giovedì 13 marzo 2014

Atam, il professor Gatto: “Situazione delicata, sperare contro ogni evidenza”

L’amministratore unico dell’Azienda Trasporti per l’Area Metropolitana di Reggio Calabria, prof. Antonino Gatto, ha inteso incontrare gli operatori dell’informazione alla luce delle notizie di stampa relative a un’istanza di fallimento  della Procura della Repubblica presso il locale Tribunale.
“La situazione è molto delicata”, ha spiegato l’economista reggino, che appena cinque mesi fa, nell’ambito del rinnovo degli organi amministrativi e di controllo, è stato chiamato dalla Commissione straordinaria di palazzo San Giorgio a ricoprire un ruolo difficilissimo, proprio a causa della pesante condizione economico-finanziaria della società.
Il docente universitario ha ripercorso le tappe che hanno scandito fino a oggi la sua esperienza al vertice dell’Atam. “Mi sono trovato di fronte a una realtà molto complessa, che ho cercato di affrontare in sinergia con il Comune di Reggio Calabria, con la Regione e con la regia della Prefettura – ha affermato Gatto –. Purtroppo, giorno dopo giorno, è emerso un quadro pesante pur in presenza di recenti e apprezzabili tentativi di risanamento della gestione ordinaria”. 
Riguardo alle notizie diffuse questa mattina sulla richiesta di fallimento avanzata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio, il professor Gatto ha informato che “il lavoro dei pubblici ministeri riguarda due esercizi di bilancio in particolare: quelli relativi al 2011 e al 2012”. 
Per avere un’idea della situazione concreta, il top manager dell’Atam ha affermato: “Ad oggi il fabbisogno finanziario per la ricostituzione del capitale sociale è di almeno 7 milioni di euro che dovrebbero essere conferiti dal Comune. Fabbisogno che, tuttavia, potrebbe diminuire in proporzione all’eventuale certificazione, da parte della Regione, di un maggiore credito dell’Atam rispetto a quello in atto contabilizzato”.
L’amministratore unico dell’azienda ritiene che “le cause dello status quo siano molto risalenti nel tempo e imputabili sostanzialmente alle dinamiche del modello di gestione di tutte le società partecipate. È una crisi generalizzata delle aziende municipali di trasporto pubblico locale che non risparmia nessuna grande città italiana, come dimostrano i casi recenti come quello di Roma”. 
Di fronte a questo quadro d’assieme, il professor Gatto, “contro ogni evidenza” ha espresso “speranza che la saggezza e la responsabilità dei partner istituzionali dell’Atam ci diano la possibilità di tirar fuori dal pantano l’azienda per rimodellarla e renderla più efficiente e sostenibile per il futuro. Ma occorre fare presto”. 

g.l./Labecom
Reggio Calabria, 13 marzo 2014

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