sabato 15 marzo 2014

Roma, continua ad appassionare la mostra “I Cavalieri della memoria”. Dal 20 al 22 di scena l’Opera dei pupi

Ancora visitabile, presso il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari della Capitale, l’esposizione dedicata  alle tradizioni orali  siciliane. Cinque spettacoli teatrali faranno rivivere l’epico duello di Orlando e Rinaldo

Il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma, sede anche dell’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia, è ancora teatro di suggestioni senza tempo grazie alla più rappresentativa tradizione siciliana.
La mostra “I Cavalieri della Memoria”, in collaborazione con il Museo internazionale delle Marionette “Antonio Pasqualino” di Palermo e inaugurata lo scorso febbraio, continua ad appassionare studiosi e curiosi.
Curata da Rosario Perticone essa propone 21 pannelli fotografici dedicati ai Pupi palermitani e catanesi, 12 pannelli didascalici, corredati da un video esplicativo, oltre ai Pupi di proprietà del Museo romano.
La manifestazione culturale sarà arricchita dal 20 al 22 marzo da cinque spettacoli teatrali, con i “pupi ad effetto”, aperti alle scuole. Sulla scena rivivrà, in un libero adattamento di Vincenzo Mancuso, l’epico “Duello di Orlando e Rinaldo per amore di Angelica”, tratto da antichi canovacci ispirati alla Storia dei Paladini di Francia di Giusto Lo Dico.
Le scintillanti marionette armate animeranno il secolare confronto tra visioni del mondo, occidentale e orientale, tratto distintivo della tradizione orale siciliana di cui l’opera dei Pupi è eccelsa espressione. Esse daranno corpo al linguaggio delle immagini, valorizzando la maestria dei pupari ed offrendo agli spettatori l’approdo ideale dopo l’affascinante viaggio fotografico.
L’esposizione contribuisce all’obiettivo che il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma, diretto da Maura Picciau, si è posto come prioritario, ossia quello di promuovere le tradizioni orali e la conoscenza del patrimonio immateriale del nostro Paese, con particolare attenzione alle giovani generazioni. La scelta è ricaduta sulla Sicilia che si distingue per le antiche e sempre vitali suggestioni visive, sonore e verbali dei Pupi Siciliani, che abbracciano due secoli di storia e dal 2001 sono inclusi tra i 19 capolavori del patrimonio orale e immateriale dell’umanità sotto l’egida dell’Unesco.
Prosegue così l’affascinante viaggio scandito dagli scontri tra i paladini di Carlo Magno e gli infedeli saraceni, tra i canti del ciclo carolingio e bretone che ne hanno tramandato oralmente le gesta fino alle tradizioni popolari del “cuntu” che ancora oggi, in Sicilia, narrano di epopee cavalleresche.

a.f./Labecom
Roma, 15 marzo 2014

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