerge in città e in provincia è intollerabile. La pubblica amministrazione, peraltro, non rende quasi mai noto i dati e lo stesso lavoro di verifica e riscontro che abbiamo prodotto si è rivelato particolarmente difficile. Del decreto Reggio – ha proseguito il presidente degli Industriali reggini – più volte finanziato, sarebbe auspicabile che la commissione straordinaria si occupasse in modo più diretto, informando in modo puntuale i cittadini. Su questo fronte Confindustria attende ancora delle risposte. L’interlocuzione con gli amministratori è un tema centrale. Al riguardo – ha rimarcato Cuzzocrea- crediamo sia necessaria una vera e propria task force di figure di altissimo profilo da far operare all’interno degli enti locali. In tal senso- ha aggiunto provocatoriamente Cuzzocrea – si potrebbe modificare la recente proposta del ministro Alfano in materia di sicurezza, magari riducendo il numero dei militari previsti a vantaggio di qualche funzionario capace”.
La richiesta di un tavolo interistituzionale è stata avanzata da Siclari secondo cui “è impossibile pensare di risollevare le sorti della nostra economia senza un dialogo costante e proficuo con chi amministra il territorio. Alcune opere hanno un’importanza economica e sociale enorme come nel caso della diga sul Menta. Senza contare il lungo elenco di cantieri fermi a cui basterebbe davvero poco per ripartire. La crisi occupazionale che sta interessando il nostro comparto – ha evidenziato il presidente di Ance Reggio - è qualcosa di veramente drammatico che, solo chi opera ogni giorno in questo contesto può conoscere. Poter dialogare con le parti sociali intorno allo stesso tavolo per noi è fondamentale e auspichiamo che il messaggio venga presto recepito anche dagli amministratori. Riguardo alle white list – ha poi precisato Siclari – è bene sapere che si tratta di uno strumento che non consente l’iscrizione degli esecutori di lavori in quanto non rientrano fra le categorie previste”.
Grande preoccupazione è stata inoltre espressa da Pacifici “anche alla luce della perdurante difficoltà di dialogo con le pubbliche amministrazioni che ormai non sembrano dare risposte ai cittadini, ai lavoratori e alle imprese.  La denuncia da sola non basta  - ha sottolineato il segretario della Cgil – per questo di qui a breve chiederemo un incontro analogo a quello di oggi in Prefettura alla presenza dei commissari che amministrano Palazzo San Giorgio”.
Sulla stessa linea anche Serranò per il quale “le istituzioni non riescono ad essere flessibili e a interpretare le esigenze della collettività. I numeri parlano chiaro quando delineano i contorni di una possibile catastrofe economica e sociale. Dopo un’iniziale apertura – ha aggiunto il segretario della Cisl – anche noi abbiamo visto calare il silenzio intorno all’operato della commissione straordinaria che amministra Reggio e che, in più di una circostanza, ci ha coinvolto solo dopo aver assunto delle decisioni”.
Secondo Biondo “non bisogna commettere l’errore di pensare che le risorse non ci siano. Basti pensare alla Salerno-Reggio sui cui di soldi ne sono arrivati anche tanti. Semmai occorre interrogarsi sui tempi di realizzazione di certe opere e, soprattutto, sull’incapacità della classe dirigente di spendere i fondi europei a disposizione rispetto ai quali la Calabria è ferma al 40%. Proprio queste risorse – ha detto Biondo - sono l’ultima possibilità che ci resta per il rilancio delle opere pubbliche e, a cascata, di tutti gli altri settori”.
In chiusura Raffa ha posto l’accento sul paradosso dei giorni nostri che vede “insieme, in una battaglia comune, imprese e lavoratori a difesa dell’occupazione. In questo scenario le istituzioni sono chiamate a raddoppiare i propri sforzi per cercare di snellire una macchina burocratica che spesso è il vero ostacolo a qualsiasi ipotesi di sviluppo. La Provincia sta operando in questa direzione come dimostra l’avvio di un sistema informatizzato in grado di ridurre drasticamente i tempi previsti per le procedure amministrative". Raffa che si è soffermato sullo stato di attuazione del decreto Reggio e ha evidenziato i limiti delle interdittive antimafia, ha infine ringraziato gli Industriali reggini “per il costante ruolo di pungolo nei confronti delle istituzioni”.

Ufficio Stampa Confindustria Reggio Calabria
l.d./Labecom
Reggio Calabria, 29 aprile 2014

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