venerdì 7 febbraio 2014

«Responsabilità politica del governo verso Reggio. Subito la Città metropolitana»


Andrea Cuzzocrea, presidente di Confindustria Reggio Calabria
Il presidente Andrea Cuzzocrea alla tavola rotonda di Firenze organizzata dalla Rete delle associazioni industriali metropolitane: «Nessuno pensi di escluderci dalla ripartizione dei fondi. Turismo e porto di Gioia Tauro i nostri punti di forza»

«Lo Stato ha un debito pesantissimo, storico e attuale, nei confronti di Reggio Calabria e della sua provincia, dei suoi cittadini e delle sue imprese. Rivendichiamo il diritto di essere un pezzo dell'Italia che non può essere abbandonato a se stesso. Il nostro comune capoluogo, già commissariato per mafia, è sull'orlo del dissesto finanziario: far partire subito la città metropolitana è una responsabilità politica di chi oggi governa il Paese».
È stato un intervento dai toni decisi, quello del presidente della Confindustria territoriale, Andrea Cuzzocrea, durante la tavola rotonda di Firenze organizzata dalla Rete delle associazioni industriali metropolitane. Il dibattito di Palazzo Vecchio è stato incentrato sul valore del nuovo livello istituzionale, la cui entrata in vigore rappresenterà "una riforma per il rilancio del Paese".
Il confronto si è aperto alla presenza di un parterre politico-istituzionale di grande prestigio: dal presidente di Confindustria Giorgio Squinzi al sindaco di Firenze Matteo Renzi, dal presidente dell'Anci Piero Fassino ad amministrativisti di altissimo profilo, tra i quali Franco Bassanini e Benjamin Barber. Presente una vasta platea di amministratori locali, politici e imprenditori. Della delegazione reggina facevano parte, tra gli altri, il presidente di Federturismo Giuseppe Nucera e il direttore dell'Ance, Antonio Tropea.
I lavori della tavola rotonda, coordinati dal direttore di Sky Tg 24 Sara Varetto, hanno rappresentato per Cuzzocrea l'opportunità per illustrare alla classe dirigente dell'Italia gli interessi sani dei reggini. E soprattutto per sollecitare con forza un'assunzione di responsabilità da parte di chi «non può disinteressarsi in maniera pilatesca del futuro di un'area vasta che, abbracciando anche Messina, conta oltre un milione di abitanti. Nessuno pensi di aver accontentato la mia città riconoscendole un “contentino” o attribuendole un semplice “pennacchio”. Nessuno, soprattutto, pensi di escludere Reggio dalla partita della ripartizione dei fondi per le metropoli italiane».
Andrea Cuzzocrea ha ricordato «gli impegni assunti dall'ex ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri, che aveva preannunciato un sostegno dello Stato a Reggio Calabria dopo lo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose. Nulla di tutto questo è avvenuto, e anzi la situazione a un anno e mezzo di distanza si è solo aggravata. Ma noi non abbiamo bisogno di assistenzialismo. Vogliamo solo avere la possibilità di confrontarci alla pari con il resto del Paese, e per questo riteniamo vitale che la città metropolitana di Reggio parta contemporaneamente a tutte le altre, senza ritardi».
L'imprenditoria reggina, ha spiegato Cuzzocrea, «ha l'ambizione di recitare un ruolo di primo piano all'interno della Rete delle associazioni industriali metropolitane. Reggio Calabria ha le carte in regola per entrare nei network turistici che contano davvero, perché riteniamo che un visitatore straniero, dopo aver visto Roma, Firenze e Venezia, non possa tornare a casa senza aver conosciuto la magnificenza dei Bronzi di Riace, le  straordinarie testimonianze dell'arte magnogreca conservate nel Museo archeologico ma anche gli altri tesori che possediamo, da Palmi a Casignana a Kaulon».
Il ruolo della città metropolitana di Reggio Calabria, secondo il massimo rappresentante dell'associazione di via del Torrione, «dovrà essere posto in stretta relazione con la costituzione della Zona economica speciale a Gioia Tauro, che è la più consistente area produttiva della nostra regione e che dispone del più grande porto di transhipment del Mediterraneo». 
In questo quadro, per Andrea Cuzzocrea «Confindustria Reggio Calabria guarda alla città metropolitana come all'unica opportunità per salvare dal completo disastro economico, sociale e politico un territorio marginalizzato dallo storico disinteresse dello Stato e dall'altrettanto atavica incapacità delle classi dirigenti territoriali. La classe imprenditoriale reggina - ha concluso il presidente degli Industriali - ha già avviato il percorso, parallelo a quello istituzionale e probabilmente più importante di esso, volto a creare una società e un'economia metropolitane. Perché questo progetto non si può realizzare solo in astratto con le leggi approvate dal Parlamento, ma anche e soprattutto con una rivoluzione culturale, di mentalità e operativa».

Ufficio stampa Confindustria Reggio Calabria
g.l./Labecom
Firenze, 6 febbraio 2014

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