giovedì 13 marzo 2014

Varia di Palmi primo bene Unesco della Calabria, Patrizia Nardi: “Opportunità di rilancio per la nostra regione”

L’Archivio di Stato di Reggio ha ospitato la cerimonia di consegna della pergamena dopo la proclamazione lo scorso dicembre a Baku, in Azerbaigian, della tradizione palmese come patrimonio culturale immateriale dell’Umanità

Un momento della cerimonia
Con la Ballata dei Gigli di Nola, la Faradda dei Candelieri di Sassari e la Macchina di Santa Rosa di Viterbo, la Varia di Palmi è tra gli ultimi beni, in ordine di tempo, proclamati dall’Unesco come patrimonio culturale immateriale dell’Umanità. Dopo l’ufficializzazione a Baku, in Azerbaigian, dello scorso dicembre, è arrivata anche la pergamena che attesta in via ufficiale il prestigioso riconoscimento, al termine della cerimonia di consegna ospitata nella sala conferenze dell’Archivio di Stato di Reggio Calabria. 
“La Varia di Palmi – ha dichiarato Gianni Bonazzi del Segretariato generale del Mibact - costituisce il primo bene Unesco per la Calabria. In tal senso si sta valutando di candidare anche il Codice Purpureo di Rossano Calabro, nell’ambito del progetto legato alle Memorie del Mondo”.
Grande soddisfazione è stata espressa da parte dell’assessore regionale alla Cultura, Mario Caligiuri, che ha ricordato come “Grazie a questo riconoscimento la Calabria potrà esprimere la sua vera essenza di culla della cultura, contribuendo ad accrescere la conoscenza delle nostre radici e della nostra storia e a dare linfa allo sviluppo”.

Dello stesso avviso è la coordinatrice e responsabile della Rete delle grandi macchine a spalla,
La pergamena Unesco
 Patrizia Nardi, che ha definito il brand Unesco come “un’opportunità concreta e seria di rendere la Varia di Palmi polo di attrazione per la regione. I progetti concertati con il ministero vanno proprio in questa direzione come anche la condivisione di percorsi con le comunità di riferimento delle altre macchine a spalla, ossia Nola, Viterbo e Sassari”. 
“Non è solo una soddisfazione per la città di Palmi - ha voluto sottolineare il sindaco Giovanni Barone - ma per tutta la provincia di Reggio e per la Calabria. Le nostre sono tradizioni secolari che dobbiamo tutelare e far conoscere a tutta l’Italia ed oltre”. 

Un legame identitario profondo esiste tra questa tradizione e la Piana. A Palmi essa è sopravvissuta nei secoli, divenendo oggi non un unicum nella provincia reggina. “I documenti dal Settecento ad oggi testimoniano questo legame forte – ha spiegato la direttrice dell’archivio di Stato, Mirella Marra – al punto da essere stato sempre coltivato dai palmesi con cura e passione, nonostante il passare dei secoli e il susseguirsi di avvenimenti anche complessi”.  L’Archivio di Stato ha contribuito al sostegno della candidatura della Varia con ricerche e dati che resteranno custoditi presso di esso. 
All’incontro, moderato dal giornalista Ugo Florio, significativa è stata anche la partecipazione dei protagonisti della processione, gli ‘mbuttaturi, rappresentanti le cinque antiche corporazioni di Marinai, Carrettieri, Bovari, Contadini e Artigiani.
Tutta la comunità di Palmi si prepara già per la Varia 2014. La fede e la devozione alla Madonna della Lettera saranno nuovamente raccontate alla provincia di Reggio, alla Calabria e, da quest’anno, al mondo, dall’Animella e dal Padreterno in processione sull’imponente macchina a spalla.

a.f./Labecom
Reggio Calabria, 13 marzo 2014

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